Paola Napoleone presenta: Un modo lo trovo

Paola Napoleone presenta: Un modo lo trovo

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Paola Napoleone presenta il suo romanzo d'esordio Un modo lo trovo (PubMe - Collana Gli scrittori della porta accanto): la storia intima di una rinascita dopo una diagnosi di cancro al seno, «una dolorosa lettera al corpo». 

Paola Napoleone nasce e vive a Roma con suo figlio.
Alla laurea in psicologia conseguita presso l'Università La Sapienza di Roma fa seguire un periodo in cui riveste diversi ruoli, partecipando a gruppi di ricerca e di formazione. Attualmente esercita la libera professione.
Un modo lo trovo è il suo libro d'esordio, un romanzo toccante e dall'identità delicata ma decisa.

Un modo lo trovo

di Paola Napoleone
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666990
cartaceo 12,50€
ebook 2,99€

Sinossi

Futura è una donna realizzata, piena di vita, che nasconde una storia toccante. Nessuno immagina che abbia combattuto una strenua lotta contro il cancro, se non per l’incauta rivelazione di un’amica nel corso di una cena.
Sarà Futura stessa, spinta da chi le è vicino, ad abbandonare ogni reticenza e a parlare di sé, della malattia, delle preoccupazioni per suo figlio, del rapporto blindato con il padre di lui, medico e alleato nella battaglia.
A poco a poco la paura e lo sgomento iniziali lasciano spazio al coraggio e alla determinazione di guarire, all’ansia di lasciarsi alle spalle una parentesi intervallata da chemioterapia, interventi invasivi, radioterapia. Futura si confronta con se stessa, a caccia dell’innocua lusinga di una distrazione, di una routine salvifica. Realizza la metamorfosi dello spirito e del corpo, la propria fragilità e la necessità di adattarsi alla trasformazione in corso, di proteggersi da ingerenze indiscrete, di non elargire a chiunque la propria dimensione privata.
Vagando tra “ferite e cicatrici”, si confronta con emozioni contrastanti e dolorose che la accompagnano nel suo viaggio.
Grazie alla scrittura, Futura si toglie “la maschera di normalità” indossata di fronte agli altri, mostrando ciò che qualcuno, tuttavia, ha già letto tra le righe: la voglia di vivere, l’ansia di recuperare il tempo perduto, di lasciarsi ogni cosa alle spalle.


L'autrice racconta



Diamo il benvenuto a Paola Napoleone nel blog Gli scrittori della porta accanto. Rompiamo il ghiaccio con una domanda d'obbligo: com’ è nato il progetto di questo libro, è nata prima la trama o prima il titolo?

Non essendo una scrittrice, nessun progetto, almeno fino a quando non ho incontrato la protagonista, Futura. Il progetto nasce insieme alla trama. Desideravo che lei raccontasse il suo viaggio nel tumore, ma mi sorprende e si trasforma in un libro nel libro: Futura non racconta soltanto ciò che si conosce, ma descrive le sensazioni del momento, a me il compito di ricucire il tessuto della sua pena con rispetto e onestà delle emozioni in cui ha navigato. Il titolo è successivo, durante il nostro primo e unico incontro.
“Un modo lo trovo” è un personale intercalare, un aforisma che nella vita l’ha accompagnata ad affrontare ogni ostacolo, compresa la malattia, immediatamente ho pensato che fosse l’unico titolo possibile. Chi ha letto il libro credo condivida la mia scelta.

Con Un modo lo trovo affronti un tema drammatico. Ce lo vuoi accennare?

