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Mio caro serial killer, di Alicia Giménez Bartlett

Mio caro serial killer, di Alicia Giménez Bartlett

Libri Recensione di Davide Dotto. Mio caro serial killer, di Alicia Giménez Bartlett, Sellerio. Un nuovo caso per Petra Delicado, ispettore della Polizia di Barcellona.

Io sono Petra, e su questa pietra edificherò il mio spazio.
Petra Delicado è ispettore della Polizia Nazionale di Barcellona.
Di carattere forte e determinata, sfiora dove occorra l’insubordinazione. Noi, che la incontriamo e conosciamo in questo e altri romanzi, stiamo volentieri dalla sua parte, anche qualora avesse torto. Questa è la magia del personaggio di Alicia Giménez Bartlett, che brilla nel collaudato connubio col vice-ispettore Firmin Garzòn.
Quando al duo originario si aggiunge Roberto Fraile, trentenne ispettore della Polizia autonoma della Catalogna, qualcosa si incrina. Petra diffida delle indagini collegiali. Se si è di pari grado sono inevitabili l’ansia di primeggiare, l’orgoglio di corpo. Chi, se non lei, pensa, sarà chiamata a coordinare le operazioni e a prendere le decisioni opportune, forte dell'esperienza maturata e del curriculum di tutto rispetto?
Affine per certi versi alle inchieste del commissario Maigret, Mio caro serial killer di Alicia Giménez Bartlett ne respira la complicata ambivalenza. Il sentiero si biforca tra il giallo tradizionale, intuitivo, e quello in cui l'azione (e la fretta di concludere) ha il sopravvento come nell'hard boiled
La presenza del terzo incomodo si rivela un male necessario.

Un serial killer, rarità in Spagna, imperversa a Barcellona. 

I delitti sono atroci, colpiscono nel profondo l'ispettrice. È l’occasione per il confronto tra due metodologie di indagine che si fa, tra le righe, scontro di temperamenti:
Le nuove generazioni non si fermano mai. Non che per loro il lavoro sia la cosa più importante, semplicemente è l'unica.
Se Petra ha imparato che un’ora in più o in meno non cambia le cose, le forze dell’ordine sono ora sotto un’inaudita pressione. Il rischio è procedere alla cieca, vinti dall’ansia di fare qualunque cosa non sia brancolare nel buio, pregiudicando alla lunga la propria salute psicofisica e la capacità di giudizio. La parola d’ordine è «lavoro, lavoro, lavoro, senza posa, senza tregua, senza respiro».
La sfida non è solo risolvere un caso spinoso, ma anche amalgamare i rapporti tesi fra i colleghi, in bilico tra la detective fiction che asseconda le aspettative del pubblico dei social-media e la metodologia deduttiva più consueta:
Ci daranno una medaglia, saremo su tutti i giornali, andremo in televisione. Diventeremo un esempio per le generazioni future. Mi viene quasi da gridare, evviva il nostro caro assassino.


Mio caro serial killer

di Alicia Giménez Bartlett
Sellerio
Giallo
ISBN 978-8838937736
Cartaceo 12,75€
Ebook 9,99€

Sinossi
L'ispettrice Petra Delicado di Barcellona è un po' giù, sente che gli anni le sono piombati addosso tutti insieme. Un nuovo caso la scuote, un delitto «mostruoso e miserabile» che la rimescola dentro in quanto donna. Una signora sola, mai sposata, con un piccolo lavoro e una piccola vita, è stata trovata accoltellata. L'assassino si è accanito su di lei e ha poggiato sul corpo martoriato un messaggio di passione. L'indagine mette in luce che in quella esistenza era entrato l'amore, quello che illude e sconvolge una «zitella», come ripetono i maschi facendo imbestialire Petra. Tutto parla di femminicidio. Inizia con l'inseparabile vice Fermin Garzón il tran tran da segugi di strada che annusano il sospetto, un uomo insignificante che non lascia tracce. Però il rituale di sangue e lettere d'amore si ripete uguale ai danni di altre vittime. Si stende l'ombra preoccupante del serial killer e, anche per compiacere la stampa, alla coppia viene aggiunto, con funzione direttiva, un ispettore della Polizia autonoma della Catalogna, un giovane dal piglio moderno, rigido e pedante. Tutto l'opposto della collaudata coppia di sbirri, abituati a farsi sorprendere dalle intuizioni, ad attardarsi tra burette e tapas insaporite dal continuo battibecco. Così l'indagine prosegue nella tensione tra due generazioni e due modi opposti di investigazione e di vita. E forse questo allude metaforicamente allo scontro attuale tra i due patriottismi iberici. E porta dentro un bizzarro mondo metropolitano, le agenzie per cuori solitari. Nulla di straordinario per Petra che finisce sempre coll'immergersi dentro i misteri di una quotidianità piena di risvolti oscuri. Ma stavolta per sciogliere un'intricata matassa di colpevoli che sembrano vittime e vittime colpevoli Petra e Fermín devono affidarsi a un'indagine logica, quasi da detective deduttivi non da piedipiatti; e soprattutto la dura ma empatica poliziotta deve affrontare un assassino disumano. «L'essere umano può essere rabbioso e crudele, ma se non è psicopatico non arriva a tanto». E, forse a causa dello stress, forse per l'amarezza della verità, la commedia tra lei e Fermín corre più veloce del solito.

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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