Gli scrittori della porta accanto

[Libri] Alessandro Petrelli presenta "Trauma" nell'intervista di Silvia Pattarini

Alessandro Petrelli presenta Trauma - foto autore e copertina libro

In anteprima Trauma, di Alessandro Petrelli, Lettere Animate, 2017. Uno stupido scherzo che diventa tragedia.


Trauma - copertina

Trauma

di Alessandro Petrelli
Lettere Animate
Thriller
ISBN 978-8871121376 
cartaceo 11,05 €
ebook 2,99 €

Lecce, 2015.
È il 18 aprile quando Vanessa e Federico organizzano uno scherzo di cattivo gusto ai danni di Vincenzo, un ragazzo introverso, già vittima in passato delle loro angherie.
È il 12 maggio quando Vincenzo, in seguito a un incidente stradale, si risveglia non ricordando nulla degli ultimi trenta giorni.
La storia si sviluppa su piani temporali diversi. Nel presente, Vincenzo andrà in cerca di una verità frammentata e resa opaca da personaggi inquietanti e da tragici avvenimenti la cui unica chiave di lettura giace nei recessi oscuri e inaccessibili di un trauma. Potrà fidarsi del ragazzo sconosciuto che gli dirà di aver fatto amicizia con lui prima dell'incidente? E chi sono i nuovi vicini di casa dall'aria misteriosa? Cosa hanno fatto Vanessa e Federico?
Sarà il passato a giungere in soccorso e a dissolvere i nodi di una realtà apparentemente priva di logica, ricostruendo la reale dinamica dei fatti e ricongiungendosi al presente e ai suoi retroscena come il pezzo mancante di un puzzle.


L'autore racconta 




Buongiorno Alessandro e benvenuto nel nostro sito culturale. Come hai avuto l’idea di questo romanzo? È nata prima la trama o prima il titolo?
Le idee per i nuovi romanzi nascono sempre per caso: mentre cammino, mentre sto con gli amici, mentre sono a letto. Ogni giorno, tante piccole idee si formano nella mia testa e ognuna di esse va a completare le diverse storie che ho in mente. A me piace definire queste storie come dei “giardini incompleti”, ed ogni nuova idea sarà un semino che andrà a completare un determinato giardino. Quando un giardino diventa abbastanza completo lo elaboro, lo perfeziono e lo trasformo in libro. Trauma è stato un caso molto particolare. La storia si è drasticamente sconvolta e i colpi di scena, nonostante fosse tutto preimpostato, sono cambiati mentre scrivevo addirittura le pagine finali. Per quanto riguarda il titolo è venuto dopo la trama. I titoli mi vengono sempre mentre scrivo il libro.

Appartiene a un genere ben definito o accorpa più generi?
Appartiene precisamente al thriller psicologico e credo ne rappresenti un esempio rampante.

Si rivolge a un target di pubblico specifico?
Credo vada bene soprattutto per i ragazzi della mia età, ma anche gli adulti rientrano nel target. Un po’ meno, invece, i bambini. Forse a tratti è un po’ crudo e spietato.

A monte del romanzo c'è un lavoro di ricerca e documentazione o non si è reso necessario?
Assolutamente sì. Il romanzo tratta temi che riguardano particolari patologie psichiatriche e ho dovuto fare delle specifiche ricerche a riguardo. Ho anche ricevuto l’aiuto da parte di un neurologo e di uno studente di medicina.

Alessandro Petrelli
Raccontaci qualche curiosità sui personaggi principali e comprimari: come si chiamano, il loro carattere o qualche particolare che li contraddistingue.
Il personaggio principale è Vincenzo Mello. È un ragazzo con vari problemi sia interni che famigliari. È introverso, timido e insicuro. Ha perso il padre molti anni prima e ha un pessimo rapporto con la madre. Inoltre, è stato sempre preso in giro dai compagni di scuola, i quali gli hanno sempre riservato degli scherzi umilianti. E proprio da qui parte la storia… da uno scherzo di cattivo gusto organizzato da due suoi ex compagni di classe che stavolta sfocerà in una tragedia.
I protagonisti dello scherzo saranno Federico e Vanessa. Il primo è, al contrario di Vincenzo, un ragazzo molto sicuro di sé, ma con qualche rotella fuori posto. Un ragazzo che usa la violenza per farsi rispettare e non ha rispetto per i suoi coetanei.
Vanessa, invece, è una splendida ragazza con un carattere troppo accondiscendente. Ha una cotta per Federico da molti anni e sottostà alla sua volontà pur di racimolare un qualche contatto con lui. Posizione che la porterà ad esagerare nello scherzo con Vincenzo Mello e a incidere sulla genesi della tragedia.

Nei tuoi personaggi, anche in quelli secondari, c’è qualche esperienza autobiografica, o hai preso spunto da persone di tua conoscenza, oppure sono esclusivamente frutto di fantasia?
Sono soprattutto spunti presi da persone che ho conosciuto o incontrato nella mia vita. Di me c’è ben poco o forse soltanto qualche particolare molto intimo che farei fatica a confessare. D’altronde la scrittura è anche questo, no? Una sorta di sfogo.

I luoghi del romanzo: dov’è ambientato? Hai scelto questa location per necessità, per moda o per altri motivi?
È ambientato nella mia città: Lecce. Ho scelto Lecce perché credo sia una città assolutamente fantastica e degna di trovarsi in tanti romanzi. L’ho scelta anche perché, conoscendola bene, mi è risultato più facile descrivere la location durante la stesura.

Invoglia il lettore a leggere il tuo libro, definiscilo in tre aggettivi.
Imprevedibile. Spietato. Scioccante.

Stralci d’autore: lasciaci uno spaccato accattivante tratto dal tuo romanzo “Trauma”.
La sagoma era immobile e nonostante Vincenzo non riuscisse a vedere il viso del bambino sulla sedia a rotelle fu sicuro di una cosa: entrambi si stavano guardando negli occhi.
Vincenzo cominciò a tremare.
La sagoma si mosse leggermente. Fu un movimento quasi impercettibile della testa, ma Vincenzo riuscì a notarlo.
Poi il bambino urlò.
Fu un urlo forte. Troppo forte da poter sopportare. Si espanse tra le mura della casa e rese tutto più cupo e triste. Tutto terribilmente malinconico.
Vincenzo si mise le mani sulle orecchie e se le strinse fino a farsi male. «Cosa vuoi?» gridò.
Lo stridore della voce del bambino durò circa cinque secondi. Dopodiché tornò in silenzio e immobile.
Vincenzo lo guardò ansimando.
Poi successe ciò che temeva… ciò che si sarebbe aspettato. Vincenzo sapeva che sarebbe andata a finire così, ma non gli andava di rivivere quella scena.
La sedia a rotelle cominciò a muoversi in avanti, verso le scale. Non c’era nessuno a spingerla ma si muoveva lo stesso, a rilento.
«No, ti prego» lo implorò Vincenzo sentendosi paralizzato. Non riusciva a muovere un solo muscolo. «Ti prego!» ripeté. Il pensiero di rivivere quella scena lo angosciava più di qualsiasi altra cosa.

Il tuo romanzo si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o si propone esclusivamente di intrattenere il lettore?
Forse un piccolo messaggio c’è e si riferisce soprattutto ai ragazzi: non bisogna sottovalutare né le persone né i fatti. Il rispetto verso il prossimo, soprattutto verso quei ragazzi che fanno più fatica a inserirsi nel mondo sociale, è un valore importantissimo. Perché le tragedie a volte nascono proprio così, da uno scherzo.

Grazie per essere stato con noi, Alessandro, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
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