
Musica Di Stefania Bergo. Dai versi alle note, quando le canzoni sono poesie: Plus rien ne m'étonne, dall'album Coup De Gueule di Tiken Jah Fakoly, cantante reggae ivoriano: un grido di denuncia politica e sociale contro il neocolonialismo, la corruzione politica e la rassegnazione di fronte alle continue ingiustizie subite dal continente africano.
Ci sono brani che, per la forza delle loro parole e la lucidità dello sguardo sulla realtà, diventano vera e propria poesia civile. È questo il caso di Plus rien ne m'étonne – Nulla mi stupisce più –, del cantante ivoriano Tiken Jah Fakoly.Dietro il ritmo ipnotico e trascinante del reggae, Plus rien ne m'étonne cela un grido di denuncia potente, un testo che mette a nudo senza ipocrisie i meccanismi del neocolonialismo e la spartizione geopolitica dell'Africa – «Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci / E poi si stupiscono se siamo divisi». Tiken Jah Fakoly canta la disillusione di chi ha visto troppe promesse infrante, ma lo fa con la dignità fiera di chi non ha alcuna intenzione di arrendersi al silenzio.
Nato il 23 giugno 1968 in Costa d'Avorio, Tiken Jah Fakoly è una delle voci più influenti e coraggiose della musica africana e internazionale.
Cresciuto nel mito di Bob Marley, il profeta del reggae ivoriano – all'anagrafe Doumbia Moussa Fakoly – ha ereditato dal ritmo in levare la sua missione originale: essere la voce degli oppressi. Nate in seno a un paese ferito da profonde tensioni politiche, le sue canzoni gli sono valse un enorme successo popolare, ma anche l'esilio forzato in Mali a causa delle sue aperte critiche contro la xenofobia del governo.Considerato la voce di un popolo che resiste e prova ad alzare la testa, Fakoly usa il microfono come un'arma di consapevolezza, e Plus rien ne m'étonne è il suo manifesto più lucido.
La denuncia al neocolonialismo delle sue parole, sebbene siano state scritte oltre vent'anni fa, suona terribilmente attuale, anzi, universale – «Se mi passi un bel po' di soldi / Io scendo in guerra al tuo fianco / Se mi lasci estrarre il tuo oro / Io ti aiuto a fare fuori il generale». Ma il suo «Nulla mi stupisce più!» non è affatto una resa o una normalizzazione. Al contrario, sottintende la consapevolezza che il cambiamento deve partire da noi, il popolo, perché chi decide – banalmente, di dividere una terra non sua con una linea retta, infischiandosene degli indigeni che da sempre la abitano –, ormai è tristemente prevedibile.Coup De Gueule: il settimo album di Tiken Jah Fakoly (2004)
- Plus rien ne m'étonne
- Quitte le pouvoir
- Alou maye
- Tonton d'America
- Démé
- Ça va faire mal
- Kuma
- Où veux-tu que j'aille
- L'Afrique doit du fric
- Sauver
- Imadjigui
- Allah
Plus rien ne m'étonne di Tiken Jah Fakoly
Compositore e autore: Tiken Jah FakolyTesto: ℗ 2004 Barclay
Sezione ritmica: Sly & Robbie
Prodotto da: Tyrone Downie
Etichetta: Barclay
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Si tu me laisses la Tchétchénie,
Moi je te laisse l’Arménie
Si tu me laisse l’afghanistan
Moi je te laisses le Pakistan
Si tu ne quittes pas Haïti,
Moi je t’embarque pour Bangui
Si tu m’aides à bombarder l’Irak
Moi je t’arrange le Kurdistan.
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Si tu me laisses l’uranium,
Moi je te laisse l’aluminium
Si tu me laisse tes gisements,
Moi je t’aides à chasser les Talibans
Si tu me donnes beaucoup de blé,
Moi je fais la guerre à tes côtés
Si tu me laisses extraire ton or,
Moi je t’aides à mettre le général dehors.
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Ils ont partagé Africa, sans nous consulter
Il s’étonnent que nous soyons désunis.
Une partie de l’empire Maldingue
Se trouva chez les Wollofs.
Une partie de l’empire Mossi,
Se trouva dans le Ghana.
Une partie de l’empire Soussou,
Se trouva dans l’empire Maldingue.
Une partie de l’empire Maldingue,
Se trouva chez les Mossi.
Ils ont partagé Africa, sans nous consulter!
Sans nous demander!
Sans nous aviser!
Ils ont partagé le monde, plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Plus rien ne m’étonne!
Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!
Se tu mi lasci via libera in Cecenia,
io ti lascio carta bianca in Armenia.
Se tu mi lasci l'Afghanistan,
io ti lascio il Pakistan.
Se non te ne vai da Haiti,
io ti trascino a Bangui.
Se mi dai una mano a bombardare l'Irak,
io ti sistemo la questione del Kurdistan.
Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!
Se mi lasci il controllo dell'uranio,
io ti lascio quello dell'alluminio.
Se mi lasci i tuoi giacimenti,
io ti aiuto a cacciare i Talebani.
Se mi passi un bel po' di soldi,
io scendo in guerra al tuo fianco.
Se mi lasci estrarre il tuo oro,
io ti aiuto a fare fuori il generale.
Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!
Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci.
E poi si stupiscono se siamo divisi.
Un pezzo dell'impero Mandingo
è finito in terra Wolof.
Un pezzo dell'impero Mossi
è finito dentro il Ghana.
Un pezzo dell'impero Susu
è finito in mano ai Mandingo.
Un pezzo dell'impero Mandingo
è finito in mezzo ai Mossi.
Si sono spartiti l'Africa, senza consultarci!
Senza chiederci nulla!
Senza nemmeno avvisarci!
Si sono spartiti il mondo, ormai non mi stupisce più nulla!
Nulla mi stupisce più!
Nulla mi stupisce più!
Stefania Bergo |
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