Gli scrittori della porta accanto

[Libri] Eterni Secondi, di Luca Bonaffini, recensione di Davide Dotto

Eterni secondi, di Luca Bonaffini, Gilgamesh Edizioni, 2017. Un romanzo a tre tempi, un ritratto che si ricompone  nell'omaggio finale a Pierangelo Bertoli e alla sua "luna".

Eterno secondo è l’istante in cui si coglie un senso da consegnare alla memoria. Quale esso sia, nessuno è in grado di affermarlo. Si dilata come se non dovesse terminare mai, può durare una notte intera, farsi rievocazione, Destino e Storia. A metterci lo zampino è una parola greca citata en passant, ma che assume un’importanza decisiva: καιρός.
Kairòs significa essere al posto giusto al momento giusto. Non indica tanto l’occasione d’oro che lascia il tempo che trova, ma un istante che si fa terreno buono su cui mettere radici profonde e, quindi, difficili da scardinare. La sfida è individuarlo. Non lo si può rincorrere, solo aspettare. Distinguerlo vuol dire capire quando lo si è lasciato alle spalle, e piangerlo come fosse l’ultimo.

Cattivi romantici
Lo scritto Cattivi romantici esprime il tentativo di scovare le tracce salienti di esistenze in sé concluse; il malinconico voltarsi indietro di chi, caduto un velo dagli occhi, emette un giudizio speranzoso di salvare qualche cosa in un universo (quello degli anni Settanta e degli anni Ottanta) in parte migliore di quello attuale. Un’epoca, insomma, in cui non scaricavi musica da internet ma collezionavi 45 giri. Non c’erano smartphone ma cabine telefoniche alle quali precipitarsi ogni dieci minuti e, soprattutto, molta meno solitudine.
I computer sono diventati le nostre case, i nostri uffici, i nostri sempre, i nostri mai…


L'internauta
L’internauta racconta in modo diverso la stessa cosa. Se gli anni Sessanta erano la generazione degli elettrodomestici, nel presente prende il sopravvento un aggeggio che offre un mondo a portata di “app”, una dimensione virtuale nutrita di esperienza e di memorie. Cosa succede se il personal computer, come avviene per un televisore o una lavatrice, si guasta? Ricordare non è semplice, avendo registrato ciascuna emozione dentro la preziosa protesi. Ci si sente parecchio più lenti, poveri per aver perduto ogni avere.

La notte in cui spuntò la luna dal monte
Ne La notte in cui spuntò la luna dal monte l’autore scopre le carte, oltre un sardo talmente sardo da non capirci una parola. È l’omaggio a Pierangelo Bertoli, impegnato a perfezionare un componimento a due voci da proporre a Sanremo a fianco dei Tazenda. È il 6 gennaio del 1991. Luca Bonaffini, tra biografia e rievocazione, è testimone di un evento unico.
In sos muntonarzos, sos disamparados/ chirchende ricattu, chirchende/ in mesu a sa zente, in mesu/ a s’istrada dimandende/ Sa vida s’ischidat pranghende.
Accanto al logudorese Disamparados si schiera un’altra canzone a incarnarne l’intenzione e lo spirito, al di là di qualsiasi sommaria traduzione. Per far eco a un testo simile occorreva affiancare qualcosa di altrettanto forte, interrogarsi nel profondo, indovinare timbro, voce, temi.
Tra volti di pietra tra strade di fango /cercando la luna, cercando/danzandoti nella mente, /sfiorando tutta la gente /a volte sciogliendosi in pianto /un canto di sponde sicure /ben presto dimenticato /voce dei poveri resti di un sogno mancato.
È un’operazione artistica e linguistica che di facciata dà l’idea dell’impervia esplorazione di un genere particolare: l’etno-folk-rock, dato in pasto a chi necessita di classificazioni, ripartizioni e catalogazioni di sorta. Nella sostanza sono quasi quattro minuti di dialogo che lasciano il segno, parole scoperte una a una cercando l’oro tra le sponde di un fiume.


Riassumendo: il titolo è enigmatico. 

L’eterno secondo si fa soggetto e diviene attimo. Impersona chi non sperimenta il tutto per tutto per salire su un certo treno, espugnando una ribalta alla quale aggrapparsi, legandosi senza volerlo alla propria transitorietà.
Gli episodi di questo romanzo a tre tempi hanno più di un filo conduttore. Fanno emergere un ritratto che si ricompone nell’omaggio finale. Più che un episodio, quest’ultimo è un momento che si dilata sviscerando i segreti di un atto di creazione: come nasce una canzone, in che maniera riassume un mondo e non una volta soltanto. Viene fuori una genuina definizione dell’arte (e dell’artista), la quale smentirebbe se stessa allorché ambisse al rapido e incondizionato riconoscimento sociale e mediatico. Votata all’oblio e alla precarietà dell’esistente, avrebbe ben poco da consegnare all’eternità.


Eterni secondi - Recensione, Gli scrittori della porta accanto

Eterni secondi

Eterni secondi è un romanzo a tre tempi, ingannevole e mutante, strutturato come un lungometraggio a episodi degli anni ’70 e avente come filo conduttore il tempo e le sue avversità numeriche. 
Secondi si nasce, non si diventa e lo si resta per l’eternità, con tutti i vantaggi che offre la posizione non illuminata del non essere mai tra i primi. 
Cattivi romantici, L’internauta, La notte in cui spuntò la luna dal monte – scritti tra il 2011 e il 2017 – sono tre facce dello stesso orologio. Tre racconti apparentemente lontani, ma in realtà accomunati da quel romanticismo maldestro tipico della scrittura “bonaffiniana” e dei suoi personaggi, spesso teneri, fastidiosi e surreali, che ritraggono le fragilità, la tenerezza e il cinismo della società contemporanea. E per un mantovano doc, gastronomicamente parlando, i primi di solito fanno la differenza…

di Luca Bonaffini | Gilgamesh Edizioni | Antologia Narrativa
ASIN B076GBM4YL | ebook € 4,99 |  cartaceo 12,75€

Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.


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