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In primo piano

"Splendi più che puoi" di Sara Rattaro, recensione di Stefania Bergo


"Splendi più che puoi" di Sara Rattaro, Garzanti , 2016. Uscire dalla violenza si può.

Un libro che è un pugno allo stomaco. Una storia come tante. Un incipit che parte dalla fine, che fine non è, anzi, è una rinascita, un nuovo inizio. Anche se ricominciare a vivere sembra impossibile.
Emma è una donna indipendente, uscita di casa molto presto per quell'atavica ribellione che spinge i figli a seguire la propria strada, che a volte non è quella sperata, programmata, dai genitori. Lascia l'università e segue il suo talento, diventando designer di complementi d'arredo. Dieci anni con un uomo più grande di lei che la lascia a pezzi, a raccogliere i cocci di un cuore incredulo. 
Ormai donna, si butta nel lavoro, pur rientrando nel nido, per mantenere la sua indipendenza psicologica, oltre che economica. 
E un giorno, incontra Marco
Marco è un amico del suo ex, Emma lo avvicina più per carpire dettagli sulla sua esistenza ora che lei non è più nella sua vita, forse con quell'ingenuo intento di farlo ingelosire a distanza. Senza sapere, che l'unica a star male, davvero male, sarà proprio lei

Non vi racconterò i dettagli di questa storia, li leggerete da soli. Vorrei raccontarvi, invece, i miei pensieri, le emozioni che la narrazione ha saputo infondermi.
La storia tra Emma e Marco non è insolita. All'inizio è tutto apparentemente perfetto, un amore totalizzante. Anche se, qualche segnale c'è sempre, qualcosa che suggerisca alcuni aspetti del carattere di una persona cui dovremmo essere più sensibili. Ma nelle donne c'è il seme romantico, bohémien, del sacrificio e del "io ti cambierò". Non che una certa insicurezza che ci trattiene legate ad un uomo, come se non potessimo essere senza un lui al nostro fianco. Siamo vulnerabili, mostriamo il collo e lasciamo che la belva ci morda, perchè almeno sappiamo che è vicina, che non siamo sole. Dovremmo invece focalizzarci sul fatto che le belve, appunto, mordono. Ed è bene non averle affatto vicino al nostro collo.
Un evento luttuoso scatena una violenta depressione in Marco e a farne le spese è proprio Emma, travolta dalla sua irrazionale furia. La segrega in casa per cinque anni, in un paese di montagna, dove le è permesso uscire solo per fare la spesa. Un isolamento che la allontana anche dalla sua famiglia, ancora di salvezza, con cui lui sapientemente la obbliga a tagliare i ponti. Umiliazioni verbali e fisiche, violenza, perpetuate tra le mura domestiche, di una dimora che rimane inviolata, un po' per la follia di Marco, un po' per l'indifferenza della gente del paese e della famiglia di lui, che tutto sapeva ma mai nulla ha fatto. 
In tutto questo, nasce anche una bambina. Una nuova vittima di una tragedia dai ritmi serrati, in cui il domani non è mai certo. Marco con la bambina è amorevole, anche se le vieta di crescere con il sano contatto dei suoi coetanei, della scuola, dei parenti. Una subdola circuizione della piccola, cui il padre non perde occasione di dire quanto sia misera e incapace la madre, demolendone la figura, dandole la colpa dei suoi attacchi d'ira, "Sei cattiva... Papà ha dovuto buttare via tutti i miei giocattoli perché sei cattiva"
Leggendo quello che Emma ha dovuto subire per cinque anni, mi sono chiesta più volte, come sempre faccio quando sento di storie come questa, come sia possibile non andarsene, scappare da una prigione che da un momento all'altro stringerà le sbarre sulla pelle per arrivare alla carne.

«Perché? Perché ci hai messo tanti anni a chiedere aiuto?»
[...] «All’inizio non realizzavo, pensavo fossero solo episodi legati alla perdita del padre. Poi, con il tempo, più temevo per la mia vita più pensavo che mi sarei salvata, solo se fossi riuscita a salvare lui, ad aiutarlo. Credevo che non fosse tutto perduto. [...] Dopo è arrivata la vergogna e ho iniziato ad assecondarlo. […] Mi vergognavo di tutto e mi sentivo in colpa. Non volevo ammettere di aver scelto l’uomo sbagliato e di aver fallito.»

