Murder, she wrote: Agatha Christie, l'indiscussa Signora del giallo

Murder, she wrote: Agatha Christie, l'indiscussa Signora del giallo

Professione scrittore Di Stefania Bergo. Murder, she wrote: a quarant'anni dalla morte, la celeberrima Agatha Christie è ancora l'indiscussa Signora del giallo, tra le maggiori scrittrici del secolo scorso.

Tra me e la Signora in giallo è stato amore a prima vista. Ho letto trenta dei suoi libri, divorati, isolandomi dal mondo nel tentativo di trovare un movente o confutare un alibi perfetto.
Io amo Poirot, il piccolo belga con i baffi alla Dalì e la tranquillità di un monaco buddhista. Le sue piccole cellule grigie mi hanno sempre affascinato e non sono mai riuscita a terminare un libro senza aver fatto lo stesso esercizio di logica del rivivere la scena del crimine da più angolazioni, dando almeno una decina di spiegazioni parimenti valide sulle diverse ipotesi.
Nel tempo, ho anche affinato l'attenzione ai dettagli fin dalle prime righe, necessaria per seguire Poriot nella sua investigazione, senza perdermi, e magari smascherare il colpevole insieme a lui. Sì, perchè leggere un libro di Agatha Christie è come entrare in un film, vedere ogni scena come se si fosse presenti.

Dame Agatha Mary Clarissa Miller, Lady Mallowan, nota come Agatha Christie, è vissuta tra il 1890 e il 1976 (per la precisione il 12 gennaio, dunque appena 40 anni fa). 

Figlia di una famiglia borghese, non frequenta alcuna scuola ma viene istruita in casa dalla madre, dalla nonna e dalle governanti.
Durante la prima guerra mondiale, lavora presso l'ospedale di Torquay, e lì impara a conoscere gli effetti di veleni e medicinali. Si accosta anche alla letteratura noir e poliziesca, grazie ai libri che i degenti, rispediti al fronte, lasciano in ospedale, e si innamora di personaggi come Arsenio Lupin di Maurice Leblanc o Joseph Rouletabille di Gaston Leroux. Inizia quindi a scrivere il suo primo romanzo, The Mysterious Affair at Styles (Poirot a Styles Court), battesimo del suo più noto personaggio, il detective belga Hercule Poirot. Nelle intenzioni della Christie, infatti, pur ispirandosi allo Sherlock Holmes di Conan Doyle, Poirot doveva essere altrettanto abile ma non somigliargli troppo, sia nell'aspetto che nella conduzione delle indagini.

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A metà degli anni venti, la vita di Agatha Christie viene sconvolta dalla morte della madre e dal divorzio richiesto dal marito, dopo dodici anni di matrimonio. 

Piombata in uno stato di amnesia (anche se poi si dirà essere solo una messa in scena per far accusare il marito di uxoricidio e occultamento di cadavere), inizia a vagabondare e se ne perdono le tracce per almeno dieci giorni, salvo poi essere ritrovata ad Harrogate, in un albergo, registrata con il nome dell'amante del marito.
Durante un viaggio in treno verso Bagdad, trova l'ispirazione per Assassinio sull'Orient Express, uno dei suoi capolavori. Durante lo stesso viaggio, conosce l'archeologo Max Mallowan, di molti anni più giovane, che diventerà il suo secondo marito.
Nel 1930, Christie scrive il primo romanzo con protagonista Miss Marple: La morte nel villaggio. Un personaggio, questo, assai diverso dal classico investigatore (già con Poirot era uscita dagli stereotipi), una vecchietta tranquilla ma esperta di criminologia e di natura umana, che alterna l'attività investigativa al lavoro a maglia. Chissà se la Christie lavorava a maglia...
Nel 1952 viene messa in scena per la prima volta, in un teatro londinese, una sua commedia, The Mousetrap (Trappola per topi), ispirata a un racconto della raccolta Three Blind Mice and Other Stories.


È considerata tra le maggiori scrittrici vissute nel secolo scorso. Celebre per i suoi gialli, ha al suo attivo 66 romanzi, oltre 150 racconti, 20 opere teatrali e sei romanzi rosa con lo pseudonimo di Mary Westmacott.

L'ultimo romanzo che ha come protagonista Hercule Poirot (Sipario), viene pubblicato poco prima della morte dell'autrice, quando Agatha Christie decide fatalmente di far morire il suo famoso investigatore.
Nel 1954 fu insignita del “Grand master of the mistery of America”, un famoso premio letterario.
È la scrittrice inglese più tradotta, anche più di Shakespeare. Nella lingua originale e in almeno 44 lingue differenti nel mondo, i suoi libri contano complessivamente all'incirca due miliardi di copie vendute.
L'abilità della grande Signora del giallo è indiscussa. I suoi romanzi coinvolgono per l'atmosfera intrigante, la suspense diffusa e tangibile, i personaggi sempre ben caratterizzati, anche attraverso bizzarri particolari che si rivelano poi fondamentali ai fini della risoluzione della trama, le descrizioni accurate delle ambientazioni, che risultano così realistiche.

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Qualche anno fa è stato pubblicato da John Curran, uno dei massimi studiosi al mondo dell’opera di Agatha Christie, un saggio che illustra il contenuto di settantatré preziosi taccuini originali della scrittrice.

Scoperti nella biblioteca della Greenway House, la casa dove la scrittrice visse per vent’anni, i taccuini furono resi pubblici solo dopo la morte di Rosalind, figlia di Agatha Christie e del primo marito Archibald Christie, avvenuta nel 2004. Contengono scritti utili per capire la genesi di molti capolavori, tra racconti, romanzi, drammi teatrali. Completano il saggio, due racconti, inediti: “La cattura di Cerbero” e “Il mistero della pallina del cane”.
Nei taccuini si evince come nascessero nella mente di Agatha Christie i suoi libri. Dietro le trame investigative e gli intrecci geniali, infatti, c'era un lungo lavoro di elaborazione e di riordino delle idee. Prima di scrivere la trama definitiva, annotava tutti i possibili sviluppi e gli spunti che probabilmente le sembravano più interessanti, anche se poi non tutto veniva utilizzato nella stesura finale. Il colpevole e la trama non erano per lei un punto di partenza attorno cui costruire la storia, ma si delineavano via via che la vicenda procedeva e fluiva dalle sue dita, scrivendo a mano o sulla sua fidata Remington del 1937.

Una cosa curiosa è che, tra le tante annotazioni, si trova spesso “Perché?”, quasi si sentisse in dovere di dare spiegazioni plausibili in modo da fornire tutti i possibili indizi sia ai suoi personaggi sia al lettore, in un gioco alla pari. 

Ecco perché, è facile sentirsi coinvolti e misurarsi con Poirot, ad esempio: abbiamo a disposizione gli stessi elementi su cui riflettere.
Sulle pagine dei quaderni si susseguono schemi complessi, disegni, piantine di appartamenti e spazi esterni, ripetizioni di filastrocche, elenchi di titoli possibili, materiale che, in qualche modo, si ritrova nei suoi libri.
Ma è davvero così semplice? Basta analizzare criticamente il suo metodo di lavoro per riuscire a scrivere un giallo alla su altezza? Io credo di no, il genio, per quanto spiegato, rimane irraggiungibile...


Stefania Bergo

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