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«Non rientra nella nostra linea editoriale»: 7 scrittori famosi rifiutati dalle case editrici

Le faremo sapere: 7 autori famosi rifiutati dalle case editrici

Professione scrittore Di Ornella Nalon. «Non rientra nella nostra linea editoriale» è generalmente la risposta usata dalle case editrici quando rifiutano di pubblicare un manoscritto. Ma non demordete, aspiranti scrittori, anche alcuni autori famosi sono stati bocciati più volte prima di pubblicare i loro bestseller.

Mi piacerebbe conoscere di persona qualche scrittore o, per volare un po’ più bassi, qualche appassionato di scrittura come me, che non abbia mai ricevuto un rifiuto di pubblicazione della sua opera da parte di una casa editrice. Mi piacerebbe conoscerlo per potergli stringere la mano e complimentarmi per il suo eccezionale talento; se ogni CE cui ha spedito il suo lavoro è disposta a stilargli un contratto di edizione, non si può che essere di fronte a un'eminenza letteraria!
Tuttavia, approfitterei anche per toccargli le scapole, seguendo una vecchia credenza popolare che ritiene porti fortuna toccare una gobba, così, giusto per scaramanzia e per non perdere alcuna occasione.
In verità, lo confesso, a me i rifiuti sono fioccati! Non c’è stato uno solo dei quattro libri che ho pubblicato che non abbia ricevuto almeno una risposta negativa. Certo non mi è successo propriamente la stessa cosa che è capitata a Snoopy...

Ma non sono mancate risposte del tipo: «il suo romanzo non rientra nella nostra linea editoriale».

Vale a dire, in modo elegante, che il manoscritto non è piaciuto per niente e che non sono disposti a investirci nemmeno un euro.
Sono piccole delusioni che sommandosi a tante altre che lastricano la strada dello scrittore, o aspirante tale, potrebbero far vacillare la sua determinazione a proseguire il percorso che si era prefissato.
Tuttavia, mai disperare! Molti autori famosi, ai loro esordi, hanno subito lo stesso trattamento.

Joanne Rowling, che ha ricavato una fortuna dal suo Harry Potter, ottenne una decina di rifiuti da altrettante case editrici, prima di trovarne una disposta a pubblicarlo.

John Grisham ricevette ben sedici rifiuti per il suo Il momento di uccidere.
Stephen King, per il suo primo racconto Carrie ottenne diversi rifiuti, uno dei quali motivati in questo modo: «Non siamo interessati alla fantascienza distopica. Non vende.»
George Orwell presentò il suo manoscritto La fattoria degli animali che fu respinto dalla prestigiosa casa editrice Faber&Faber da T. S. Eliot, grande saggista, editore e scrittore, con le seguenti motivazioni: «Concordiamo che sia un notevole scritto, che la favola è trattata con grande abilità e che la narrazione di per sè mantiene vivo l’interesse: qualcosa che pochi autori sono riusciti a raggiungere da Gulliver in poi. Tuttavia, non siamo convinti […] che questo sia il giusto punto di vista da cui criticare l’attuale situazione politica. […] Sono molto dispiaciuto, perché chiunque pubblichi questo romanzo avrà naturalmente l’opportunità di pubblicare i suoi lavori futuri: e ho molta considerazione per i suoi lavori, perché lei è un esempio di scrittura di fondamentale integrità.»

Rudyard Kipling, per Il libro della giungla, lesse in una nota il motivo della sua bocciatura: «Mr. Kipling, ci dispiace, non sa usare la lingua inglese.»

C.S. Lewis, dovette ricevere centinaia di rifiuti prima di vedere pubblicato il suo Le cronache di Narnia.
Per restare in casa, Antonio Pennacchi ricevette 55 rifiuti da 33 Case Editrici diverse, prima di pubblicare Mammut. Perché questa discordanza tra i numeri? Perché inviò varie volte il suo testo, cambiandogli il titolo, alle stesse case editrici. Dovette attendere otto anni prima di vedere pubblicato il suo romanzo. E tutte le volte è stato liquidato con un impersonale: «Non rientra nella nostra linea editoriale.»
Questi sono solo sette esempi di rifiuto delle case editrici, solo alcune di una lunga serie di tentativi fatti da scrittori noti che, se si fossero arresi, avrebbero potuto ingrossare le fila degli esordienti, esattamente come me, come tanti di noi.
Dunque, mai demordere, l’occasione giusta potrebbe essere dietro l’angolo per tutti.

Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
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