Sara Rattaro è abile nel raccontare questa storia, reale, senza mai esprimere giudizi, non cede mai alla tentazione di utilizzare aggettivi o descrivere gli accadimenti lasciando trapelare quello che pensa realmente della vicenda. Perché gli unici sentimenti che è lecito provare, sono l'empatia per Emma, che si vorrebbe abbracciare nei suoi momenti più bui (anche se forse, un abbraccio la spaventerebbe), e la rabbia per la violenza di Marco e il sistema giudiziario inefficace e, all'epoca, deficitario nella tutela della vittima. La lunga ricerca dell'autrice, infatti, ha permesso il racconto di una storia parallela, cioè di come si sia evoluta la legge in difesa delle donne e dei figli coinvolti.

Nel 1956 la Corte di Cassazione ha deciso di abolire lo "ius corrigendi", secondo cui al marito spettava il diritto di colpire la moglie che, a suo personalissimo giudizio, aveva commesso errori nell'educazione dei figli.

Solo nel 2009, grazie alla legge n.38 del 23 aprile, lo stalking e la persecuzione diventano reato, facendo emergere un fenomeno dalle dimensioni allarmanti.

Numero d’emergenza
Antiviolenza e Stalking
1522


La storia si snoda dal 1990 al 1996, anno in cui Emma si libera, con il coraggio di una madre e la disperazione di una donna abusata, dalla sua prigionia e da quel marito violento. Ma ci vorranno altri dieci anni per riuscire finalmente ad ottenere il divorzio e l'affidamento esclusivo della figlia, anni in cui la vittima viene esaminata, come se non bastassero tutte le prove raccolte sul suo corpo e nella sua fragile mente di donna incapace di lasciarsi andare, perché anche l'aria tiepida, ora, spaventa come una tempesta. 
Ho faticato a leggere, più delle violenze subite, i passi in cui alcune sue azioni del passato sono state passate sotto il torchio ingiurioso degli avvocati difensori ed utilizzate contro di lei, o quando Emma gridava il suo terrore perché Marco aveva prelevato con forza la piccola Martina dall'asilo ed era sparito, cercando comprensione e reazione nelle forze dell'ordine.

«Ma è con il padre?»
«Sì, ma ha un disturbo paranoide e ci ha sequestrate per cinque anni!»
«Signora, lei ha l'affido esclusivo?»
«Non ancora, ma il giudice delibererà tra poco...»
«Quindi sua figlia è solo via con il padre.»

Ma Emma, malgrado i brandelli, è una Donna che si piega come giunco al vento, senza spezzarsi mai. Continua la sua battaglia e la vince. Anche se ora, come in tutte le guerre, si ritrova in uno scenario post bellico, a dover ricostruire facendo spazio tra le macerie di se stessa. Danni fisici e psicologici cui porre rimedio per rinascere, anche se dimenticare è impossibile, sarebbe una benedizione troppo grande.
Eppure, uscire dalla violenza si può e, anche se sembra incredibile, si può tornare a splendere. Ancora di più.


L'amore non chiede il permesso. Arriva all'improvviso. Travolge ogni cosa al suo passaggio e trascina in un sogno. Così è stato per Emma, quando per la prima volta ha incontrato Marco che da subito ha capito come prendersi cura di lei. Tutto con lui è perfetto. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Perché Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti. Marco ha continui sbalzi d'umore. Troppi. Marco non riesce a trattenere la sua gelosia. Che diventa ossessione. Emma all'inizio asseconda le sue richieste credendo siano solo gesti amorevoli. Eppure non è mai abbastanza. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma scopre che quello che si chiama amore a volte non lo è. Può vestire maschere diverse. Può far male, ferire, umiliare. Può far sentire l'altra persona debole e indifesa. Emma non riconosce più l'uomo accanto a lei. Non sa più chi sia. E non sa come riprendere in mano la propria vita. Come nascondere a sé stessa e agli altri quei segni blu sulla sua pelle che nessuna carezza può più risanare. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina che cresce le dà il coraggio di cambiare il suo destino. Di dire basta. Di affrontare la verità. Una verità difficile da accettare, da cui si può solo fuggire. Ma il cuore, anche se è spezzato, ferito, tormentato, sa sempre come tornare a volare. Come tornare a risplendere. Più forte che può.
Sara Rattaro è un'autrice amata dai lettori italiani e di tutta Europa. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio Bancarella per il suo romanzo Niente è come te, che ha conquistato i librai e la stampa più autorevole. Con Splendi più che puoi riesce di nuovo a sorprendere e a emozionare. Una storia profonda in cui dal dolore fiorisce la speranza. In cui l'amore fa male, ma la voglia di tornare a essere felici è più potente di tutto. Perché non c'è ferita che non possa essere rimarginata.

di Sara Rattaro |  GarzantiNarrativa non fiction
ISBN 9788811689270 | cartaceo 16,40€  Acquista 






Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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