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In primo piano

[Cinema] "Sing", recensione di Elena Genero Santoro

SING


SING

Lorenzo Palmas REGIA
Chris Meledandri, Janet Healy per Illumination Entertainment PRODUZIONE
Lorenzo Palmas SOGGETTO
John Williams MUSICHE
2016 ANNO
DOPPIATORI ITALIANI
Alessandro Siani, Francesco Prando, Federica De Bortoli, Lorenzo Ubaldi,
Domitilla D'Amico, Massimiliano Alto, David Chevalier, Chiara Gioncardi, Rita Savagnone, Fabrizio Vidale, Roberto Stocchi, Riccardo Scarafoni, Pino Insegno, Andrea Mete, Stefanella Marrama




Sing, l'ultimo film d'animazione della Illumination Entertainment, Universal Pictures, i creatori di Cattivssimo Me e Pets.

Lo ammetto, sono una che, ovunque si trovi, se sente una musica che acchiappa si mette a ballare. Ed è quello che ho fatto uscendo dal cinema dopo la visione di Sing, uno dei migliori lungometraggi per ragazzi della stagione invernale: sono uscita ballando. Lo stesso facevano i miei figli. Prima avevo anche cantato.
Sing è un musical gradevolissimo dove i protagonisti sono tutti animali antropomorfi e la musica è la vera protagonista.
C’è Buster Moon, un koala impresario teatrale, che per rilanciare le sorti del suo teatro in fallimento inventa un concorso canoro aperto alle gente comune. Per un errore di digitazione commesso dall’anzianissima segretaria Karen Crawley, un’iguana con un occhio di vetro tanto tenera quanto imbranata, i volantini reclamizzeranno un premio di 100 mila dollari anziché 1000 mal racimolati. Per via di questo equivoco comunque, gli aspiranti cantanti che si presentano sono davvero numerosi. Ne verranno scelti alcuni, che rappresentano un bellissimo spaccato di umanità.
C’è Johnny, gorilla dal ritmo soul, che vuole affrancarsi dalla famiglia di criminali di cui è parte e proprio per via del concorso evita l’arresto durante un colpo in cui il padre e i complici però verranno presi con le mani nel sacco. Il padre inizialmente ostacola la sua passione per il canto, ma poi si convince che il figlio è davvero bravo e ne è fiero.

sing-cast

C’è Ash, un'istrice adolescente, complicata e arrabbiata, che viene scelta come concorrente al posto del fidanzato. Lui, per tutta risposta, la tradisce mettendosi a cantare con un’altra. Perché come spesso avviene, quando un maschio viene battuto in qualcosa dalla propria compagna, non riesce ad accettarlo e si vendica in qualche modo.
C’è Mike, un topo arrogante e presuntuoso. Crede di essere migliore degli altri, è convinto che nessuno dei rivali sia bravo quanto lui. Purtroppo è anche poco avveduto e infatti spende i soldi del premio prima ancora di averli incassati, mettendosi contro tre orsi giocatori d’azzardo dall’accento russo che gli daranno la caccia fino alla fine del film.
Il topo ovviamente mette in soggezione gli elefanti e questo capita anche in questo film e infatti la vittima preferita di Mike è Meena, una giovane elefantessa la cui timidezza è proporzionale solo alla stazza. Fino alla fine, infatti, nessuno sospetta quanto sia brava a cantare ed è in effetti la migliore.


E poi c’è la mia preferita, Rosita, una maiala madre di venticinque porcellini e moglie di un marito assente, distratto e perennemente stanco. 

Talmente assente e distratto da non accorgersi che la moglie, che è il vero genio del film, per partecipare alle prove di canto, in una sola notte ha inventato e costruito con pochi mezzi un sistema automatizzato di alta ingegneria per svegliare i bambini, preparare i pasti, sparecchiare, lavare e mandarli tutti a scuola. Mentre i congiunti la credono in casa udendo la sua voce registrata, lei è in teatro e si dedica alle prove e agli hobby che aveva dovuto accantonare diventando mamma. A riprova del fatto che se una donna cerca di conciliare famiglia, lavoro e passioni, alla fine ci riesce. In lei mi identifico parecchio in molti aspetti: nel sovrappeso post gravidico e anche quando balla al supermercato.
I concorrenti si impegneranno strenuamente per vincere, fino al momento del disastro e della resurrezione finale.
Un film, quindi, che presenta un vasto spaccato di umanità in cui ognuno si può identificare almeno in parte o può ritrovare qualcuno di conosciuto. Un film che nella sua leggerezza e ironia è comunque dalla parte delle donne, di cui mette in risalto le virtù e le mille risorse.
E poi ovviamente un cast stellare di doppiatori e cantanti nella versione originale, musiche bellissime e famosissime, più o meno recenti, che includono anche i Queen (tanto da farci domandare quanto possano aver speso i produttori in diritti!).
Da non perdere.



gli-scrittori-della-porta-accanto

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, Lettere Animate
Immagina di aver sognato, PubGold
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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