Un modo lo trovo è tratto da una storia vera. Conosco Futura per caso, benché sia amica delle mie amiche. In campagna, una serata estiva tra amici, in una piacevole atmosfera tra musica, risate, ricordi. Quando, inaspettatamente una delle nostre amiche racconta un aneddoto del tempo in cui lei e Futura erano in chemioterapia. L’atmosfera piacevole si gela, ma è un attimo, perché Futura distoglie l’attenzione da sé, coinvolgendo tutti noi nel ritmo appassionato di una salsa cubana. Da quel momento scatta la psicologa che è in me. È un tema di cui si parla molto in tutti i modi e ovunque, si racconta la malattia parlando di rinascita e cambiamento, perché questa reticenza? Da lì molte domande. Tra le tante mi sono chiesta, ma cosa succede tra la diagnosi e la guarigione? Desideravo scoprire, approfondire le tappe di un percorso che immaginavo intriso di emozioni contrastanti e turbolente, ma molte invisibili e inconfessate che abitano nella sofferenza. Una finestra emotiva sulla malattia e sulle cure con cui Futura si allea. È la messa a fuoco su quello spazio temporale, in cui Futura riesce a trasformare le sensazioni fisiche sul corpo, in un percorso introspettivo che la guida nella preziosa dimensione della consapevolezza.

Si dice che lo scrittore sia un “ladro di vite”. Per creare i tuoi personaggi, oltre a Futura, hai “rubato” la vita a persone di tua conoscenza o sono personaggi frutto di fantasia?

Alcuni personaggi li ho incontrati lavorando sugli appunti di Futura, altri sono persone di mia conoscenza a cui ho dato voce per sapere di Futura. Attraverso di loro sono riuscita a comprendere la lettura dei suoi stati d’animo, delle sue sfumature a cui ho potuto dare forma rendendo, spero, leggibile il suo tragitto.

Secondo te la storia fa il personaggio, o il personaggio fa la storia?

Non credo si possa dare una descrizione così netta. Secondo me sono in un rapporto dinamico e di reciprocità. Il personaggio affronta la realtà che lo circonda con il suo atteggiamento mentale ed emotivo frutto della sua storia personale. Nel personaggio c’è il suo modo di amare, ci sono i suoi limiti le sue risorse, le sue difese. Il suo modo di funzionare ha la potenza di trasformare l’andamento degli eventi e le risposte degli interlocutori che ne fanno parte.

Italo Calvino citava così: «Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto». Tra le righe di Un modo lo trovo si cela qualche messaggio particolare che il lettore dovrà scoprire?

Leggendo e raccontando Futura mi accorgevo che lei stessa mi stava offrendo l’opportunità di dare spazio e condividere la mia idea sulla sofferenza, certamente una dimensione faticosa, ma che, se percorsa permette di attingere a preziose risorse che alloggiano nel nostro mondo interiore, spesso offuscate. La sofferenza, il dolore è un’emozione inconfondibile. Interpretare il nostro sentire spesso spaventa e si preferisce distogliere l’attenzione, ignorando che il confronto onesto con noi stessi significa raggiungere il nostro lato in ombra, che fuggendo resterebbe lì, in un angolo taciuto e trascurato senza avere la possibilità di esprimersi. Per questa ragione, mi piacerebbe che il lettore “sentisse” quello che Futura descrive sul corpo e sente nella sua anima. Il suo è un percorso introspettivo completo, impegnativo, ricco di emozioni dolorose, ma anche solcato da leggerezza e ironia.


C’è una domanda che avresti voluto ti facessi? E quale sarebbe la risposta?

Ti piacerebbe essere una scrittrice?
Assolutamente sì. Grazie a Futura ho capito che la mia formazione in fondo può essere uno stimolo, un’opportunità per sviluppare, approfondire, scrivere e condividere temi importanti con cui siamo in contatto quotidianamente.

Molto bene! Hai già progetti per il futuro, quindi?

Un libro in fase conclusiva, redatto durante il lockdown, a quattro mani, con Giusy Giambertone esperta in Tricoprotesica. È un lavoro che si inserisce in un progetto di Psicotricologia che stiamo mettendo in piedi.

Bene, anche tu hai approfittato di questa pausa per dar seguito alla tua vena creativa! Attendiamo il tuo secondo lavoro, allora.
Ringrazio Paola Napoleone per essere stata con noi, in bocca al lupo con Un modo lo trovo e per i progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini

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Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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