Un invito a riflettere


Oggi, 27 Gennaio, la Giornata della Memoria suggerisce alcune riflessioni
Non c'è bisogno di volgere lo sguardo all'Olocausto per ritrovare simboli tristemente noti. La perdita dell'identità e della libertà sono evidenti nella consuetudine di identificare l'uomo con dei numeri, ed il filo spinato dei campi profughi o utilizzato per impedire l'accesso ai migranti ricorda quello dei campi di concentramento e sterminio.
Non c'è luogo, virtuale o meno, in cui, in occasione della Giornata della Memoria, non vi siano rievocazioni di racconti e ricordi. Eppure viviamo tra milioni di "smemorati", tra chi, per convenienza, non ama ricordare.
Siamo in mezzo a uomini che reiterano gli stessi errori (orrori), provocando, ahimè, un moderno olocausto. Assistiamo impotenti a guerre, morti per fame di creature innocenti, al naufragio di uomini, donne e bambini, santificati se incontrano la morte, a volte demonizzati ed etichettati come "terroristi" se sopravvivono.
Ed allora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, questa ricorrenza si arricchisce di ricordi e ha la funzione di monito, ha cioè il compito di riportare alla mente le ingiustizie, la disperazione, la perdita d'identità e la morte di milioni di innocenti, ebrei, migranti o rifugiati che siano. È un invito a riflettere. O almeno ci auguriamo che sia così.




Elisabetta e Roberto
Presidente e vicepresidente del Comitato Mahmud, ente no profit di Torino; deve il suo nome al piccolo profugo siriano di cui per primo si occupa, tutelandone la salute. Si pone come obiettivo la realizzazione di progetti volti a restituire ai bambini ed alle bambine che versino in gravi condizioni sanitarie e/o ambientali il futuro a cui hanno diritto, in qualunque parte del mondo essi si trovino.


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