Gli scrittori della porta accanto

Paolo Avanzi presenta: Lo specchio infranto

Paolo Avanzi presenta: Lo specchio infranto

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Paolo Avanzi presenta il thriller psicologico Lo specchio infranto (Gruppo Albatros): «Volevo coinvolgere il lettore in una storia che fosse avvincente. Così ho ipotizzato una mia scomparsa improvvisa. Una specie di cold case che il protagonista del romanzo è chiamato a risolvere».

Paolo Avanzi è nato a Rosolina (Rovigo) nel 1958 ma ora risiede a Bresso (Milano).
Laureato in Psicologia, con un master in Organizzazione aziendale, per oltre trent'anni ha lavorato in società multinazionali di servizi come quadro aziendale e project manager. In parallelo all’attività aziendale ha sviluppato competenze in vari ambiti artistici e culturali.
Da una ventina d'anni, come artista ha realizzato centinaia di opere esposte in decine di mostre personali, collettive e fiere in Italia e all'estero, come indicato sul sito www.paoloavanzi.com.
Ha tenuto corsi e presentazione su temi relativi alla cultura, all’arte e alla narrazione personale. Come attore ha messo in scena suoi testi teatrali sia in collaborazione con compagnie sia come monologhista. Svolge attività di promozione culturale presentando artisti e organizzando mostre di pittura. Conduce programmi radiofonici di aggiornamento e intrattenimento culturale su radio web (Avanzi di cultura e Kult News).
Ha scritto romanzi, poesie, racconti, testi teatrali e saggi. Tra le pubblicazioni: Il vuoto dietro l'angolo, racconti, Todariana editore, 1990; La decifrazione del male, romanzo, Tranchida editore, 1998; Una domenica notte in via della Pace al 53, racconti, Radar Edizioni, 2011; Confessioni apocrife, poesie, Tracce editore, 2012; Punti di vita diversi, poesie, The writer editore, 2013; Il penultimo atto di Manlio Z., testo teatrale, The writer editore, 2013; Divagazioni a 360° sulla creatività, saggio, The writer editore, 2016; Inezie sotto spirito, poesie, Youcanprint, 2017; Che racconto sei? Parole per vivere meglio, saggio, Youcanprint, 2018; Anche le cipolle piangono, saggio, Youcanprint, 2019; Breve romanzo finale, romanzo, Youcanprint, 2021; Il figlio smarrito, romanzo, Rossini Editore, 2022; Il colpevole tra noi. Testi teatrali, Youcanprint, 2023.

Lo specchio infranto

Lo specchio infranto

di Paolo Avanzi
Gruppo Albatros
Thriller psicologico
ISBN 9788830685192
cartaceo 14,90€
Ebook 9,49€

Quarta

Il protagonista di questo romanzo è l’autore stesso proiettato agli albori del ventiduesimo secolo.
La vicenda si svolge cinquant'anni dopo la morte dello stesso Paolo Avanzi. Una morte presunta, dato che lui è scomparso senza lasciare traccia. Ivano Paltesi, un cinquantenne che ha mollato lavoro e compagna per ricominciare una nuova vita capita nella casa, nei pressi del lago di Como, dove Paolo Avanzi ha vissuto. La frequentazione dell’abitazione, con i suoi misteri, innesca in quest’uomo un rapporto quasi mediatico con Paolo Avanzi, tanto da indurlo a intraprendere una ricerca per far luce sulla scomparsa.
Ivano Paltesi finisce così per ripercorrere la vita di Paolo Avanzi cogliendo dalle sue relazioni e dalla sua produzione artistica e letteraria quegli indizi utili all’indagine.
Il quadro di questo "cold case" procede come un puzzle, o più precisamente come uno specchio infranto di cui devono essere recuperati tutti i frammenti per giungere alla visione complessiva. Immagine che non a caso richiama le opere pittoriche dello stesso artista dove le figure appaiono frammentate, come riflesse da uno specchio rotto.
Una storia dove sogno e realtà, passato e presente si confondono a tal punto da immergere il lettore nel mondo creativo del poliedrico artista.


L'autore racconta



Paolo Avanzi, benvenuto sul web magazine culturale Gli scrittori della porta accanto. Entriamo subito nel vivo di questa intervista: come è nata l’idea di scrivere Lo specchio infranto, ce ne vuoi parlare?

Mi sono spesso domandato che ne sarà di me quando non ci sarò più. Cosa resterà di quello che ho fatto in vita, dei miei quadri, dei miei romanzi e racconti… Su questa proiezione di me in un lontano futuro ho scritto questo romanzo.
Cosa ne sarà di noi (quando non ci saremo più) credo sia una questione che molti si siano posti, indipendentemente dal fatto che si creda o no in una dimensione ultraterrena. E ciò riguarda soprattutto gli scrittori e gli artisti che dedicano gran parte della loro vita a creare qualcosa che duri nel tempo. Personalmente non sono attratto tanto dal successo quanto dalla speranza di poter lasciare una traccia visibile ai posteri.
Nella prospettiva di un lontano futuro ho cercato di proiettarmi in una dimensione che fosse verosimile al lettore. Non mi immagino così famoso che tanti possano ricordarsi di me. E tuttavia volevo coinvolgere il lettore in una storia che fosse avvincente. Così ho ipotizzato una mia scomparsa improvvisa. Una specie di cold case che il protagonista del romanzo è chiamato a risolvere.

