Gli scrittori della porta accanto

Scrittori: intervista a Johanna Finocchiaro

Scrittori: intervista a Johanna Finocchiaro

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Johanna Finocchiaro in tutti gli store online con la silloge d'esordio Clic (L'Erudita Editore): «Scrivere per perdersi. Leggere per ritrovarsi».

Johanna Finocchiaro nasce a Torino il 7 settembre 1990, in un decennio tutto in divenire, tra passato e futuro.
La famiglia ha origini siciliane, un’impronta che porta nel cuore e nel DNA, ma lei ed il fratello maggiore crescono in Piemonte, terra adottiva a cui è molto legata. La sua è una sensazione di doppia ricchezza; ne è fiera e grata.
Ha 30 anni e non li dimostra. Troppo vivace, troppo sensibile, troppo sognatrice, troppo insofferente per adeguarsi all’età adulta, uno sforzo che rimanda a data da definirsi. Studia ed insegna lingue (contando l’italiano, sei e tutte meravigliose): ama pensarle come ponti che gettino le basi tra esseri umani, soprattutto laddove il terreno è più fragile. Eterna curiosa, ama leggere, viaggiare, parlare, la musica e l’arte. Spirito solitario all’occorrenza, si dedica da sempre alla scrittura, suo naturale ed impellente bisogno quanto suo indiscusso “padrone”. La poesia la sceglie e la rappresenta. Un mondo d’infiniti significati nascosti, che vuole scoprire uno ad uno e offrire, dal suo personale punto d’osservazione, al lettore.
Riceve alcuni riconoscimenti nazionali, partecipa a una raccolta lirica corale (Tracce) edita dalla Casa Editrice Pagine, a numerose antologie; pubblica un e-book con Lupi Editore. Infine, come ultima fatica letteraria, nel 2020 è la volta della silloge Clic (L’Erudita Editore).
Fa parte del gruppo di esplorazione letteraria dei “Poeti Emozionali”, nato a Torino nel giugno 2020. Conduce uno spazio radiofonico su ABC Radio e una rubrica culturale sul periodico Torino Oggi.
Amici pochi, malinconica, felicemente zia, terribilmente insicura, leale, caparbia. Innamorata.

Diamo il benvenuto a Johanna Finocchiaro. Grazie per avere scelto il nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Cos’è per te la poesia?

Prima di rispondere, vorrei rivolgere un caloroso saluto a te e a tutti i lettori; grazie dell'ospitalità!
La Poesia è il mio angolo di paradiso, la mia naturale espressione. L’ho capito a 13 anni, durante l'ora di antologia, ascoltando la professoressa spiegare in cosa consistesse il flusso di coscienza. È stato come venire illuminati sulla via di Damasco, una rivelazione: mi sono accorta di averlo sempre utilizzato; inconsciamente, di trasformare ogni composizione non pedestremente guidata da specifica consegna, in un “flusso” appunto. Di parole, pensieri appena sussurrati, emozioni, anima. Un groviglio razionalmente illogico ed irrazionalmente logico.
Poesia è la libertà di far fluire quel tutto, bene e male, luce e ombra, senza dover inscatolare o spiegare. Anzi, non sopporto proprio nè etichette né analisi. Così come la mente lavora senza confini, la lettura non va "guidata". Il lettore deve sentire più che capire quello che gli arriva, forse qualcosa di completamente diverso dall'intenzione di partenza dell'autore. È uno spazio franco in cui s'incontrano tutti i colori del mondo. È una terra in cui non è richiesto di restare né di partire. Una specie di porto che lancia a nuovi orizzonti. La Poesia è il viaggio più autentico.

Chi sono e dove trovi le “muse ispiratrici”? Cosa ti affascina e ti ispira?

