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Recensione: La bottiglia magica, di Stefano Benni

Recensione: La bottiglia magica, di Stefano Benni

Libri Recensione di Andrea Pistoia. La bottiglia magica di Stefano Benni (BUR). A metà tra una favola per ragazzini e una critica spietata della società, con forse troppi personaggi ed elementi narrativi.

Stefano Benni l’ho sempre adorato per la geniale originalità con cui imbastisce una storia, sia nei suoi libri più comici che in quelli più impegnati e provocatori.
Ecco perché, quando ne ho avuto l’occasione, ho acquistato anche questo romanzo, La bottiglia magica, incuriosito da ciò che si celava dietro questa opera di parole e disegni (già, perché rispetto a tante altre sue opere, in questo libro Benni si avvale anche della collaborazione di Luca Ralli e Stefano Tambellini per i disegni e la colorazione).

La bottiglia magica di Stefano Benni narra delle vicende di due ragazzi: Pin, pescatore che sogna di emigrare in Diladalmar in modo da diventare finalmente ricco, e Alina, una ragazza che vorrebbe fuggire dal collegio in cui è rinchiusa.

Le loro strade s’incrociano quando il ragazzo trova una bottiglia magica, al cui interno c’è la richiesta d’aiuto da parte di Alina. È per questo che decide di mettersi in viaggio per andare a soccorrerla. Affiancati l’uno da un topo parlante e l’altra da un gatto wi-fi, i due ragazzi per realizzare i loro sogni di libertà affronteranno mirabolanti avventure e verranno a contatto con personaggi variopinti e folli.
Di primo acchito sembrerebbe una favola per bambini. Ma ricordiamoci che stiamo sempre parlando di un’opera di Benni! Infatti, quando il libro prende la piega di una storia per ragazzini, l’autore se ne esce con un discorso profondo, filosofico, razionale o critico che spiazza il lettore e lo spinge a porsi continue domande e a rivalutare il target di lettori a cui è rivolto questo libro. Senza contare che lo stupisce con geniali giochi di parole, con episodi di una sensibilità fuori dall’ordinario e pagine intrise di poesia romanzata.

Ebbene sì, perché è comprovato che un giovane leggerà questo libro come una favoletta divertente, ricca di personaggi pazzi e situazioni al limite del paradossale, ma è anche vero che leggendo tra le righe di ogni episodio e dialogo si scopre un altro modo d’interpretare la storia.

Stefano Benni coglie l’occasione per prendere in giro tormentoni, programmi tv nostrani (esempio lampante “Mosterchef”, il cuoco sadico del collegio) e incoerenze sociali di questi anni. In pratica, amalgama sapientemente la favola per bambini con critiche più o meno velate alla società attuale con trovate geniali, espedienti narrativi fuori dall’ordinario e battute a volte persino feroci e volgari.
Il giocoforza dell’autore è che, in quanto scrittore affermato, si può permettere di osare. Ovvero non pone limiti alla propria fantasia: ottiene così un libro ricco di trovate stilistiche e narrative uniche (anche solo il far interagire i disegni col testo o rendere gli uni la diretta conseguenza dell’altro oppure inserire in una pagina uno spartito con tanto di note e parole o all'occorrenza poesie che hanno un senso di essere).
Quindi lo consiglio vivamente?
Ni.

Per quanto abbia apprezzato La bottiglia magica e in tutta la storia abbia trovato tracce di genialità (con Stefano Benni non potrebbe essere altrimenti), ammetto di essere rimasto perplesso su alcune cose.

Innanzitutto l’autore ha giocato così tanto sull’amalgamare elementi narrativi diversi da non permettere al lettore di capire a quale pubblico fosse indirizzato il romanzo. È una divertente favola per ragazzini, ma con delle situazioni e soprattutto dei dialoghi a volte troppo adulti e volgari. Senza contare che la storia in sé è una favoletta, ergo un adulto che cerca una lettura consona alla sua età tenderebbe a evitarlo (anche solo vedendo i disegni, il lettore occasionale lo giudicherebbe appunto solo un mero libro per ragazzini delle elementari). Ciò non toglie però che è solo apparenza: il libro è una metafora e una critica spietata (ma onesta) della società attuale e di tutti i problemi che viviamo in questi anni (in primis il problema degli immigrati, la disperazione che porta questi a scappare dalle loro terre e alla società che ci vuole solo consumatori senza una coscienza critica).
E ancora, ho trovato anche eccessiva la presenza di decine di comprimari. Anche se ognuno ha una sua (buffa) caratterizzazione, il fatto che (a fine libro si capisce che) fanno solo una comparsata li penalizza: non si capisce infatti se dobbiamo imprimerceli nella memoria a lungo termine in quanto riappariranno dopo poche pagine o dimenticarcene perché solo "meteore".

Infine, non mi sono mai piaciute le filastrocche e le poesie nei romanzi, specialmente se infantili.

Può avere un senso se il libro è per ragazzini (o meglio ancora bambini) ma se rivolto a un pubblico adulto penalizza la lettura. Certo, alcune sono anche simpatiche, ma altre sono troppo banali per essere apprezzate da una persona che ha più di quattro anni.
Tengo però a precisare che ciò che mi ha lasciato perplesso è veramente poca cosa rispetto a tutto ciò che c’è di bello nel romanzo di Stefano Benni, il quale si dimostra una volta di più uno scrittore che sa fare il suo mestiere e lo sa fare bene. La sua creatività è senza limiti e la sua capacità di narrare i drammi della società camuffandoli da favoletta per ragazzi fanno guadagnare inevitabilmente punti al romanzo.
Ergo, a parte qualche mia personale perplessità non posso che consigliare questo libro sia che voi cerchiate una lettura leggera e piacevole sia che desideriate un romanzo con dei meta-messaggi su cui riflettere.

La bottiglia magica

di Stefano Benni
BUR
Narrativa
ISBN 978-8817097109
Cartaceo 12,35€
Ebook 9,90€

Sinossi 

Pin è figlio di un pescatore di nome Jep e spera di diventare ricco emigrando nel Diladalmar. Alina è rinchiusa nel collegio high-tech di Villa Hapatia, il suo sogno è fare la scrittrice. Lui ha un bel nasone e un topo per amico; lei si accompagna a un gatto (wifi) con un largo sorriso. Vi ricordano qualcuno? I loro destini si mescolano grazie alla bottiglia magica che Alina ha affidato all'acqua. È Pin a trovarla e così comincia per entrambi un viaggio di terrore e meraviglia, fatto di incontri rocamboleschi, fughe a perdifiato, prodigiosi capovolgimenti. Pin deve affrontare rapper e fate muscolose, una traversata con scafisti dalle sembianze di un gatto e una volpe, poi tanti altri amici e nemici. Alina, invece, scappando dalla preside Queen Fascion e dal crudele cuoco Monsterchef, nei sotterranei della scuola scopre un terribile segreto: qualcuno vuole cancellare ogni forma di diversità e fantasia. Riusciranno i nostri eroi a incontrarsi e rovesciare un futuro già scritto?

Andrea Pistoia
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