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Intervista a Lucilla Galeazzi, autorevole interprete della musica popolare italiana

Intervista a Lucilla Galeazzi, autorevole interprete della musica popolare italiana

People | A cura di Ornella Nalon.  Il fronte delle donne: in scena a Roma da martedì 20 febbraio la storia delle donne che mandarono avanti l'Italia mentre gli uomini erano al fronte, ideato e interpretato dalla famosa Lucila Galeazzi, cantante e autrice di musica tradizionale.

È un vero onore avere ospite virtuale del nostro sito Lucilla Galeazzi, una delle più grandi interpreti di musica popolare in Italia.

Benvenuta Lucilla. Umbra di nascita, hai dedicato alla tua terra tutta la tua carriera musicale. Com'è nata la tua passione per la canzone popolare? Quanto porti dell'Umbria nel tuo cuore, ancora, nonostante i tuoi incessanti viaggi che ti hanno portato a calcare le scene dei teatri di tutto il mondo?
Tantissimo ed è inevitabile! Sono nata a Terni, che fino a pochi anni fa era il sito industriale più importante del centro Italia e delle memorie dei canti, delle pene dei lavoratori, i canti dei contadini, l'orgoglio delle brigate partigiane, la consapevolezza dei fini di quelle lotte sanguinose hanno fatto di me una naturale interprete delle loro storie! L'Umbria ce l'ho nel cuore perché le mie radici sono conficcate profondamente li, anche se vivo da anni a Roma. Però mi piace cantare anche in altri dialetti, bellissimi, della nostra tradizione orale.

Hai vinto la Targa Tenco e il premio Città di Loano con il disco “Amore e acciaio”, sei stata insignita del Grammy Awards per il miglior disco classico europeo con l'Ensemble "Arpeggiata", la tua musica è stata scelta come colonna sonora per il film “Il contagio”. Ho citato solo alcuni dei riconoscimenti che hai ricevuto nella tua spettacolare carriera. Potevi chiedere di più, potresti chiedere qualcos'altro?
Sono contenta della mia carriera, faccio parte del mondo della musica tradizionale, sono una cantante-autrice e non potrei essere che quella che sono, ma questo in Italia è quasi inaccettabile! Il divismo ormai imperante nella musica di ogni genere, l' arrotolamento narcisista, esclude un po' tutti coloro che non soffrono di questa malattia! La musica popolare ne soffre un po' meno di altre categorie! Quando vado in altri paesi ricevo riconoscimenti straordinari, vengono televisioni e radio ad intervistarmi ed in Italia è come se non esistessi!


Arriviamo ora al tuo ultimo progetto che ti vede come ideatrice e interprete dello spettacolo teatrale “Il fronte delle donne”. Un viaggio nel tempo feroce della prima guerra mondiale nel quale le donne hanno avuto un ruolo estremamente importante ma, tuttavia, nessuna di loro viene ricordata, nessuna nominata. Ed è così che sorgono spontanee due essenziali domande: dov’erano e dove sono le donne che hanno partecipato alla storia? Perché scompaiono così facilmente dalla memoria collettiva? Per quale motivo hai voluto proporre questo argomento? Quanto tempo e sforzo ti è costato in termini di ricerca e approfondimento storico? 
Ho proposto questo perché tra le mie passioni c'è la Storia e la Storia Orale... da quando ero piccola i miei mi hanno raccontato la vita, la guerra, i divertimenti, le privazioni, i giochi ed io li vedevo mentre me li raccontavano, quindi ho imparato due cose: la Storia narrata dagli storici è fatta di avvenimenti, analisi, dati, statistiche e ricerche in biblioteche, giornali, auto biografie, e va benissimo, ma manca delle "voci" dei protagonisti!; la Storia "piccola", prima degli storici orali, non la raccoglieva nessuno e cioè quella fatta dalle testimonianze delle persone che hanno vissuta la prima e la seconda guerra. Io ho capito molto più dello sfruttamento della manodopera femminile nelle fabbriche tessili dai racconti di mia madre, mia nonna e le mie zie che da tutte le analisi e percentuali degli storici sulle donne a lavoro durante la guerra, per questo nello spettacolo ho messo le une (statistiche) e le altre (le testimonianze). Ho praticamente passato un anno a studiare e scrivere! E poi, siccome la cultura orale si esprimeva tantissimo attraverso i canti, ho messo molti canti popolari di tradizione orale, scritti direttamente dal popolo e dalle donne... quindi è uno spettacolo cantato e recitato.



Cosa ci dobbiamo attendere quando verremo a vedere lo spettacolo? 
Che ne uscirete commossi e più informati! 

