Duma Key, di Stephen King: pagina 69

Duma Key, di Stephen King: pagina 69

Pagina 69 #156 Duma Key, di Stephen King (Sperling & Kupfer). Un romanzo straordinariamente inquietante con il ritmo vorticoso di un thriller.

“Il futuro è nei computer.” Papà si caricò il cucchiaio di gamberetti. “Tecnologia, design, automobili elettriche. È questo che la scuola dovrebbe insegnare. Non quelle stupidaggini tipo ‘Vagabondavo solo come una nuvola’. Come dicevo a Craig Salt, il direttore della Greenland, proprio l’altro…”
“Non potrei essere più d’accordo, Michael”, intervenne zio Brian, con la faccia di un perfido cervellone che annuncia il proprio piano di dominio sulla Terra, “ed è per questo che Alex riceverà una banconota da venti nuova di zecca per ogni A che prenderà quest’anno e una da dieci per ogni B, in modo da comprarsi il suo IBM.” (La mia gelosia pulsava come un mal di denti. Papà sostiene che pagare i figli per studiare è una cosa “da poveracci”.) “Il profitto è il migliore degli incentivi, giusto?”
Mamma si intromise nella conversazione. “E cosa ci racconti tu, Hugo?”
Finalmente potevo studiare Hugo senza dover fingere di non farlo.
“Per lo più”, Hugo bevve un sorso d’acqua, “ho avuto qualche risultato fortunato con la squadra di canoa, zia Helena.”
“Hugo”, zio Brian fece un rutto, “si è ricoperto di gloria! Dovrebbe essere a pieno diritto il boss dei rematori, ma un cazzo di governatore grassone, con licenza parlando, che possiede metà delle assicurazioni Lloyd ha minacciato di piantare una grana se il suo piccolo Lord Herbert Faccino da Culo non veniva nominato. Come si chiama quel ragazzino, Hugo?”
“Forse vuoi dire Dominic Fitzsimmons, papà.”
“Dominic Fitzsimmons! Manco a inventarlo!”
Pregai che i riflettori si spostassero su Julia. Pregai che mamma non nominasse il premio di poesia, non davanti a Hugo.
“Jason ha vinto il premio di poesia delle biblioteche delle contee di Hereford e Worchester”, disse mamma. “Non è vero, Jason?”
“Ho dovuto scrivere quella poesia.” I lobi delle orecchie mi bollivano per la vergogna e non avevo nessun posto dove guardare a parte il piatto. “Per il corso di inglese. Non” (provai la parola “sapevo” un paio di volte, ma mi resi conto che avrei balbettato come uno spastico) “non credevo che Miss Lippetts l’avrebbe messa in concorso.”
“Non tenere nascoste le tue qualità!” gridò zia Alice.
“Jason ha vinto uno splendido dizionario”, disse mamma, “non è vero Jason?”


Quarta di copertina
Duma Key, di Stephen King

Dopo un terribile incidente Edgar Freemantle si trasferisce a Duma Key, un'isoletta incontaminata al largo della Florida. Ripresosi dal trauma, si ritrova con un corpo menomato e una rabbia cieca. Si scopre però pittore, e il suo primo soggetto è la sagoma scura di una nave che si staglia sul mare al tramonto. Ben presto, però, Edgar capisce che i suoi quadri hanno il potere di influenzare la realtà in modo spaventoso. Le curiose suggestioni del paesaggio assumono significati sinistri e i sogni si trasformano in visioni agghiaccianti. È come se qualcosa si stesse servendo di lui per liberarsi. E, mentre la nave nera si avvicina, Edgar conosce l'anziana Elizabeth, che da bambina è stata vittima della medesima possessione...


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