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Vincenzo Carriero presenta: Una giornata bestiale

Vincenzo Carriero presenta: Una giornata bestiale - Anteprima, Intervista

Anteprima | Intervista a cura di Silvia Pattarini. Una giornata bestiale, il romanzo d'esordio di Vincenzo Carriero, 0111 Edizioni, 2017. Sogno, incubo e realtà si confondono in una serie di avvenimenti grotteschi ma reali.


UNA GIORNATA BESTIALE

di Vincenzo Carriero
0111 Edizioni 
Mainstream | Pulp
ISBN 978-8893701488
cartaceo 14,00€
ebook 2,99€

Una giornata bestiale, un romanzo breve, truce, intimo. Un viaggio onirico attraverso le visioni del protagonista, il suo modo di vedere il mondo, la gente, il vizio, il peccato, la morte, ma anche l'amore. Una storia fantozziana dove sogno, incubo e realtà si confondono in una serie di avvenimenti grotteschi e reali al tempo stesso. Enzo, accompagnato dal suo angelo custode, un essere androgino dalla sessualità indefinita, percorrerà un viaggio interiore attraverso il quale affronterà le sue paure, i suoi incubi ricorrenti, i mostri che popolano la sua mente. Li guarderà in faccia, ne incrocerà lo sguardo, ne sentirà il tanfo. La cosa non gli piacerà affatto.


L'autore racconta



Buongiorno Vincenzo, benvenuto nel blog de Gli scrittori della porta accanto.
Raccontaci qual è stato il percorso che ti ha fatto approdare al mondo della scrittura: quando hai iniziato a scrivere e cosa?
Ciao a tutti, è bellissimo essere qui, anche se virtualmente. Io ho iniziato a scrivere tanto tempo fa. Poesie soprattutto. Poi racconti, che ho pubblicato con un paio di piccole case editrici. Infine, mi sono deciso a scrivere. La molla è scattata durante un brutto periodo della mia vita. Mi sentivo depresso, con poca voglia di vivere. Diciamo pure che la scrittura mi ha salvato.

Una giornata bestiale è la tua ultima fatica letteraria. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo?
Per scriverlo ci ho messo solo tre mesi. La cosa faticosa è stata revisionarlo. Dopo la revisione il testo è migliorarlo tanto. Poi ho cominciato a proporlo in giro e devo dire che ci è voluto più di un anno per vederlo pubblicato.

Un lettore solitamente si limita a leggere il libro e non ha la minima idea dell’immane mole di lavoro che sta a monte di un romanzo. Ci racconti se è nata prima la trama o prima il titolo e se ti sei dovuto documentare o svolgere delle ricerche per argomentare al meglio la tua trama?
La cosa che è nata prima è stata il titolo. Un giorno mi è stata recapitata una cartella esattoriale che io ho reputato davvero ingiusta visto che le sanzioni applicate si riferivano al ritardato pagamento di una rata Inps per pochi giorni. Questa cosa mi ha fatto talmente incazzare che ci ho scritto un libro. La trama è venuta piano piano, poco per volta. Ogni giorno un piccolo tassello, un personaggio, un dialogo, tutto rielaborato dalla vita reale. Tutti i personaggi sono veri. Assurdi e veri. Forse proprio per questo assolutamente credibili.

Com’è nata l’idea di questo libro, perché hai voluto raccontare la storia di Enzo?
Una giornata bestiale, in fondo, è il mio romanzo di formazione. È il mio manifesto o, se volete, il mio testamento. Un inno alla vita anche se penso di essere già morto. Vi è mai capitato di guardarvi allo specchio e realizzare che tutto quello che state vivendo è incredibilmente finto? Finti sono i soldi, il sistema che ci gira intorno e che crea l'uomo schiavo di se stesso. La necessità di essere performanti come delle macchine e se non ci riesci sei un perdente. Una giornate bestiale è quando entri in questo loop e non riesci a uscirne.

A che genere appartiene e a che target di pubblico ti rivolgi?
Una giornata bestiale è un mainstream, difficile da inquadrare. È sicuramente surreale, ironico, caustico, molto pulp. Anzi, napopulp.

Veniamo ai personaggi: Vincenzo raccontaci qualcosa del protagonista e dei personaggi comprimari che ruotano attorno alla vicenda di “Enzo”, svelaci qualche curiosità che li caratterizza.
La spalla di Enzo colui che lo accompagna nel suo viaggio interiore, è Miss Capitone. Il suo fratello mai nato, frutto di un aborto. Un essere androgino dalla sessualità indefinita. Non sa se essere uomo o donna. Capitone però non è sprovveduto, anzi. Ha un piano ben preciso ma per scoprirlo dovete leggere il libro.
Un altro personaggio cui sono legato, è FP, "figlio di puttana". È l'impersonificazione della mia coscienza. Un essere piccolo, brutto, con un naso pronunciato e un look da impresario di pompe funebri. FP mi ostacolerà con ogni mezzo fino a risultare, volutamente, insopportabile al lettore. D'altronde, la coscienza di ognuno di noi è davvero insopportabile perché ci mette in guardia, ci ricorda quando sbagliamo e ce lo rinfaccia.

I luoghi del libro: dove si svolge la vicenda di Una giornata bestiale?
Il libro è ambientato a Napoli, la mia città. Essa però rimane in sottofondo. Si sente la sua presenza nelle sfumature del dialetto, nello stile scanzonato e ironico della mia scrittura, negli odori e nella disperazione dei personaggi. Macchiette del genere possono esistere solo a Napoli.

