Gli scrittori della porta accanto

2020: un anno da dimenticare, che nessuno dimenticherà



FotografiA Di Ornella Nalon. 2020: un anno da dimenticare, che nessuno dimenticherà, raccontato attraverso le immagini più significative.

«Anno bisesto, anno sensa sesto» si dice da noi, a Venezia, che come facilmente si può intendere, altro non è che la formula dialettale del classico «Anno bisesto, anno funesto».
Ci siamo mai chiesti quale sia il motivo per cui si tenda e credere, per lo meno nella nostra cultura, che tale annata porti sfortuna?
In verità le origini non sono certe, ma la più accreditata si fa risalire all'epoca romana, nel momento in cui Giulio Cesare fece inserire a febbraio un giorno aggiuntivo ogni quattro anni. Come tutto ciò che non rientrava nel consueto, anche questa novità fu accolta con timore e diffidenza. Se poi si considera che proprio questo era il mese dedicato ai riti per i defunti, non si fa fatica a comprendere che il febbraio bisestile non poteva che essere associato a un cattivo augurio.

Che si creda oppure meno a tali superstizioni, è innegabile che il 2020, per l'appunto bisestile, sia stato particolarmente foriero di eventi negativi.

Mi riferisco alla scomparsa, a volte troppo prematura, di personaggi famosi della cultura e dello spettacolo, come Ezio Bosso, Ennio Morricone, Philippe Daverio, Gigi Proietti, Alberto Arbasino e dello sport, tra i quali cito Diego Armando Maradona e Paolo Rossi, solo per voler restare nei confini del nostro Bel Paese.
Tuttavia è indubbio che quanto ci abbia maggiormente coinvolto e sconvolto è il persistere dell'epidemia di Covid-19.

Ora, questo 2020 ci sta lasciando. Dunque, un anno pieno, intenso, ma anche tanto vuoto.

Pieno di novità, per lo più negative, di incredulità, paure, illusioni, delusioni.
E vuoto di impegni, di contatti, di abbracci, di socialità in genere.
Un anno in cui il tempo si è dilatato a dismisura; proprio quello che sembrava non bastasse mai, ci è apparso in sovrabbondanza, tanto da riuscire a destabilizzare gli equilibri raggiunti, a rimescolare le priorità e creare persino un senso di vuoto. Un anno che ci ha piegati di fronte alle nostre più ataviche paure, che ci ha resi più individualisti e incattiviti, più fragili e allo stesso tempo più agguerriti. Sono tante le immagini simbolo che lo caratterizzano e che resteranno nei libri di storia.
  1. I cartelloni disegnati e colorati dai bambini con la frase “Andrà tutto bene”
  2. La foto rubata all'infermiera Elena Pagliarini, mentre, sfinita dal lavoro, si addormenta su una scrivania.
  3. L'interminabile fila dei mezzi militari che trasportano salme, nella città di Bergamo.
Alessia Bonari e il Papa che prega solo.
  1. Il Papa che prega «Dio, non lasciarci in balia della tempesta» in una deserta piazza San Pietro.
  2. Il selfie pubblicato su Instagram da Alessia Bonari, giovane infermiera che mostra i segni lasciati sul volto dalla mascherina indossata tutto il giorno.
L'illustrazione di Franco Rivolli e Sergio Mattarella (LaPress)
  1. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, nel giorno della Festa della Liberazione, rende omaggio ai caduti all'Altare della Patria, da solo e con la mascherina.
  2. Il disegno realizzato dall'illustratore Franco Rivolli e pubblicato su Facebook dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Chiaravalle Centrale.
  3. Le foto del 27 dicembre, l'avvio "simbolico" della campagna di vaccinazione anti Covid-19.
Il V-day in Italia

Un anno lungo, pesante e difficile, che se fosse un film potrebbe essere soltanto un distopico del tipo Io sono leggenda il quale, dopo avere annichilito gli spettatori con le sue scene ansiogene, lascia un finale aperto alla speranza.
Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
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