Amo leggere ed è praticamente impossibile la lettura non influenzi la scrittura, benchè col tempo diventi un linguaggio personale e "su misura". Sin dalla scuola, ho scoperto nell'ermetismo di Ungaretti un portale verso mondi meno carnali ma non per questo meno veri. Crescendo, mi sono imbattuta nelle liriche di Neruda, Montale, Maria Luisa Spaziani, Walt Whitman, Nazim Hikmet-Ran, Emily Dickinson, Antonia Pozzi... sino ai contemporanei. Ognuno di loro ha come completato un puzzle, insegnando e modellando, sfidando ordini prestabiliti. Tuttavia, il modello poetico che più di tutti mi ha attratta e ispirata è quello della greca Kiki Dimoula che, con cinismo composto, ironica intelligenza e consapevolezza di sè, ha saputo trasmettermi quel senso di completezza che ritrovo soltanto scrivendo.
Queste le Muse, letterariamente parlando.
Clic

Clic

di Johanna Finocchiaro
L'Erudita Editore
Poesie
ISBN 9788867705627

Cartaceo 14,25€
Cosa m'ispira in senso assoluto, invece, nella vita concreta?! Credimi, Silvia, isolare una sola risposta mi mette seriamente in difficoltà! :-)
Partendo dal presupposto che sono iperattiva e cronicamente entusiasta (al punto da diventare ingestibile, alle volte, come una bambina), faccio fatica a non trovare aspetti interessanti in qualsiasi cosa, luogo, attività o persona! Così come inspiro profondamente il profumo di un fiore, vivo a fondo ogni giorno, tutto il giorno.
Amo coricarmi la sera stanca, stremata persino, sapendo di aver colto ogni forma e colore, ogni stimolo dell'anima. È questo ciò che preferisco: la ricerca della vita in sé. E nel mio cercare, non posso fare a meno del contatto con la Natura così come approdo volentieri alla lettura, al cinema, all’arte visiva e alla musica.

Clic è la tua prima silloge. Quanto tempo hai impiegato a scriverla e perché hai scelto questo titolo?

La silloge comprende componimenti scritti dall'adolescenza al presente, abbracciando un arco temporale di circa 15 anni. Soltanto nel 2020, in pieno lockdown, ho deciso di tirarli fuori dal famoso cassetto; chissà che la situazione anomala non abbia agito da catalizzatore: se non adesso, quando?
Il titolo nasce da una lirica, titolata proprio "Clic", scritta in un momento di presa di coscienza. Invece di attaccarmi alla presa letterale, appunto, mi sono attaccata alla penna, filo diretto col mio io intimo, per capire a che punto della vita mi trovavo; di cosa essere grata, come cambiare l'indesiderato e perché. Il significato di questo "clic" che tanto distintamente echeggiava nella testa, accendendo e spegnendo la luce e me. Ho realizzato subito sarebbe stata quell'onomatopea, quel gesto che chiunque compie senza nemmeno pensare, il titolo della silloge. La Poesia mi dà e toglie energia, tracciando percorsi di pura elettricità. Io stessa, inoltre, ho deciso che la lampadina simbolica in cui racchiudo ogni minima sfumatura di me, debba brillare (e la copertina la dice lunga!). Non sprecherò altro tempo a chiedermi se sono in grado di fare qualcosa. Voglio scoprirlo agendo, sbagliando se serve.

Che argomenti o che tematiche affronti con Clic? Ce ne vuoi parlare?

Le tematiche sono davvero ampie, da quelle legate all’esigenza di "conoscere tutto", a quelle più concentrate sul quotidiano e l’attualità. Come sosteneva Aristotele, riscoperto grazie a un'amica poetessa, tutto ha dignità di essere rappresentato. Dunque, la Poesia deve trattare di ogni argomento, dall’ape sul fiore descritta magistralmente da Trilussa allo sfruttamento sessuale, muovendosi su due binari simmetrici: fuori-dentro e dentro-fuori. La funzione culturale non può prescindere da quella sociale; fattasi filtro attraverso cui osservare, l'arte a volte strappa, a volte dolcemente svela ma mai nasconde.

