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Recensione: Nata per te, di Luca Mercadante e Luca Trapanese

Recensione: Nata per te, di Luca Mercadante e Luca Trapanese

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi di Luca Mercadante e Luca Trapanese (Einaudi). Alba, in minoranza, tra una maggioranza di persone nate con un cromosoma in meno.

Qualcuno si ricorderà di quel piccolo e commovente caso mediatico che ha visto per protagonista un gay single che ha adottato una bambina Down rifiutata da numerose coppie etero. Ecco, quel caso mediatico è diventato un libro.
Il protagonista adottante si chiama Luca Trapanese, ed è gay, ma anche un cattolico convinto e praticante — e no, le due caratteristiche sono in contraddizione solo apparente, in Luca Trapanese convivono benissimo. L’autore del libro, cioè quello che materialmente l'ha scritto, invece è Luca Mercadante, ateo, felicemente compagno di Francesca e padre di Andrea.

Nata per te inizia con la vita dell’autore, cioè di Luca Mercandante, che racconta la sua esperienza con la paternità e i litigi con la compagna che si era rifiutata di sottoporsi all’amniocentesi perché tanto, in caso di figlio con la sindrome di Down, non avrebbe comunque abortito.

All’inizio, lo ammetto, mi sembrava persino che Luca Mercadante si fosse messo un po’ troppo al centro di un libro di cui non doveva essere lui il protagonista. Poi però, addentrandosi nella lettura, questo dubbio svanisce perché il protagonista assoluto diventa Luca Trapanese, e Mercadante rimane sullo sfondo a fare i conti con le proprie perplessità, per ognuna delle quali Luca Trapanese trova una risposta.
Anzi, conoscere qualcosa di più sulla vita di Luca Mercadante è funzionale per comprendere con quale stato d’animo si approcci l’autore nell’intervistare Luca Trapanese. I modi di sentire dei due Luca sono diversi su molti temi.
Non sappiamo se alla fine Mercadante abbia cambiato il proprio punto di vista sulle persone affette da sindrome di Down e su molti altri dettagli, ma sicuramente ha ampliato la sua prospettiva e ha effettuato un notevole lavoro di ascolto e di sospensione del giudizio. Luca Mercadante è stato obiettivo.
In Nata per te Luca Mercadante insiste molto sul proprio ateismo e sulla fede di Trapanese, per poi giungere a una conclusione: l’ateo non crede che nel destino ci sia un disegno, mentre il credente ha fiducia che tutto sia riconducibile a qualcosa di più alto e che anche gli avvenimenti negativi abbiano un senso che va oltre. Tutto qui, perché nella fede di Luca Trapanese non c’è né fanatismo né bigottismo. Ed è stato proprio un cammino di fede a portarlo fino alla bambina che ha adottato.

Questa è la doverosa premessa per narrare la storia di Luca Trapanese, che alla soglia della quarantina è diventato il padre della piccola Alba. Attraverso le pagine di Nata per te apprendiamo tante cose.

Intanto che Luca Trapanese da anni gestisce numerose onlus per ragazzi con problemi e che con i bambini Down ha dimestichezza e familiarità. Dunque non ha adottato Alba per fare un’opera pia: non ne aveva bisogno. La sua vita è già piena di opere pie. Lui ha adottato Alba perché voleva diventare padre.
Poi impariamo qualcosa di più sull’iter degli affidi in Italia. Trapanese afferma che nessuno dei giudici, durante i colloqui, si è mai soffermato a chiedergli il suo orientamento sessuale. Quello non interessava a nessuno. Era più importante che dimostrasse di avere una stabilità economica e la possibilità di occuparsi attivamente della bambina. Inoltre in Italia non è eclatante che un single prenda in affido in minore, anche se questo non è noto ai più. È sufficiente presentare una istanza, nella quale si deve indicare di chi si è disposti a prendersi cura: disabili, sì, no; bambini che hanno subito abusi, sì, no; bambini già grandicelli, sì, no. Poi ci pensano i giudici ad abbinare le disponibilità con i bambini da collocare.

E sì, due genitori avranno sempre la precedenza su un single, nell’interesse del bambino. Questo Luca Trapanese lo sa ed è pure d’accordo. 

