Gli scrittori della porta accanto

Valentina Pelliccia presenta: Zucchero filato

Valentina Pelliccia presenta: Zucchero filato

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Valentina Pelliccia presenta Zucchero filato (Schena Edizioni): l'importanza di essere forti per se stessi e per gli altri. 

Valentina Pelliccia è nata il 5 aprile 1986 a Roma dove oggi risiede.
Dopo la laurea in Giurisprudenza ha sviluppato competenze nell'ambito giuridico, bancario (come Consulente Legale) e della Comunicazione, grazie ad importanti Master, Corsi dell'Università Bocconi e 24Ore Business School e a prestigiosi titoli.
È giornalista iscritta all’Ordine Nazionale Dei Giornalisti, collaboratrice giornalistica del quotidiano Il Tempo da molti anni, scrittrice e ricopre il ruolo di vicepresidente di un’importante Associazione culturale e di sviluppo professionale all’interno di una nota Università di Roma.
Scrive dall'età di undici anni.
Nel 2004 ha vinto la VII Edizione del Concorso di Narrativa Nazionale “Valerio Gentile” con il suo primo romanzo Zucchero filato, ottenendo, così, come premio la pubblicazione dell’opera con Schena Editore.
Il libro si è classificato anche al secondo posto nella sezione “Opere edite” del Concorso di Creatività Letteraria 2012.
Nel 2019, con la sua poesia “Se ti stringo forte la mano” (dedicata al nonno), Valentina Pelliccia si è classificata al primo posto del Concorso abbinato all’Antologia di Poesie n. 21, la cui finalità è quella di documentare il fermento letterario contemporaneo.
Ad agosto 2020, Valentina Pelliccia, con Zucchero Filato, è stata premiata nella sezione Narrativa del secondo Concorso Letterario “Tre Colori“, che si è svolto all’interno della XXII edizione del Festival Internazionale cinematografico “Inventa un Film“, ideato e diretto da Ermete Labbadia.

Zucchero filato

Zucchero filato

di Valentina Pelliccia
Schena Editore
Narrativa
ISBN 9788882294823
cartaceo 10,00€

Sinossi

Ci tengo a precisare che non si tratta di un romanzo autobiografico.
Colette è una bambina, una piccola donna di quattordici anni. Il suo è un mondo ovattato, protetto. Improvvisamente cresce, si trova a dover affrontare da sola la vita.
E proprio quando si presta a vivere la sua prima vera libertà, qualcuno la violenta, contaminando la sua anima, la sua purezza e infrangendo così i suoi sogni.
Tuttavia, proprio questa condizione di distruzione, di “immobilità totale”, di non-vita, di suicidio interiore, è il passaggio fondamentale per ritrovare il coraggio di andare avanti.
È un racconto che fa capire quanto sia importante essere forti per se stessi e gli altri.
Zucchero filato continua a classificarsi ai primi posti di prestigiosi Premi di Narrativa Nazionale pur essendo trascorsi 17 anni dalla pubblicazione. Come, da ultimo, al Concorso "Tre colori" ad agosto 2020.


L'autrice racconta



Diamo il benvenuto a Valentina Pelliccia nsul blog Gli scrittori della porta accanto. Rompiamo il ghiaccio con una domanda d'obbligo: com'è nato il progetto di questo libro, è nata prima la trama o prima il titolo?

Buon giorno, grazie per l'attenzione che avete mostrato per me e per il mio romanzo. Anzitutto, è d'obbligo fare una premessa: stiamo parlando di un libro da me pubblicato parecchi anni fa. Il fatto è che continua a classificarsi ai primi posti di prestigiosi Premi e Concorsi di Narrativa Nazionale per libri editi (come, ad esempio, l'ultimo, ad agosto 2020) e questo mi spinge a parlarne e a diffonderne il contenuto, perché si vede che alla gente interessa. È iniziato tutto nel 2004. Avevo solo diciassette anni e, durante gli esami di maturità, sono venuta a conoscenza del Premio di Narrativa Nazionale "Valerio Gentile", allora alla VII° Edizione. Ho deciso di partecipare scrivendo un testo ad hoc, è stato valutato da una giuria di Professori universitari, giornalisti, scrittori e persone di spicco nell'ambito culturale. Si è classificato al primo posto e, di conseguenza, è stato pubblicato con Schena Editore e distribuito da Mondadori, Feltrinelli e presso le librerie.

Sono venuta a conoscenza del Premio Nazionale di Narrativa per caso, tramite web.

Anzitutto, mi sono informata su chi fosse Valerio Gentile, perché il Premio era ed è intitolato alla sua memoria. E mi è venuto da piangere. Sono scoppiata in lacrime. Valerio Gentile era un ragazzo, un poeta, appassionato di studi umanistici, che fu trovato morto il 14 marzo del 1993, a diciassette anni (avevo anche io diciassette anni e questo fatto mi colpì molto), a Fasano, nei boschi in zona ‘Monacelle’ con il cranio sfondato a pietrate, a faccia in giù. Dalle indagini ho appreso che si è trattato di un delitto a sfondo sessuale. Purtroppo il caso è rimasto senza colpevoli. Il padre (Nicola) e la madre hanno deciso di fondare il Centro Studi, l’Associazione Culturale e questo importante Premio Nazionale di Narrativa.
La vicenda mi scosse molto e, a tal proposito, ti svelo una confidenza che non ho mai fatto a nessuno: con questo libro io ho voluto principalmente, nel mio piccolo, cercare di dare indirettamente un messaggio di speranza anche ai genitori del ragazzo, pur non conoscendoli. Una famiglia è a pezzi, distrutta, presumo, dopo un lutto del genere. Loro sono riusciti a mettere da parte questo dolore atroce (per quanto si possa mettere da parte, data la gravità del fatto) e a creare un grande progetto dal punto di vista umano e culturale, in memoria del figlio. Inoltre, hanno creduto nel talento dei giovani e lo hanno portato avanti dando loro l’opportunità di essere letti, giudicati e premiati da una giuria di persone di alto livello culturale. E poi, Valerio Gentile amava scrivere: i genitori, con questa iniziativa, hanno portato avanti il valore e il sogno del figlio.
Zucchero filato nasce così. Vuole essere un piccolo raggio di luce anche quando si è immersi nel buio più totale. Vuole essere anche il simbolo della purezza (da qui il titolo, fanciullesco, Zucchero filato) in una società, questa, spesso piuttosto marcia e priva di valori. Da qui, mi collego alla tua domanda: è nata prima la trama e il titolo l'ho scelto in un secondo momento, esattamente, mentre stavo scrivendo il romanzo.

