• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

Altro che "Fertility day", siamo un popolo di eterni adolescenti! Di Gianluca Santeramo

Fertlty-day-adolescenti-adolescenza

Il Fertility Day ha scatenato polemiche sul web, facile a dare "consigli" e  giustificazioni di massa, per gli slogan della campagna promozionale. Il vero problema, forse, è che siamo un popolo di eterni adolescenti... 

Il 22 settembre p.v. verrà inaugurato il primo "Fertility Day": e giù di polemiche... 
Si perché questa è l'era in cui il coraggio di scrivere scorre tra i bit di Internet, dove chiunque può esprimere tutta la sua più feroce disapprovazione nascosto dietro un acronimo più o meno fantasioso, spesso del tutto ridicolo. Resta il fatto che, al solito, se si fa qualcosa non va bene perché qualcosa è stato fatto e se non la si fa non va bene perché nessuno ha fatto niente. Ecco, quindi, che la rete suggerisce tutta una serie di rimedi per correggere il tiro.
Per esempio, in un articolo di ilGiornale.it, tale "gattomannaro" suggerisce che se si dessero €35 al giorno (cifra non casuale, dice... ) per un congruo numero di anni alle neo-mamme italiane, ripristineremmo l'equilibrio. Caro "gattomannaro", con €1050 al mese in più anche i senza-tetto starebbero molto meglio, ne sono sicuro. Non è un po' troppo presuntuoso come "aiuto"?
Torniamo a noi. Secondo quanto desumibile dalla rete, prima di tutto andrebbero rivisti gli slogan, chiaramente di cattivo gusto. Per esempio c'è quel «La bellezza non ha età. La fertilità si» contro cui si sono scagliati in molti. È indubbia (spero) la verità biologica nascosta dietro quella semplice affermazione. Del resto Mark Twain disse:
Tra vent'anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri. 
Ma, per qualche strano motivo, quello stesso slogan pare che, ai più, trasmetta solo un messaggio del tipo: «Stai diventando una vecchia gallina: sbrigati a fare l'uovo!»
E vai giù di giustificazioni di massa: disoccupazione, incertezza, "Oddio devo emigrare!"... Sempre le stesse storie. Le cifre parlano chiaro, è vero, ma il succo è lo stesso da che abbia memoria. Ricordo che anche mio padre parlava di "lavoro perso" a mia madre, mentre giocava con me ai Lego. Qualcosa non mi torna...

Dai dati ISTAT emerge che gli italiani tra i 15 e i 65 anni siano il 64,5% della popolazione. Ma quanti sono effettivamente nell'età (e nella condizione) giusta per avere figli?

adolescenti-adolescenza-italiani-fertility-day
Mi sono chiesto come sia possibile asserire di fare più figli se il nostro è, notoriamente, un paese di vecchi. Ho voluto fare due calcoli basandomi sui dati ISTAT. Ho scoperto che in Italia esistono solo tre fasce di età
  1. quella sotto i quindici anni, fatta di bambini
  2. quella sopra i sessantaquattro fatta di anziani
  3. tutti gli altri sono adulti
Un quindicenne è adulto? (Poi mi chiedono perché non ho tanta fiducia dei dati letti su Internet... ).
Il mio intento, in effetti, era di capire quanti italiani siano in età compresa tra i 25 ed i 35 anni, ma pare non sia dato saperlo ai comuni mortali. Avrei voluto incrociare, poi, quel dato con quelli relativi alla disoccupazione, per vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ad ogni modo è chiaro che l'Italia non è (ancora) un popolo di vecchi, ma neanche di poppanti. Nel 2015 gli ultra-sessantacinquenni erano il 21,7%, mentre gli under-quattordici erano il 13,8%, per un totale di 35,5%. C'è, là fuori, una buona fetta di persone in età lavorativa.

Basta guardarsi in giro per capire che, anche dalla pubblicità, arrivano messaggi consumistici che non esortano certo ad avere figli, ma a vivere un'eterna adolescenza...

Non potendomi affidare alla statistica, sono andato d'intuito. Come si fa a capire com'è la situazione italiana senza poter contare sull'anagrafe? Si accende una lampadina! Io guido autobus! Quindi giro la città! Mi guardo intorno: vedo tanti macchinoni, di quelli da così tanti euro che ci compreresti mezzo appartamento, che girano con soli due giovincelli nei posti davanti, tutti ben vestiti e tempestati di tatuaggi. Vedo bar e locali che, complice il caldo estivo, hanno tutta una serie di tavolini stracolmi di questi giovincelli che con aria serena e tranquilla, socializzano ognuno con il suo smartphone.
Altrove avevo già fatto notare di come il commercio sia pilotato dalle masse, anche se per comodità è costume dire il contrario. Voglio dire: è facile additare questa o quella multinazionale di aver offuscato la mente della gente, al momento giusto. Quello che mi sono sempre chiesto è perché la gente non sia più in grado di dire, molto semplicemente, "No, grazie".
Ad ogni modo, il punto è che, guardando i cartelloni pubblicitari è facile capire cosa faccia tendenza. La pubblicità serve all'inizio per diffondere l'idea che qualcosa esista, nel mentre per sbaragliare la concorrenza, ed al crepuscolo come ultimo canto del cigno. Cosa c'è sulle pareti della città? Smartphone a più non posso, automobili che te le prendi subito e pagherai con comodo nonché tante, ma tante vacanze. Siamo un popolo che usa l'auto per andare al lavoro, per andarsi a fare lo spritz e per raggiungere l'aeroporto. Nessuna traccia di abbigliamento per mamme in attesa, passeggini, giocattoli...

