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"La scuola cattolica" di Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016, recensione di Beatrice Rurini


"La scuola cattolica" di Edoardo Albinati, Rizzoli, 2016, vincitore del Premio Strega 2016. Dal delitto del Circeo all'educazione in una scuola maschile: adolescenza, sesso, religione e violenza in 1.294 pagine.

La scuola Cattolica.
Quando acquistai il libro non mi aspettavo una mole di informazioni di tal portata.
La trama non esiste, siamo di fronte a una serie di pensieri, congetture, elucubrazioni che partono da un fatto realmente accaduto e si allargano a macchia d'olio.
Verso le undici di sera del 30 settembre 1975, dalla finestra di casa sua, un residente di viale Pola 5 (duecento metri da dove abito io), nota due ragazzi fare manovra per parcheggiare una 127 nel vialetto condominiale, scendere dalla macchina, discutere animatamente e quindi allontanarsi.
Il delitto del Circeo sembra preso a pretesto per allargarsi nelle varie argomentazioni. Scuola, educazione religiosa, sesso, famiglia, rapporti umani, ma anche la mappa della città, sono presenti (in percentuali sbilanciate) e sono trattati come ricordi o sogni evanescenti in modo prolisso.
Un lato positivo è che le argomentazioni sono ottime, ragionamenti che richiamano e portano a fantasticare sulle conoscenze che abbiamo avuto da giovani. La classica domanda "che fine ha fatto il tizio sfigato del terzo banco" può ragionevolmente uscire.
Un rammarico: è un testo, come si può dedurre, prolisso che non ha dialogo, con fraseologia complessa che se letto a rate costringe a tornare indietro. La buona volontà del lettore che si cimenta su queste pagine non deve demordere, lasciare un capitolo (a volte parecchio lungo) a metà lo costringe a rivedere dove si era arenato.
Mi chiedo se, questo, non sia lo sfogo dell'autore per aver frequentato una scuola prettamente maschile, dove le contraddizioni erano forti e l'ambiguità evidente. Il sesso è una grande ossessione, quella paranoia che porta a vederlo in tutte le salse: dall'amore coniugale allo stupro, fino all'atto sodomita, lo descrive quasi come fosse una malattia degli anni '70 (dopo la liberazione del '69) e sembra averne paura e consideralo quasi un incubo.
Lo stupro è contiguo o intrecciato ad altri atti di violenza, la guerra, la rapina, la vendetta, di cui può rappresentare il culmine, lo scopo iniziale o quello di ripiego, l’accompagnamento, la traslazione, la variante, l’in- venzione improvvisa. Se un rapinatore resta a mani vuote, può sempre violentare la padrona di casa. Se la violenta, potrà sempre ucciderla. Se aveva pensato di stuprarla, può rinunciarvi e invece picchiarla fino a farle perdere i sensi. Oppure fare tutte queste cose insieme. Stupro e saccheggio vanno sempre insieme. Quando c’è poco da saccheggiare, si può sempre violentare: il principio dell’appropriazione si applica più o meno nello stesso modo alle cose e agli esseri viventi.
Personalmente ho gradito la lettura, anche se in certi momenti sono stata tentata di sospenderla. Ma un po' per sfida contro me stessa (ricordo che sono 1292 pagine) e un po' per le riflessioni proposte, ho continuato e l'ho finalmente terminato. Ammetto, un po' pesante ma credo ne sia valsa la pena.



La scuola cattolica

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell’epoca, il Delitto del Circeo. 
Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant’anni ha custodito i segreti di quella “mala educación”. Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine.
Da questo spunto prende vita un romanzo poderoso, che sbalordisce per l’ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: “Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?”. Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l’amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione potente e inarrestabile che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose. La scuola cattolica è forse il libro che mancava nella nostra cultura.

di Edoardo Albinati | Rizzoli | Narrativa non-fiction
ISBN 9788895068749 | cartaceo 18,70 € | ebook 9,99 € Acquista


Beatrice Rurini
Del 1969, sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

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