Con Zucchero filato affronti un tema drammatico, una terribile storia di violenza. Hai preso spunto da qualche fatto di cronaca, magari un intreccio di storie, oppure è tutto frutto della tua fantasia?

Come già scritto, la finalità era quella di trasmettere un messaggio di speranza, soprattutto dopo aver appreso la notizia del fatto di cronaca di Valerio Gentile. Il mio libro tratta principalmente il tema della violenza psicologica e sessuale per questo motivo: si parte da una condizione rosea vista dagli occhi di un’adolescente (Colette, la protagonista) per avvicinarsi sempre più al dramma vero e proprio, la violenza. Dopo quest’ultima, Colette riuscirà, pian piano, a ritrovare la forza in se stessa. È proprio questa alternanza "condizione rosea" e "violenza sessuale" che, nel complesso, rende più forte il messaggio di speranza finale.
La struttura di Zucchero filato ricorda le cadenze tipiche della tragedia classica. Come modello narrativo questo romanzo ricorda il quarto libro dell’Eneide di Virgilio, in cui l’evolversi dello sfortunato e, soprattutto, impossibile amore di Didone verso Enea è presentato secondo le cadenze tipiche del dramma. Sono i motivi per cui questo romanzo riesce a pervenire al simplex et unum oraziano (Ars poet,23), condizione ancora valida per stabilire quanto un’opera risponda a canoni di compattezza.
Professor Pietro Magno
Al di là della volontà di trasmettere un messaggio di speranza, questo libro è frutto della mia fantasia. Non è assolutamente un romanzo autobiografico. Al di là dell'essere autobiografico o meno, credo che comunque ogni storia abbia un po' di noi. In particolare, io ho usato la tecnica del narratore onnisciente, che "accompagna" il protagonista (in questo caso, la protagonista) nelle sue varie vicende.

I luoghi del libro sono reali o fittizi?

I luoghi del libro sono reali anche se, come affermato prima, il romanzo non è autobiografico ed è frutto della mia fantasia. Sono una persona che osserva molto: osservo le persone, i luoghi, le strade, i vicoli, etc. Essere scrittore è anche questo, credo: osservi, interiorizzi e poi prendi ispirazione da tutto ciò che ti circonda, persone, luoghi, eventi.

Secondo te la storia fa il personaggio, o il personaggio fa la storia?

Ovviamente il personaggio fa la storia che poi, ruota e si sviluppa intorno a lui. Devi avere bene in mente sin dall'inizio il messaggio che vuoi trasmettere, secondo me. E usare i tuoi personaggi attribuendo loro un ruolo, una funzione diversa.

Italo Calvino citava così: «Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto». Tra le righe si cela qualche messaggio particolare che il lettore dovrà scoprire?

Amo Italo Calvino ma, con tutto il rispetto, io parto sempre da un altro presupposto. Ossia, io i concetti e i messaggi non li nascondo. Anzi, a volte li svelo anche. Ho un modo di scrivere molto diretto e sono dell'idea che certe realtà vadano raccontate e descritte senza troppi "giri di parole" o senza un uso eccessivo della tecnica, spontaneamente. Soprattutto quando si tratta di mandare messaggi abbastanza forti (come nel caso di Zucchero filato). È importante raccontare "lasciando andare" libero il lettore, libero di interpretare e attribuire il significato che ritiene e che più sente suo. Però, reputo importante anche, talvolta, non nascondere nulla (collegandomi alla frase di Italo Calvino) ma "condurre, direttamente o indirettamente, verso la scoperta".

Quanto è importante per te la scrittura?

La scrittura è la mia vita e me ne occupo a 360°: non scrivo solo romanzi ma anche poesie e partecipo a Concorsi di poesia. Poi, sono Giornalista iscritta all'Ordine Nazionale dei Giornalisti e scrivo per il quotidiano "Il tempo" da diversi anni. Scrivere articoli è logicamente un altro ambito, devi riportare i fatti. Ma, reputo non sia un settore così dicotomico dalla scrittura in sé e per sé: anche il giornalista porta il lettore a riflettere, a porsi domande e ad arrivare a conclusioni.

Cosa vorresti lasciare ai lettori, una volta terminata la lettura?

Vorrei lasciare un po' di me. Vorrei cercare, nel mio piccolo, di suscitare emozioni e far riflettere le persone. Questo, a mio avviso, dovrebbe essere il senso della conoscenza, della lettura, della scrittura.

Ringrazio Valentina Pelliccia per essere stata con noi, in bocca al lupo con Zucchero filato e per i progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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Il webmagazine degli scrittori indipendenti.
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1 commenti
  1. siete un team di donne fantastiche. Grazie per le domande intelligenti e stimolanti

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