Un proverbio svedese cita così: “in un buon libro la cosa migliore è fra le righe”. Tra le righe è celato qualche messaggio particolare o il tuo obiettivo è esclusivamente quello di intrattenere piacevolmente il lettore?
Io non riesco a scrivere una storia tanto per farlo. Per me l'assurdo serve a comunicare un messaggio sotto traccia. Credo che questa sia la missione di uno scrittore e di un romanzo. Quando si smette di leggere il mio libro, si ha la sensazione di aver avuto un pugno nello stomaco. Quando chiudi il libro, pensi di non aver mai letto una cosa simile. Ogni volta che me lo dicono, io sto benissimo.

Vincenzo, ci lasci un piccolo assaggio tratto da Una giornata bestiale?
«Lo sai? I tuoi eroi sono tutti dei perdenti. Ti piacciono i perdenti?» disse in tono provocatorio.
«Sì, essere ribelli significa essere dei perdenti. Sempre. È impossibile sfidare il sistema senza perdere qualcosa. C’è chi perde la vita, chi la libertà, chi l’onore, altri gli affetti. Io ho perso tutto. In fin dei conti qualcuno deve esserlo; perdente intendo. Tu non sei un perdente? Tu sei un diverso. Guarda come ti vesti. Hai la minigonna e i baffi. Vuoi affermare la tua diversità ma sei un reietto. Sei un emarginato. Quindi un ribelle. Sfidi la morale, la società, il comune senso del pudore. Ma sei solo un frocio, fratello.»
«Io sono confusa, confuso, insomma, io non so bene chi sono. Non ho mai formato il pisello o la ciaccarella. Sono un essere dalla sessualità indefinita. Nostra madre mi ha uccisa al secondo mese di gravidanza. Io però mi sento più femmina che maschio. Sinceramente, ora che ci penso, credo che tu abbia ragione. Siamo due perdenti, fratello.»
Così dicendo mi diede una pacca, bella forte, sulla spalla.
«Se è per questo, credo di essere confuso anch’io. Non capisco questo mondo. Non capisco le guerre, l’avidità che le accende. Non capisco la finanza, che poi è la stessa cosa della guerra, spesso sono sorelle. Non capisco la politica, che della guerra è serva. Una volta qualcuno disse che la politica è come cercare di inculare un gatto. Aveva fottutamente ragione.»
«Già, deve essere dannatamente difficile inculare un gatto» osservò Capitone.
«Impossibile, direi. Un gatto ha le chiappe davvero strette. Ma non è questo il punto. Viviamo in un mondo di merda» dissi con mestizia.
«Questo è il punto» puntualizzò Capitone.
«Basta, mi sono rotto, io vado a destra. Sono un ribelle e vado a destra.»
«Decidi tu, la storia è tua. Io mi limito a farti da spalla.»
«Appunto. Seguimi. Zitto e mosca. Devo salvare il mondo.»
«Tieni presente» esordì Capitone dopo un po’ di tempo trascorso a scrutare in silenzio il tunnel di destra «che la strada per gli uomini ribelli è spesso in salita e lastricata di merda. Ci sono fossi, insidie, belve feroci che ti fanno agguati mortali. È un percorso tortuoso e pericoloso. La strada dei mansueti invece è in discesa, pulita, asfaltata. In cambio di un pezzo di libertà l’uomo mansueto ha la facoltà di lavorare tutto il giorno per pagarsi la pensione che non avrà mai perché quel giorno sarà già morto. In compenso potrà comprarsi l’auto nuova ogni tre anni con rate infinite, piccole piccole, avrà un bel mutuo ipotecario sulla casa, avrà dei bimbi. Andrà in banca, poi in vacanza sempre nello stesso posto, e pagherà una montagna di tasse. L’uomo mansueto non pensa, non vota, non legge i romanzi di Bukowski. L’uomo mansueto vede la televisione, le partite di pallone, le telenovele. L’uomo mansueto è felice perché non si pone domande e pensa che gli altri prenderanno le decisioni migliori per lui e per i suoi figli. L’uomo mansueto è cerebroleso. Sei sicuro di voler svoltare a destra? Sei sicuro di volerti sporcare di merda?»

Vincenzo preferisce leggere alla vecchia maniera, sfogliando le pagine e annusando il profumo dei libri, oppure si è lasciato affascinare dalle innovative tecnologie e legge gli ebook?
Sinceramente, compro molti libri cartacei ma anche molti ebook, specie di esordienti. Essendo un lettore forte, leggo anche tre romanzi a settimana, il digitale mi aiuta ad abbattere i costi. Poi è molto comodo, essendo fruibile praticamente sempre e dappertutto.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzato, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni ?
Reputo Una giornata bestiale il mio punto di partenza. Primo perché ho un romanzo in uscita la prossima primavera, secondo perché ho molte idee in testa e numerose storie da sviluppare. Più scrivo, più noto miglioramenti nella mia scrittura. A costo di essere considerato un po' presuntuoso, io miro a fare lo scrittore a tempo pieno, magari per un editore importante. Ce la posso fare.

Incrociamo le dita! Vincenzo Carriero, è stato un piacere conoscerti e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo libro e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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