Monologo da Come vi piace, di Shakespeare

Monologo da Come vi piace, di Shakespeare

Palcoscenico | Di Tamara Marcelli. Il monologo teatrale di Jacques, dalla pièce del 1623 Come vi piace (As you like it), di William Shakespeare.

Come vi piace, di William Shakespeare, Garzanti, edizione 2016 ebook 2,99€

Straordinario drammaturgo inglese, dal valore letterario e filosofico inestimabile. William Shakespeare compose 36 opere teatrali: tragedie, commedie e drammi storici. Ma anche poemi e sonetti. Le sue opere, rappresentate costantemente per secoli su tutti i palcoscenici del mondo, hanno fortemente influenzato il Teatro e la Letteratura, soprattutto per la forza attribuita al potenziale drammatico dei personaggi e dell’intreccio.
A Shakespeare è collegata l’immagine del grande “Globe Theatre” di Londra, sulle rive del Tamigi, dove recitò stabilmente la sua compagnia. Completamente costruito in legno nel 1599 con una struttura di forma ottagonale , aveva una capienza di circa 3.200 persone. Sulla parte anteriore del Teatro era riportata la scritta in latino “Totus mundus agit histrionem”: tutto il mondo recita.

Jacques

Atto secondo, Scena settima

Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti, ed i suoi atti sono sette età. Prima, l'infante che miagola e vomita in braccio alla nutrice. Lo scolaro poi, piagnucoloso, la sua brava cartella, la faccia rilucente nel mattino, che assai malvolentieri striscia verso la scuola a passo di lumaca. E poi l'innamorato, che ti sospira come una fornace, e in tasca una ballata tutta lacrime sopra le ciglia della sua adorata. Poi, un soldato, armato dei moccoli più strambi, un leopardo baffuto geloso dell'onore, lesto di mano, pronto a veder rosso, che va a cercar la bubbola della reputazione persino sulla bocca d'un obice. E poi il giudice, con un bel ventre tondo, farcito di capponi, occhio severo, barba ritagliata a regola d'arte, gonfio di sentenze e di luoghi comuni: e in questo modo recita la sua parte. L'età sesta ti muta l'uomo in magro pantalone in ciabatte, le lenti al naso, la borsa sul fianco, e quelle braghe usate da ragazzo, ben tenute ma ormai spaziose come il mondo per i suoi stinchi rattrappiti, e il suo vocione da maschiaccio che ridiventa un falsetto infantile, un suono fesso e fischiante. L'ultima scena infine, a chiuder questa storia strana, piena di eventi, è la seconda infanzia, il mero oblio, senza denti, senz'occhi o gusto, senza niente.
Tamara-Marcelli

Tamara Marcelli
Artista poliedrica, eccentrica, amante dell'arte in tutte le sue forme. Una sognatrice folle. Ha studiato Lettere e Tecniche dello Spettacolo, canto e recitazione per oltre dieci anni e ha lavorato come attrice in alcuni importanti Teatri del Lazio. Scrive poesie, romanzi, testi teatrali, articoli e saggi.
Il blu che non è un colore,  Montag.
Il sogno dell'isola, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione, prima ed. Montag).
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