Gli scrittori della porta accanto

[Libri] "L'inferno sono gli altri" di Silvia Giralucci e "Un adulterio" di Edoardo Albinati, recensioni di Beatrice Rurini

[Mini Book Review]

L'inferno sono gli altri, di Silvia Giralucci, Mondadori, 2011. Le ragioni dei "sovversivi" che volevano fare la rivoluzione, il racconto delle prove di coraggio di chi, per contrastarli, ha messo a repentaglio la propria vita.

Scrivere la storia a volte è impegnativo, soprattutto se un familiare ne è stato vittima e chi narra aveva pochi anni. Lo sforzo è immane, ma non c'è rivalsa o cattiveria nel lavoro qui proposto.
Un delicato e puntiglioso libro di inchiesta, su quella che era la vita tra il 68 e l'82 nella Padova delle BR, le brigate rosse, tra le facoltà universitarie e le strade della città. I muri di omertà, le deviazioni d'indagine, il Sismi, tutto rema contro la verità.
Le indagini sono sempre difficoltose, se il nome che accompagna lo scrittore è scomodo. Chi era veramente Toni Negri, chi erano Freda e Ventura, i suoi sodali, quali erano gli obiettivi e che ruolo ha giocato lo Stato in quel periodo ce lo spiega (senza essere troppo pedante). Forse più impersonale e sintetico rispetto a quelli della Tobagi e di Calabresi, ma non possiamo scartarlo a priori.
Da leggere, per capire.

Padova, una città colta, borghese, apparentemente tranquilla, negli anni Settanta diventa il crocevia delle trame eversive nere e rosse che insanguinano il Paese e un laboratorio unico in Italia di violenza diffusa e di illegalità di massa: guerriglie urbane, notti di fuochi, aggressioni e gambizzazioni. E, all'università, occupazioni, lezioni interrotte, aggressioni, intimidazioni, minacce. È proprio nella città veneta che il 17 giugno 1974 le Brigate rosse fanno le loro prime vittime, Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, uccisi durante un'irruzione nella sede del Msi di via Zabarella solo perché avevano rifiutato di farsi incatenare. Quello che per le Br fu il "salto del fosso", dalle azioni dimostrative agli omicidi, per una bambina di tre anni fu l'inizio di un vuoto affettivo, materiale, sociale e anche politico. Un vuoto che per anni l'ha paralizzata. Quasi quarant'anni dopo, quella bambina ha sentito il bisogno di elaborare il suo antico lutto attraverso la domanda che ogni vittima si pone: "Perché?". Sulle tracce delle passioni, degli ideali e delle tempeste che animavano la sua città, Silvia Giralucci ha incontrato alcune persone che, da una parte e dall'altra, hanno vissuto quegli avvenimenti in prima persona e le cui storie, antitetiche e inconciliabili, formano un mosaico di memorie "divise". 

di Silvia Giralucci | Mondadori | Inchiesta
ISBN 978-8804610021 | ebook 8,99€ | cartaceo 19,90€

Un adulterio, di Edoardo Albinati, Rizzoli, 2017. Una storia forse banale, un fine settimana d'amore clandestino. Perché quello che già abbiamo non ci basta? Che succede all'amore quando va tenuto nascosto?

Dopo il premio Strega di più di 1300 pagine (un romanzo che poteva essere tagliato almeno di 1000 paginette...), Albinati produce questo libretto di appena 128 pagine, scritte larghe e molto più chiare. Il titolo è emblematico: con La scuola cattolica si era cimentato nel mondo sessuale della gioventù, qui prende in considerazione l'adulto sposato, quello con coniuge e prole. Poi ci si aspetta chissà quali cose, invece Albinati ci propone un pippone che manco la suocera ci prova. Sembra che gli amanti abbiano provato tutte le pose del kamasutra nello spazio di un fine settimana (il posto è da favola, il fatto si svolge di un'isola: le descrizioni del mare, dei rumori di fondo, degli odori, è magnifica, ma si limita a quello), ma la summa, il concetto, non è il godimento in sé ma il pensiero di cosa farà l'altro una volta a casa, con il partner ufficiale, quali comportamenti avrà, se offrirà gli stessi servigi e se dirà le stesse parole (che poi non è che ce ne siano a profusione).
Insomma, invece di proporre al pubblico un romanzo di evasione, qui siamo di fronte al più scialbo esempio di romanzo pseudo-erotico. Almeno ci fosse qualche battuta tra i due, invece il massimo a cui si aspira è "non lasciarmi segni". Come se lei avesse artigli al posto delle unghie!
Il romanzo in sé è anche scorrevole, la storia un po' banale, solo che alla fine ce lo poteva risparmiare. Copertina ad effetto: il nodo di un costume femminile...

Alcune storie richiedono anni per compiersi, altre bruciano in un breve arco di tempo e in uno spazio che più è ristretto più le rende intense. Mentendo ai loro coniugi e forse anche a se stessi, i due protagonisti di questa storia rubano un fine settimana alla vita ordinaria, per consumare una passione nata da poco. A fine estate, s'imbarcano su un aliscafo che li porterà su un'isola dove il tempo è fermo e aspetta solo che gli amanti tocchino terra per animarsi. È un gesto rischioso, il loro, una febbre violenta, una prova da superare: ma la felicità sembra così vicina che basta allungare una mano per toccarla. Di Erri e Clementina, in fuga da tutto e al tempo stesso prigionieri dell'isola, Albinati non racconta la storia per intero ma si limita a mostrarci alcune foto, scattate nei vari momenti della loro avventura, da riguardare di nascosto e cancellare in fretta. È un racconto vibrante, sensuale, semplice e crudelmente sincero, anche se costruito su bugie, e le sue pagine esatte ed emozionanti si rivolgono a tutti noi: quelli a cui è capitato di vivere una relazione clandestina, quelli che serenamente la escludono o la rifuggono, quelli che in segreto la desiderano. 

di Edoardo Albinati | Rizzoli | Narrativa
ISBN 978-8817095617 | cartaceo 13,60€ | ebook 9,99€

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.


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