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Recensione: Il metodo di Maigret, di Leonardo Sciascia

Recensione: Il metodo di Maigret, di Leonardo Sciascia

Libri Recensione di Davide Dotto. Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo di Leonardo Sciascia (Adelphi). L'occasione per fare il punto sul racconto poliziesco, un genere dalle mille sfaccettature.

Sicché, in definitiva, il più grande romanzo poliziesco che sia mai stato scritto resta I Fratelli Karamazov di Dostoevskij.
Leonardo Sciascia, Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo
Io credo in realtà che la maggior parte dei libri di Dostoevskij, se fossero pubblicati oggi per la prima volta, verrebbero definiti gialli. Ma gli si chiederebbe di tagliare, per via dei costi di produzione.
Patricia Highsmith, Come si scrive un giallo

Il metodo di Maigret  raccoglie diversi saggi di Leonardo Sciascia usciti tra gli anni Cinquanta e Ottanta. 

È una buona occasione per fare il punto su un genere dalle molte sfaccettature: nell'insieme sono riflessioni sulla storia, la struttura e il mercato, europeo e d'oltreoceano, del romanzo poliziesco.
Nel momento in cui alcuni scritti vengono alla luce, il romanzo giallo è ritenuto meno importante e serio di quello letterario. Sono indicative le parole di Alberto Del Monte in premessa alla sua Breve storia del romanzo poliziesco, edito da Laterza nel 1962: «le stesse cronache giornalistiche adottano un tono sbrigativo e sprezzante quando si recensiscono drammi o film polizieschi (ché, salvo dei brevi cenni su "Paese Sera-Libri", nessuno si sminuirebbe tanto da recensire un romanzo poliziesco)».

Esigenza imprescindibile per chi vi si dedica è conoscerne i principi, mischiando a regola d'arte i suoi elementi: il mistero, l'indagine, la soluzione. 

La tecnica, come vuole Chesterton (Come si scrive un giallo, Sellerio) è un tutto stringente. Solo chi la domina perfettamente può derogarla, muovendosi sul filo di ciò che è consentito. Il canone richiede, per esempio, che vi sia sempre una soluzione: «Il poliziotto vince, e deve vincere; e il lettore è anche, inconsciamente, un amico del vincitore».
Eppure Il nome della rosa di Umberto Eco altro non è che un'indagine condotta sul filo dell'inevitabile disfatta dell’investigatore, frate Guglielmo da Baskerville. L'anomalia è più d'una: l'essere un romanzo destinato a palati fini che ha ricevuto un riscontro di pubblico senza precedenti; l'avere un impegnativo numero di pagine. Tuttavia ha il pregio di assecondare in un colpo solo l'evasione con la qualità del testo, muovendosi entro uno schema codificato, riconoscibile e gratificante per il lettore.

D'accordo l'evasione e il divertimento, precisa Leonardo Sciascia in un articolo, purché non si abbandoni il gusto e si eviti di inseguire il successo popolare compiacendosi, oltre ogni dire, di effetti eccessivi e morbosi, tali da snaturare il genere. 

Il riferimento è alla penna di Mickey Spillane, le cui storie sono lontane dal gioco intellettuale della consueta detective story.
Non è raro che si ricorra alla struttura della crime story per parlare (anche) d'altro. Ne accenna Marcello Fois nel Manuale di lettura creativa, a proposito di un'opera del medesimo Sciascia, Il giorno della civetta. Pure Maigret (un personaggio e non un tipo) si distacca con discrezione dallo schema più tradizionale. Si evolve, si sviluppa di inchiesta in inchiesta, sfiorando temi importanti, mettendo da parte la logica della deduzione, a favore dell'intuizione più profonda. Fino a chiamare in causa il suo autore: il metodo di Maigret è l'impronta digitale della scrittura di Georges Simenon, impegnato nei cosiddetti roman roman, che dei polizieschi mantengono la tecnica narrativa (è il caso de Il sorcio, La scala di ferro, Il destino de Malou, Il fondo della bottiglia, Le persiane verdi, solo per citarne alcuni). Cosa che attribuisce al genere la dignità letteraria che merita.

Il metodo di Maigret e altri scritti sul giallo di Leonardo Sciascia

Il metodo di Maigret
e altri scritti sul giallo

di Leonardo Sciascia
Adelphi
Saggio
ISBN 978-8845932427
Cartaceo 12,35€

Sinossi 

"Nel 1961, quando ancora Simenon era confinato fra gli scrittori di serie B, Sciascia, dopo aver dichiarato che i suoi romanzi valevano ben più di quelli dell'école du regard, aggiungeva: «... e forse anche qualcuna delle avventure del commissario Maigret ha più diritto di sopravvivenza di quanto ne abbiano certi romanzi che, a non averli letti, si rischia di sfigurare in un caffè o in un salotto letterario». Questione di chiaroveggenza, certo. E di perspicacia, come quando, sempre nel 1961, scriveva: «Maigret è l'elemento cui la realtà reagisce: una specie di elemento chimico che rivela una città, un mondo, una poetica». Ma anche di passione per un genere - la letteratura poliziesca - da sempre frequentato: con una spiccata simpatia per il «modulo», scaturito da Poe, che del giallo fa un rigoroso cruciverba narrativo, un gioco ingegnoso. Quel che in questo libro scopriamo è che sin dai primi anni Cinquanta Sciascia ha anche costantemente indagato la letteratura gialla, quasi volesse chiarire a se stesso le ragioni della sua passione e costruire una sorta di mappa, una genealogia degli autori più amati - Chesterton, Agatha Ghristie, Erle Stanley Gardner, Rex Stout, Simenon, Geoffrey Holiday Hall e altri ancora. Offrendoci così trascinanti riflessioni e insieme gli indizi indispensabili per individuare le ascendenze dei protagonisti dei suoi gialli: dal capitano Bellodi del 'Giorno della civetta' all'ispettore Rogas del 'Contesto', al brigadiere Lagandara di 'Una storia semplice'." (a cura di Paolo Squillacioti)
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

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