Lo specchio infranto è un titolo evocativo che desta subito curiosità. Lo specchio svolge anche un ruolo da protagonista nel romanzo?

Sì. Ho voluto richiamare il tipo di pittura che mi caratterizza. Nelle mie opere le figure appaiono frammentate e distorte come se riflesse da specchi frammentati o deformati. Questa frammentazione della figura è un po’ una metafora di come vedo io la condizione umana, della nostra difficoltà a percepire gli altri in modo chiaro e univoco. Ciò anche per la effettiva complessità insita sia in ognuno di noi, nella nostra personalità, sia nel mondo che ci circonda, sempre più caotico e turbolento.
Lo specchio infranto nel romanzo non è però solo una metafora (legata alla mia pittura) ma anche un oggetto concreto in cui il protagonista si imbatte. Ed è proprio questa inspiegabile rottura dello specchio a indurre il protagonista stesso a cercare una ragione plausibile (di come esso si sia potuto rompere) e intraprendere la sua ricerca. Insomma questo specchio infranto è un po’ il filo conduttore del romanzo.

Che rapporto sussiste tra il Paolo Avanzi autore e il Paolo Avanzi protagonista del romanzo? In che veste ti sei raccontato?

Come ho detto, il Paolo Avanzi del romanzo sono io stesso proiettato nel futuro. Si tratta quindi di una mia fanta-biografia. Ho provato a immaginare che ne sarà di me in un lontano futuro: la mia fine, che resterà di me quando non ci sarò più. Così facendo ho dato rilievo al mio essere pittore e scrittore.
Non a caso ciò che, prevedo, resterà di me saranno le mie opere pittoriche e narrative. E proprio queste guideranno il protagonista alla ricerca di me misteriosamente scomparso.
Questo protagonista è una sorta di mio alter ego. Un cinquantenne che ha condotto una vita grigia e anonima, il quale cerca un riscatto ripercorrendo le tracce di questo scrittore artista che sarei io proiettato nel futuro.

La zona del lago di Como in cui hai ambientato la storia è reale? È un luogo a cui sei particolarmente legato?

Sì. La stessa casa in cui si svolge la vicenda a Dizzasco (tra il lago di Como e la Valle Intelvi) esiste realmente. Lì trascorro diversi week end e buona parte dell’estate con mia moglie.
Nel romanzo questa casa è descritta in modo piuttosto fedele, anche per rendere più verosimile la storia. A distanza di quasi un secolo in questa casa è cambiato ben poco, il che lascia trasparire in modo evidente la presenza di Paolo Avanzi che lì incombe.
Le località del lago e della valle fanno poi da corollario alle varie vicende che si susseguono in questa ricerca investigativa.
Il lago di Como in particolare mi ha sempre affascinato. Questo anche nel mio precedente romanzo Il figlio smarrito. È davvero sorprendente come uno specchio d’acqua possa nascondere tanti segreti. Forse per il fatto che le sue profondità non sono visibili, per quanto vicine a chi ci passa accanto.


Qual è l’aspetto del tuo libro che ti piace di più e vorresti che il pubblico apprezzasse?

Le domande che mi sono posto io sul mio futuro, su cosa lascerò ai posteri, che dovrebbe porsi chiunque. Noi spesso viviamo schiacciati in un presente che vorremmo essere eterno, ma che eterno non è. Non pensiamo più al passato perché lo riteniamo “vecchio” e obsoleto, e così perdiamo l’aggancio con le nostre radici. Tantomeno pensiamo al futuro (a parte quello immediato) perché non siamo più in grado di fare piani a lunga scadenza, succubi come siamo dell’utilità immediata e dell’effimero. I nostri antenati, per quanto limitati, avevano una visione del mondo più a lunga scadenza, sia verso il passato che verso il futuro.
Io ho cercato di raccontare una storia con questa visione. Non volevo scrivere un romanzo di fantascienza ma un romanzo esistenziale proiettato sul futuro. Credo che questa proiezione sul futuro, sul lascito personale ai posteri sia la caratteristica più originale del mio libro. E un invito al lettore a riflettere su questi aspetti spesso trascurati.

La domanda che non ti hanno mai fatto…

I tuoi interessi sono molteplici (scrittura, teatro, pittura, promozione culturale…). Ma chi sei realmente?
Sono un po’ tutto questo. Mi considero una persona eclettica, il che mi aiuta ad approcciarmi a persone e a tematiche anche molto diverse. Questa varietà di interessi non mi ha permesso di dedicarmi in modo esclusivo ad un campo particolare. La società tende a premiare l’eccellenza di chi si specializza piuttosto che la vastità degli interessi. Io ho la fortuna o sfortuna di avere questa ansia di cimentarmi in tutto ciò che ha a che fare con la creatività. Così non mi annoio, e spero di non annoiare le persone che mi seguono.

Per finire, perché si dovrebbe leggere Lo specchio infranto?

Chi ha letto questo romanzo, così come il precedente, è rimasto intrigato dalla tensione narrativa che afferra fino all’ultima pagina.
Si tratta in effetti di un thriller che accompagna il lettore in una indagine di tipo sia investigativo sia psicologico. Ed è un romanzo che parla di me come scrittore e pittore. Una storia che aiuta a capire chi sono, che cosa voglio trasmettere, che cosa potrei essere un domani.

Paolo Avanzi è stato un piacere conoscerti meglio e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo ultimo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.





Silvia Pattarini


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