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[#professionelettore] L'editoriale di Ornella Nalon: pagina 69


Come scegliere un libro?
Sempre che non si entri in libreria già decisi su quale libro acquistare, ci si deve rassegnare a trascorrerci un bel po’ di tempo, prima di uscire, gongolanti, con il proprio trofeo in mano, impazienti di cominciarne la lettura. Eh già, l’impresa non si rivela mai facile; ci si trova immersi in un mare di carta stampata, colorata e profumata (il profumo dei libri è meglio di Chanel N°5), ci si guarda attorno, un po’ storditi da tanta manna e si comincia con una sommaria perlustrazione di tutto il locale, a passi lenti e con le mani intrecciate dietro la schiena, come fanno i bambini quando si impartisce loro di “guardare senza toccare”. Dopodichè, dal momento che bambini non lo siamo più da diverso tempo, quando abbiamo scelto quale sarà lo scaffale d’esordio, quelle mani le portiamo in avanti, con la bramosia di soddisfare anche il senso del tatto, oltre che la vista. Da quale cominciare?
L’uno è di un autore che ben conosciamo e che potrebbe garantirci un’altra lettura piacevole, l’altro ha una copertina bellissima e, l’altro ancora, ha un titolo accattivante. Così, uno a uno, tutti quei libri ci passano tra le mani, pronti a essere sottoposti a diligente ispezione. La quarta di copertina è oggetto di attenta lettura e, nel caso ci incuriosisca, si procede a quella di qualche stralcio scelto casualmente, tanto per testare se lo stile e la metrica siano di nostro gradimento. Qualcuno, lo so per certo, osa persino leggere l’ultima pagina per escludere una delusione sul finale, commettendo un’insana azione spoilerante su se stesso, atto per cui, personalmente, potrei flemmaticamente uccidere!
Così, i minuti passano e diventerebbero ore, se non fosse per le smorfie d’impazienza, disegnate sul viso del marito, o per i figli che sbuffano e gridano, invitando, poco diplomaticamente, a uscire da quel luogo che li ha sufficientemente annoiati. A questo punto, si riprende in mano quel volume che sembrava rispecchiare maggiormente le proprie esigenze e, se pur non del tutto convinte, ci si reca alla cassa.
Ebbene, nonostante tutta questa fervente attività di selezione, l'epilogo potrebbe risultare drammatico nel caso la storia letta risultasse deludente e facesse rimpiangere il tempo e il danaro persi.

L’incipit di un romanzo è scritto con l’intenzionalità di “accalappiare” il lettore, la parte finale per compiacerselo. Sono queste le pagine per cui l’autore ha dato fondo a tutte le sue potenzialità, riservando meno cura al resto dell’opera, la quale, nel suo insieme, potrebbe lasciare un po’ a desiderare.
Se anche voi vi siete trovati nelle condizioni appena descritte, sappiate che esiste un sistema “quasi” infallibile, che potrebbe garantirvi una lettura di vostro totale gradimento: aprite il libro alla pagina n. 69 e leggetela tutta. Se l’avete gradita, vi piacerà l’intera storia, altrimenti riponete il testo sullo scaffale e passate oltre.
Questa è la teoria del sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan che sembra avere convinto numerose persone, tanto da motivare, alcune di loro, a creare blog e gruppi letterari a essa dedicati.
Ora, vi domanderete per quale arcano motivo la pagina 69 dovrebbe essere indicativa di un intero testo.
Statisticamente parlando, la pagina 69 corrisponde a circa un terzo dello scritto e sarebbe, dunque, rappresentativa del reale modo di scrivere dell’autore senza, peraltro, incorrere nel pericolo di incappare in colpi di scena, solitamente destinati verso la fine, che potrebbero togliere tutta la suspense.
Già lo so che qualcuno di voi, abituato a mettere i puntini sulle “i” sta storcendo il naso pensando ai libri che hanno poche pagine oppure a quelli che ne hanno un elevato numero, per cui tutta la teoria di cui sopra perderebbe il suo senso. Ebbene, un po’ di elasticità non guasta; cerchiamo di calcolare il numero della pagina che rappresenti circa un terzo del libro e il gioco è fatto.

L’importante è mantenere le proporzioni e non andare a casaccio, come fece lo scrittore André Gide che dette una sommaria lettura a due pagine qualsiasi di un manoscritto di Marcel Proust e, in base all’impressione negativa che ne ricavò, sconsigliò la sua pubblicazione all’allora famosa casa Editrice Gallimard. Ebbene, sappiate che quello era nientedimeno che il romanzo “Dalla parte di Swann”, il primo dei sette volumi che compongono la celebre opera “La ricerca della vita perduta” e che gli eredi Gallimard, tuttora, si stanno mordendo le mani per l’occasione persa!
Chissà, se McLuhan fosse stato un loro contemporaneo e Gide avesse conosciuto la sua teoria, con tutta probabilità questo episodio non sarebbe mai accaduto, con buona pace di tutti i suoi soggetti.

Dalla parte di Swann
ISBN 9788858610152
Bur  | Acquista
cartaceo 9,35€

Per concludere e dare un po’ di spessore culturale a questo mio articolo dal tono un po’ leggero, vi lascio qualche piccolo cenno su Herbert Marshall McLuhan.
Nato a Edmonton il 21 Luglio 1911, è deceduto a Toronto il 31 dicembre 1980.
Si è laureato in lingua e letteratura inglese all’Università di Cambridge e diventò insegnante, alternando atenei statunitensi a quelli inglesi.
La sua fama è dovuta all’innovativa teoria della comunicazione con la quale ha analizzato l’importanza dei mezzi di comunicazione nella storia umana, soffermandosi, con particolare riguardo, sull’influenza che la stampa a caratteri mobili ha avuto sulla storia dell’intera cultura occidentale.
La galassia Gütenberg”, stampato nel 1962, è il libro che riporta tutte le considerazioni di McLuhan su tale argomento.

La galassia Gütenberg
ISBN 9788866772842
Armando Editore
cartaceo 24,69€ | Ibs
ebook 14,99€ | Bookrepublic

Seguendo il suggerimento di Herbert Marshall McLuhan, dal prossimo mercoledì, ogni settimana, vi proporremo la Pag. 69 dei nostri libri e di libri famosi, per constatare, insieme a voi, se la sua teoria sia davvero un valido aiuto per scegliere un buon libro.



Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, da 0111 Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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