
Libri Recensione di Ornella Nalon. In canti di versi, di Ilaria Biondi, Edizioni Il Papavero, 2017. Una raccolta di poesie brevi, stoccate di un'arma affilata che entrano nell'anima senza ferire.
Un libro di poche pagine che raccolgono quarantatrè poesie, per lo più brevi; stoccate di un'arma affilata che entrano nell'anima senza ferire.
Non è necessario scrivere tanto per saper raccontare, non servono fiumi di parole per potere inebriare. Senza necessariamente voler citare l'estremizzazione ermetica di Ungaretti, tutta la poesia, di per sé, riesce a comunicare pensieri e stati d'animo in maniera evocativa utilizzando, a volte, soltanto pochi versi. È nella sua stessa natura saper assemblare repentinamente ritmo e parole per ottemperare alla sua funzione di vettore emotivo e informativo. E di certo la poesia di Ilaria Biondi ne è un classico esempio.
Ben lungi dall'essere di immediata comprensione, poiché la scelta dei vocaboli è ricercata e il loro accostamento, in alcuni passaggi, risulta inconsueto, una volta trovata la chiave di lettura dei suoi versi, immagini bucoliche si materializzano davanti agli occhi del lettore e allo stesso non resta che lasciarsi trasportare dalla loro magia.
In In canti di versi, di Ilaria Biondi, molto frequenti sono i riferimenti alla natura, alla flora: «il petalo ritroso della rosa canina», «Camelie annoiate nel prodigio di lucciola», «labbra odorose di acacia», «...mentre la spiga paziente scrutava l’odore stropicciato delle peonie taciturne», sintomo di sensibilità e anche, come ce lo fa sapere la poetessa stessa, di un attaccamento simbiotico con la sua terra.
In canti di versi, di ilaria Biondi è un libro breve, ma intenso e pieno di vita.
Non è necessario scrivere tanto per saper raccontare, non servono fiumi di parole per potere inebriare. Senza necessariamente voler citare l'estremizzazione ermetica di Ungaretti, tutta la poesia, di per sé, riesce a comunicare pensieri e stati d'animo in maniera evocativa utilizzando, a volte, soltanto pochi versi. È nella sua stessa natura saper assemblare repentinamente ritmo e parole per ottemperare alla sua funzione di vettore emotivo e informativo. E di certo la poesia di Ilaria Biondi ne è un classico esempio.
Ben lungi dall'essere di immediata comprensione, poiché la scelta dei vocaboli è ricercata e il loro accostamento, in alcuni passaggi, risulta inconsueto, una volta trovata la chiave di lettura dei suoi versi, immagini bucoliche si materializzano davanti agli occhi del lettore e allo stesso non resta che lasciarsi trasportare dalla loro magia.
In In canti di versi, di Ilaria Biondi, molto frequenti sono i riferimenti alla natura, alla flora: «il petalo ritroso della rosa canina», «Camelie annoiate nel prodigio di lucciola», «labbra odorose di acacia», «...mentre la spiga paziente scrutava l’odore stropicciato delle peonie taciturne», sintomo di sensibilità e anche, come ce lo fa sapere la poetessa stessa, di un attaccamento simbiotico con la sua terra.
Una Terra aspra e dolce, che ha cullato i miei sogni di bambina ritrosa e selvaggia e che carezza gli entusiasmi, le malinconie, le chimere e l'incedere ostinatamente appassionato del mio presente.Dunque, una terra, la sua di Cozzano, che ha saputo forgiare un animo indomito e passionale, riflessivo ed estroverso, profondo ma anche leggero come un alito di vento, forte e allo stesso tempo delicato, come i suoi «petali d'aria».
In canti di versi, di ilaria Biondi è un libro breve, ma intenso e pieno di vita.
In canti di versi
di Ilaria BiondiEdizioni Il Papavero
Poesie
ISBN 8898987544
cartaceo 6,65€
Sinossi
Schegge di parole sepolte nell'incendio impervio delle stelle.





