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In primo piano

[Libri] "Si fermi qui" di Iain Levison e "Il mistero Arnolfini" di Jean-Philippe Postel, recensioni di Beatrice Rurini

Si-fermi-qui-Iain-Levison-Il-mistero-Arnolfini-Jean-Philippe-Postel-recensione

[Mini Book Review]

Si fermi qui, di Iain Levison, Edizioni e/o, 2017. Un capolavoro letterario, una spietata denuncia del tritacarne kafkiano degli abusi di potere, di un sistema giudiziario fallace e dell’accanimento dei media.

Un romanzo che tiene ancorato il lettore fino all'ultima riga, con un tema non banale, l'errore giudiziario e lo scambio di persona, una narrazione scorrevole e ricca di colpi di scena fanno di questo libro un noir di tutto rispetto. Letto sull'onda impulsiva (presentato su Twitter da un grande scrittore italiano, Massimo Carlotto) mi ha lasciata esterrefatta per come facilmente scorre e presenta il tema: in America piuttosto facilmente si arriva ad accusare di crimini persone che si trovano a passare nel posto sbagliato al momento sbagliato, magari la complicità di persone poco affidabili rendono le ricerche processuali ancora più difficoltose, ma anche la negligenza di certi investigatori fa la parte maggiore. Il risultato è poi scritto nelle pagine di questo bellissimo romanzo: cosa comporta il rientro in società, riguadagnare il tempo perduto dietro le sbarre e il proprio posto di lavoro diventa un'impresa ardua e stressante. Anche solo accettare che nessuno prenda decisioni al proprio posto, rende la rinascita difficoltosa. Un capolavoro letterario.

Si-fermi-qui-Iain-Levison
Jeffrey Sutton è un tassista di mezz’età, single, che coltiva progetti e spera di costruirsi un futuro migliore. In un tranquillo giorno di riposo, senza alcun preavviso, viene arrestato a casa sua e accusato di aver rapito (e probabilmente ucciso) una ragazzina di dodici anni. Le prove contro di lui sono poche e deboli, eppure questo non ferma la polizia, decisa a trovare un colpevole e pronta a ignorare altre piste. Rinchiuso in una cella del braccio della morte, attende il giorno del processo con la sola compagnia di un altro detenuto, un serial killer cinico e dall’umorismo tagliente. Assistito da un avvocato incompetente, il suo destino sembra ormai segnato.
Con sguardo distaccato e insieme ironico, Jeffrey descrive le assurdità della situazione in cui si trova mentre assiste impotente alla distruzione della sua immagine pubblica e della sua vita, un pezzo alla volta.

di Iain Levison | Edizioni e/o | Noir
ISBN 9788866328698 | ebook 9,99€ | cartaceo 14,45€

Il mistero Arnolfini, di Jean-Philippe Postel, Skira, 2017. Un'indagine sul celebre dipinto di Van Eyck alla scoperta dei misteri di uno dei massimi capolavori di tutti i tempi.

Tra le tante letture che si possono fare di un'opera pittorica, esce piuttosto bene questa del medico Pietro che, con l'occhio clinico e l'esperienza di osservatore, ci pone davanti una nuova indagine "a posteriori", appoggiando la tesi di un'altra precedente indagine che, tra le tante, prende il largo e traccia un solco nella lettura del quadro dei coniugi Arnolfini. Partendo dal nome, come toponimo affine al Santo protettore dei cornuti, traccia una linea di discendenza che avrebbe parecchie affinità con la famiglia toscana trasferita nelle Fiandre a cavallo tra il XIII e il XIV secolo. Tanti sono i teatri iconografici che portano a parecchie ipotesi, sovrapponibili e coesistenti, ma il vero dilemma è nella lettura dello specchio convesso che sta alla spalla dei personaggi. Quale sarà la lettura giusta sta al visitatore farsene un'idea.
Scritto con dovizia di particolari, proprio come fosse un "cold case", il libro scorre agevolmente e altrettanto offre al lettore immagini iconografiche precise. Da leggere e, per chi non fosse del mestiere, da centellinare parola per parola. Ma prendetela come un'ulteriore ipotesi di lettura.

Il-mistero-Arnolfini
Il "Ritratto dei coniugi Arnolfini" dipinto da Jan van Eyck nel 1434 è il celeberrimo oggetto di questa indagine, un'opera che chiunque abbia visto non può più dimenticare. Amata e ammirata nei secoli, protagonista di innumerevoli studi, cela tuttavia un mistero, un significato nascosto, che continua a sfuggire anche allo sguardo più attento. Chi sono l'uomo e la donna al centro del dipinto? Soprattutto, che cosa stanno facendo? Il mercante lucchese Niccolò Arnolfini, che si è creduto vi fosse raffigurato assieme alla prima moglie, negli altri suoi ritratti coevi non mostra alcuna somiglianza fisica con questo dipinto. Il primo documento che ne parla cita il quadro come "Hernoul-le-Fin avec sa femme": all'epoca Saint Hernoul è il patrono dei cornuti. Perché il cagnolino, simbolo di fedeltà coniugale, non è riflesso dallo specchio che, come un occhio di verità, ci fissa dal muro alle spalle dei protagonisti? Perché un'unica candela è rimasta accesa sul lampadario, in pieno giorno, mentre le altre sono spente? È forse un indizio di morte? Quali altri segreti nasconde questo dipinto straordinario e affascinante?

di Jean-Philippe Postel | Skira | Giallo
ISBN 978-8857234410 | cartaceo 13,60€

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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