Vuoi lasciare una tua lirica per gli affezionati lettori del nostro blog?

Certo, Silvia e grazie!
Se solo volessi

Non sei stanco di negare
Di emigrare
Sfiorare
un’anima in transito senza le gambe?

Non sei stanco di pesare sospiri
Di pesare i pensieri
Erigere muri,
un corpo di stoffa senza le mani?

Non sei affranto per queste partite
Giocate e perdute
Di certo truccate,
un breve rimorso senza le labbra?

Se solo volessi rispondere
A te e a nessun altro
Sarebbe come scrivere,
per penna il cuore, al centro.
Johanna Finocchiaro, Clic

A chi sono destinati i tuoi componimenti? Li hai dedicati a qualcuno in particolare? Che target di pubblico ambisci conquistare?

Assolutamente. Alcuni sono dedicati a persone specifiche: amici, familiari stretti, conoscenti. Altri ispirati e di conseguenza "donati" a modelli d'immagine e comportamento a me cari.
A chi mi rivolgo? Al lettore, chiunque esso sia, ovunque viva e qualsiasi cosa provi.
La mia missione, non solo come scrittrice bensì come divulgatrice (conduco una rubrica culturale su Torino Oggi e un programma radiofonico su ABC Radio, oltre a far parte di due gruppi lirici - "Poeti Emozionali" e "Il Circolo delle poetesse") è proprio di scardinare la diffidenza verso questo genere letterario. Incuriosire, capovolgere e stupire, giocando con gli strumenti stessi della scrittura: musicalità, ritmo, ironia e tema portante.
Sento inoltre di poter affermare la Poesia sia il linguaggio che più di tutti si è adattato ai tempi, modellandosi nella forma ma non nella sostanza. L'essere umano, tuttavia, troppo abituato alla frenesia, all’immediatezza degli stimoli, al non pensare, teme l’idea di fermarsi e mettersi a nudo. Fuggire la riflessione; credo sia questo il vero nocciolo della questione. Speriamo di disintegrarlo, una poesia alla volta!

Hai all’attivo altre pubblicazioni?

Prima di Clic, edito da L'Erudita Editore, ho pubblicato una silloge corale con altri sette poeti, dal titolo Tracce (Pagine Editore) e un e-book (Lupi Editore). Tuttavia, considero il mio ultimo libro il vero primogenito! Ci sono io lì, al 100%.

Coi tuoi componimenti partecipi, o magari in futuro intendi partecipare a premi e concorsi letterari di poesia?

Sì, Silvia, in programma ce n'è sempre qualcuno. A muovermi non tanto la "fame di fama" o i riconoscimenti, piuttosto il desiderio di mettermi alla prova e crescere. Per alcuni concorsi ho già ricevuto segnalazioni di merito, per altri un semplice "grazie della Sua partecipazione". Attualmente sono tra i finalisti dei premi InediTO e Murazzi, entrambi piemontesi.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzata, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni?

Il mio progetto è avere sempre un progetto! Come ci si può dire pienamente soddisfatti quando la nostra stessa natura è pensata per esplorare, conoscere e imparare? Sono passionale e molto curiosa; spero queste caratteristiche mi forniscano sempre "carburante" a sufficienza per stupirmi. Anzi, per non smettere di stupirmi :-)
A proposito di nuove pubblicazioni, invece, posso svelarti che dopo mesi di fermento creativo, il materiale è quasi pronto per il bis! Tuttavia vorrei aspettare "Clic" compisse il suo primo anno di vita, a settembre. Tra l'altro collaboro da qualche tempo con l'Associazione culturale torinese "Vivere d'Arte", che si è appena trasformata in Casa Editrice. Stay tuned!

Ringraziamo tantissimo Johanna Finocchiaro per essere stata ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, le auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini

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