Nel 2014 un'indagine tra i giovani ha rivelato che il sesso tra gli adolescenti non è più un tabù ma una tendenza. Forse anche per questo ci sono più cartelloni pubblicitari che propongono preservativi piuttosto che passeggini. 

adolescenti-adolescenza-italiani-fertility-day-sesso-preservativi
Però voi mi conoscete e dovreste sapere che mi piace vedere oltre. Cosa ti tiro fuori dal cilindro, questa volta? Mi sono ricordato che circa due anni fa, nel marzo del 2014, tale Beatrice Borromeo ebbe il coraggio (non sono sarcastico...) di fare un'indagine tra i giovani. Venne fuori che "le quattordicenni che non si facevano stappare entro l'anno erano delle sfigate". Venne anche fuori che i ragazzini di quattordici anni, alla faccia del macho italiano, hanno paura del giudizio femminile e, forse, della sessualità fine a se stessa. Non sono parole mie: ho parafrasato per questioni di metrica.
Insomma: pare che il sesso, oltre a non essere un tabù, sia diventato una tendenza, come un capo d'abbigliamento all'ultima moda. In effetti, se vi guardate intorno, anche i cartelloni pubblicitari dicono lo stesso. E se «Far bene l'amore, fa bene all'amore» è uno slogan fuori moda, perché implica un certo attaccamento, nonostante tutto, qualcosa che continua a pubblicizzare i preservativi lo si trova sempre. Male? Certo che no! È sempre una questione di misure.
E quindi, dove voglio arrivare questa volta? Tiriamo le somme: i macchinoni non mancano; i viaggi si sprecano; l'abbigliamento... Ma scherzi? E «Far bene l'amore...»...

Un'eterna adolescenza. Una catena generazionale di figli cresciuti da genitori non preparati psicologicamente a diventarlo.

Tutto questo mi ricorda una fase della mia vita che definisco con il termine "adolescenza", quando anch'io mi dedicavo alle sole frivolezze perché era giusto che fosse così. Anche allora sentivo parlare di disoccupazione, anche se me ne fregavo molto schiettamente. E di sicuro avrei voluto la Ferrari, la moto grossa e viaggiare attorno al mondo!
Da Wikipedia apprendo che l'adolescenza "(dal latino adolescentia, derivato dal verbo adolescĕre, «crescere») è quel tratto dell'età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello dell'individuo adulto. Quando si parla di adolescenza, è importante ricordarsi che essa è un tema di carattere prettamente psicologico, e darle limiti fissi è un'impresa ardua."
La faccenda preoccupante per davvero è l'avvertimento in merito al fatto che occorre ricordarsi che la crescita ha profonde radici psicologiche. E mi sono tornate in mente le parole di Javier Marìas
Sembra che ogni nuova generazione di giovani sia sempre più suscettibile e sempre più pusillanime e ogni nuova generazione di genitori sempre più disposta a proteggerla e a incoraggiare questa pusillanimità, in un crescendo senza fine. Gli adulti, poi, si allarmano di fronte ai risultati, quando è ormai troppo tardi: si ritrovano in casa adolescenti tirannici che non tollerano il minimo contrattempo o frustrazione...
Si tratta di un estratto di un articolo ch'è stato riproposto, tradotto in italiano, su "Il Corriere della Sera.it".
Ecco che mi sorge il dubbio... Non è il caso di aggiornare il vocabolario? Forse che l'adolescenza sia diventata quel tratto dell'età evolutiva di transizione dallo stato infantile alla vecchiaia? Se ti affidi all'ISTAT, loro si sono già portati avanti da un bel pezzo!
Perché, diciamocelo chiaramente, anche il continuo diniego dell'autorità è un tratto tipicamente adolescenziale. E là fuori non manca!
Ed è così che ho iniziato a pensare che il "Fertility Day" ha beccato più di qualcuno con le dita nella marmellata. E quindi, cara Ministra (che brutto) Lorenzin, concordo con la rete: non è assolutamente carino fare una campagna sulla fertilità come la Sua, soprattutto se rivolta ad un popolo di eterni adolescenti...


Gianluca-Santeramo

Gianluca Santeramo
Allevato da un Commodore VIC 20 e da Goldrake, si è diplomato in Informatica Industriale nel lontano 1995. Non è mai riuscito a recidere il cordone ombelicale che lo lega alla fantascienza sin dalla più tenera età. Dopo aver corretto decine di bozze di scrittori in erba tra un capolinea e l’altro, si è messo anche a scrivere: da allora sono iniziati i guai….
Renè, Zerounoundici Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...