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[Libri] "Il tormento e l'estasi " di Stone Irving, pagina 69 #52

Il-tormento-e-l-estasi-Stone-Irving-pagina-69

Il tormento e l'estasi, Corbaccio, 2011. Un gigante solitario in un secolo di giganti, l'affresco di un'epoca straordinaria dipinto con notevole maestria e passione da un grande scrittore.

843 pagine | cartaceo 18,70€  Acquista

“E adesso rimettetevi al lavoro tutti quanti! O credete che io sia il Magnifico Ghirlandaio, con la borsa così zeppa di fiorini da poter mantenere un’accademia?”
Michelangelo grondava di gioia; il suo amico invece s’era rabbuiato.
“Che cos’hai caro Granacci?”
“Io amo dipingere. La pietra, non la so lavorare. Troppo difficile e faticoso.”
“Ma no! Diventerai un bravo scultore. Ti aiuterò. Aspetta e vedrai.”
Il Granacci si sforzò di abbozzare un sorriso.
“Oh, certo, verrò con te. Ma che cosa saprò combinare con un martello e uno scalpello? Riuscirò soltanto ad ammaccarmi e mutilarmi fino alle ginocchia.”
Michelangelo non sapeva più concentrarsi. A un certo momento andò al tavolo del Ghirlandaio. Voleva ringraziare il maestro che non più tardi di un anno addietro lo aveva accolto nella sua bottega; e invece se ne stette lì, con gli occhi raggianti e le labbra mute: come esprimere la propria gratitudine a un uomo che gli permetteva di abbandonarlo?
Il Ghirlandaio intuì il suo intimo conflitto. E fu lui a parlare, sottovoce, in modo che nessun altro udisse. “Avevi ragione, Buonarroti: tu non sei fatto per l’affresco. Quella tua figura di neofita sembra sbalzata nella roccia. Possiedi grandi attitudini di disegnatore; con anni di esercizio potrai forse applicarle alla pietra. Ma non dimenticare mai che Domenico Ghirlandaio è stato il tuo primo maestro.”
Giunto dinanzi a casa sua, quella sera, Michelangelo disse all’amico: “Sarà meglio che tu venga dentro con me. Con tutti e due noialtri nello stesso sacco, sarà meno probabile che mio padre lo scaraventi giù dal Ponte Vecchio.”
Salirono la scala principale per scansare la cucina dove si trovava certamente la matrigna ed entrarono quatti quatti nella stanza dove Lodovico Buonarroti se ne stava ringobbito alla scrivania d’angolo, rimpicciolito dalla grande altezza del soffitto.
L’ambiente era freddo: il sole primaverile stentava ancora a penetrare i muri con il suo calore.
“Babbo, c’è una novità. Lascio la bottega del Ghirlandaio.”
“A meraviglia! Lo sapevo che avresti finito per metter giudizio. Ti iscriveremo all’Arte della Lana…”
“No, vado a studiare nel giardino dei Medici.”
Lodovico si trovò preso tra la gioia e lo sconcerto.
“Il giardino dei Medici… Che giardino?”

~ 69 ~

Quarta di copertina "Il tormento e l'estasi " di Stone Irving.

"I miei lineamenti non sono ben disegnati", pensò il fanciullo tredicenne, immerso in una seria concentrazione. "La testa è sproporzionata, con la fronte che sopravanza la bocca e il mento. Qualcuno avrebbe dovuto usare un filo di piombo." Così comincia la biografia romanzata del grande Michelangelo, la storia della sua vita tormentata e burrascosa, segnata da sofferenze e umiliazioni ma anche da grandi trionfi. Il suo amore per Vittoria Colonna, la sua passione per il marmo, il tormento di fronte al blocco informe, l'estasi per la vita infusagli. Il Davide, la Pietà, il Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio universale, la Basilica di San Pietro, la Pietà Rondanini.


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