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In primo piano

Le recensioni di Angelo Gavagnin: "Carlo Fiore" di Camilla Cortese

Carlo è la voce narrante di questo breve e intenso racconto, dove la vera protagonista è la mamma Margherita. Carlo ci racconta la vita della madre e della sua famiglia, le gioie e i dolori, perché la conosce e ne scruta i risvolti, da una posizione privilegiata, ancora non esiste nel corpo ma è ben presente nella consapevolezza della sua prossima venuta.
Margherita lascia con grande sforzo, la famiglia che vive in campagna, famiglia tradizionale, padre come si usava una volta, e se ne va a studiare a Torino, università conquistata tramite una borsa di studio. Vive da zia Clara, vecchia fumatrice di pipa e consigliera di questa nipote, giovane, semplice, e certo un po' sprovveduta.
Arriva finalmente l'incontro con il suo primo amore, e Margherita si rende subito conto di quanto strani siano gli uomini. Lei si concede, si dà tutta, e lui , giornalista, progetta un viaggio in zona di guerra, utile per la sua carriera, "...la pace non fa notizia...", con la promessa di un improbabile ritorno.

La scrittura scorre leggera, senza fronzoli inutili, perciò elegante.
È bella l'idea dell’Autrice, di farci raccontare tutto da Carlo che, con una sensibilità esagerata, esamina le persone che saranno poi la sua famiglia, ci stupisce, ma poi capiamo: chi l’ha detto che prima di esserci, non ci siamo?








«Il giorno in cui sono nato, non ho pianto. L’ostetrica mi soffiò sul viso e io iniziai a vivere, senza clamore. Mi chiamo Carlo Fiore e sono nato il 30 Ottobre 1982. Sono nato un sabato, alle 12:30. Giusto in tempo per il pranzo in famiglia.»

L’Italia degli anni ‘70 e il boom economico; una ragazza di paese e la grande Turin; la liberazione sessuale e la musica d’oltreoceano. 

Il tutto raccontato dalle delicate parole di Carlo Fiore, bambino dallo spiccato istinto d’osservazione, già dal grembo materno.








di Camilla Cortese | Edikit Romanzo 
ISBN 978-8898423293 | cartaceo 10,00€  Amazon  | ebook 2,99€  Amazon   



Angelo Gavagnin
Ho lavorato al Porto di Venezia, un lavoro che mi lasciava periodi di libertà che ho usato per viaggiare in Thailandia, Malesia, Sri Lanca, ma anche Cuba e Santo Domingo. Sono stato varie volte in India. Ho conosciuto il Maestro Indiano Osho e ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Sono diventato papà all'età nella quale di solito si diventa nonni e così sono finiti i viaggi e mi è venuta voglia di scrivere.
Non sono nato e mi sento molto bene, Youprint.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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