Nell'augurarti un grandissimo in bocca al lupo per la tua nuova avventura, ti ringrazio per esserti prestata a questa intervista.

Comunicato stampa dello spettacolo teatrale Il fronte delle donne.


Teatro Vascello - Roma dal 20 al 25 febbraio 2018
Teatro Comunale Secci - Terni 15 e 16 marzo 2018

Senza il loro lavoro, il Paese di sarebbe fermato.
Eppure il loro ruolo è sbiadito, spesso distorto. Quasi completamente omesso.
Dov’erano e dove sono le donne che hanno partecipato al farsi della storia? Perché scompaiono così facilmente dalla memoria collettiva? Si tratta di una censura consapevole e voluta, oppure, cosa ancora peggiore, di un’incapacità quasi automatica di riconoscere autonomia al pensiero femminile? “Il fronte delle donne”, in scena al Tetro Vascello di Roma dal 20 al 25 febbraio e al Teatro Comunale Secci di Terni dal 15 al 16 marzo, nasce da queste domande e svela il fondamentale ruolo delle donne, quasi sempre dimenticato, durante il più grande e devastante massacro bellico che la storia ricordi: il conflitto della prima guerra mondiale del ’15-’18.
Lo spettacolo, ideato e interpretato da Lucilla Galeazzi, tra le più autorevoli voci della musica popolare italiana, vincitrice nel 2006 della targa Tenco per il migliore album folk, si apre con una coinvolgente introduzione letteraria di Maria Rosaria Omaggio, che ne ha anche curato regia e allestimento.
Nel prologo, l’attrice ci riporta indietro di un secolo con l’interpretazione delle poesie di guerra di Ungaretti; le pagine più significative dal voluminoso “Parla una donna – Diario di guerra” di Matilde Serao e i versi femministi di un’insospettabile Ada Negri.
“Il fronte delle donne”, inserito tra gli spettacoli di interesse nazionale nell’ambito delle celebrazioni governative 2014-2018 per il centenario della Prima Guerra Mondiale, porta sul palco otto voci femminili che alternano recitazione e musica, accompagnate da due chitarre e da diversi documenti video.


Narrazioni e testimonianze dirette e storiche si alternano a canti di soldati e donne; immagini di repertorio si fondono con luci e atmosfere per riportare in vita - in modo originale e commovente - i ricordi che sono le radici della vita femminile dal 1915 in poi.
Un viaggio nel tempo feroce della guerra in cui le prostitute portate al fronte nei cosiddetti “casini di guerra” erano obbligate a ritmi inumani: fino a 140 rapporti al giorno. Un tempo in cui le operaie che si ammalavano per i massacranti ritmi di lavoro non potevano restare a casa per paura di essere licenziate; in cui il lutto si trasformò da avvenimento doloroso e privato, a condizione diffusa e pubblica cui le donne - intellettuali e non – reagirono coraggiosamente formando associazioni per l’aiuto ai militari, sostegno alle famiglie, raccolta di fondi per il fronte.
Lucilla Galeazzi si è personalmente spesa in accurate ricerche per riportare alla luce storie e vicende dimenticate. È infatti un infelice dato di fatto la naturalezza con cui i nomi femminili vengono trascurati, persi nella preziosa ricostruzione della tela narrativa di un popolo, di un Paese.
Purtroppo spesso sono proprio le donne a tapparsi gli occhi e la bocca di fronte alla Storia, scritta dai vincitori, preferendo riconoscersi nelle splendenti e rappresentative figure maschili, piuttosto che chiedersi il perché del silenzio sui contributi femminili.
Raccontare, dare riconoscibilità e parole ai fatti accaduti, sono attività fondamentali per la costruzione di un’identità di genere.
Così afferma Dacia Maraini nella bella introduzione al libro Donne nella Grande Guerra.
E nel solco di questo assunto si muove lo spettacolo. Ricordare l’inferno di quel conflitto è infatti doveroso per ritrovare la memoria della Grande Guerra al Femminile e capire come e quanto cambiarono le vite quotidiane di milioni di uomini e donne.

INTERPRETI:
Maria Rosaria Omaggio (attrice) prologo, regia
Lucilla Galeazzi (mezzosoprano) canto, chitarra, narrazione
Sara Marchesi (mezzosoprano) canto, narrazione 
Chiara Casarico (mezzosoprano) canto, narrazione
Susanna Buffa (soprano) canto
Susanna Ruffini (soprano) canto
Marta Ricci (soprano) canto
Nora Tigges (soprano) canto
Stefania Placidi, chitarra




Ornella Nalon

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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