Di solito, però, una coppia etero è interessata a un neonato sano. Meglio che sia piccolo e possibilmente senza problemi di salute. Alba era già stata rifiutata da ben trenta coppie etero, non sette come hanno scritto i giornali.
Luca Trapanese si era dichiarato disposto ad accogliere bambini con ogni tipo di problematica. La sindrome di Down per lui non era un punto a sfavore. Anzi, i genitori dei bambini malati con cui era abituato a trattare avrebbero scambiato volentieri le patologie dei loro figli con la sindrome di Down. Ma non è solo questione di pietà, di “buonismo” come si dice oggi.
Luca Trapanese, che da ragazzino ha visto morire di cancro il suo migliore amico, ha un’idea molto chiara della disabilità. Lui, che tra i disabili ci vive, non è un “radical chic”.
I disabili fisici non possono fare qualcosa, quelli mentali non la sanno fare, i disabili sociali non la vogliono fare, quelli economici non hanno i mezzi per farla. Tu ti sei mai percepito alla stregua di un disabile solo perché non puoi permetterti un’auto di lusso? Hai mai pensato che sarebbe stato giusto non farti nascere solo per questo? Che la tua vita non avrebbe avuto senso?

E poi Luca Trapanese fa l’esempio di Alba e Andrea mentre tentano di percorre, con le loro biciclettine, due diversi tipi di strade, una asfaltata e una sabbiosa.

Andrea avrà ormai imparato ad andare senza rotelle, Alba le rotelle non le toglierà mai. Sull’asfalto sicuramente Andrea avrà la meglio. Ma nella sabbia «tuo figlio rimarrà insabbiato, mente Alba (con le rotelle) riuscirà a stargli dietro per qualche metro».
La vera differenza tra Andrea e Alba non sarà il diverso quoziente intellettivo, ma che la maggioranza delle strade sono fatte per la bicicletta di tuo figlio. Alba non è vittima della sua disabilità ma della nostra apartheid.
Questo esempio, questa frase, mi hanno riportato dritta filata all’inizio della mia terza media quando, per qualche settimana, ci mandarono un supplente di italiano in attesa della nomina di un’altra insegnante. Il supplente si chiamava Alfieri Roussel e dopo quella parentesi non ho mai più saputo nulla di lui. Eppure quei pochi giorni trascorsi con lui segnarono la mia vita tanto che ancora lo vorrei ringraziare, ed è il motivo per cui faccio il suo nome. Ci fece leggere brani come “La sentinella”. Ci fece vedere film come Figli di un Dio minore. Ci raccontò la “diversità” esattamente come oggi ce la spiega Trapanese. Se fossimo tutti sordi, come la protagonista di Figli di un Dio minore, il mondo si sarebbe semplicemente evoluto in modo diverso. Se tutti ci muovessimo in carrozzina, smetteremmo di costruire scale. La “sindrome” di Alba non è una malattia, è un diverso modo di essere. Se tutti fossimo come lei, il mondo sarebbe semplicemente un altro. Invece Alba è solo in minoranza tra una maggioranza di persone con un cromosoma in meno. Sono le barriere (architettoniche, mentali) che creano la disabilità.
Leggete questo libro, tutti voi. Ne vale la pena.

Nata per te
Storia di Alba raccontata fra noi

di Luca Trapanese e Luca Mercadante
Einaudi
Biografia | Narrativa
ISBN 978-8806239688
cartaceo 14,02€
ebook 8,99€

Sinossi
Alba ha la sindrome di Down e appena nata è stata lasciata in ospedale. Trenta famiglie l'hanno rifiutata prima che il tribunale decidesse di affidarla a Luca Trapanese. Gay, cattolico praticante, impegnato nel sociale: con lui è stato inaugurato il registro degli affidi previsti dalla legge per i single. Ma Luca non è spaventato. Di battaglie ne ha combattute tante, conosce il dolore e ha imparato a trasformarlo, abbattendo muri e costruendo spazi di solidarietà. Il suo non è un gesto caritatevole: vuole semplicemente una famiglia. E per difenderla consegna la sua storia a un altro padre, che ha la sua età e il suo stesso nome, ma non potrebbe essere più diverso. Luca Mercadante è ateo e favorevole all'interruzione di gravidanza. Ed è convinto che la paternità passi per il sangue prima che per l'accudimento. Cosa resta del padre quando è privato anche di qualcuno che possa raccogliere la sua eredità intellettuale? Dal racconto della vicenda di Alba, tra difficoltà pratiche, momenti di sconforto e molta gioia, affiorano inattese le ragioni di una scelta importante e fortissima.
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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