• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Ristorante al Termine dell’Universo" di Douglas Adams, pag.69 | #86

Ristorante-Termine-Universo-Douglas-Adams

Ristorante al Termine dell’Universo, di Douglas Adams, Mondadori, 2014. Il secondo libro della "trilogia in cinque parti" Guida galattica per gli autostoppisti, fantascienza e umorismo ma anche profondità filosofica e pragmatismo sociologico.

244 pagine | cartaceo 10,20€

Il Ristorante al Termine dell’Universo rappresenta una delle speculazioni più azzardate di tutta la casistica degli esercizi ristorativi. È stato costruito sui resti di … o meglio, a quest’ora sarà stato costruito ormai… oppure… forse… e in effetti lo è stato…
Tra i maggiori problemi che si incontrano durante i viaggi nel tempo non c’è quello di potere diventare padri o madri di sé stessi. Infatti diventare padri o madri di sé stessi è un inconveniente al quale una famiglia di idee larghe e ben adattata alla società è perfettamente in grado di far fronte. Nemmeno cambiare il corso della storia rappresenta un problema: il corso della storia in realtà non cambia, perché in essa i vari pezzi si incastrano a dovere, come in un rompicapo. I cambiamenti importanti sono successi prima delle cose che avrebbero dovuto cambiare, e alla fine tutto si risolve nel migliore dei modi.
Il problema fondamentale del viaggio nel tempo è, molto semplicemente un problema di grammatica, e l’opera principale da consultare a questo riguardo è il Manuale dei milleuno tempi grammaticali utili al viaggiatore del tempo, del dottor Dan Streetmentioner. Leggendo questo libro si impara per esempio a descrivere un avvenimento che stava per accaderci in passato, prima che riuscissimo a evitarlo saltando avanti nel tempo di due giorni. ‘evento si può descrivere in modo diverso a seconda che se ne parli dal punto di vista del tempo in cui si trova oppure di un altro tempo (passato o futuro), ed è ancora più difficile da descrivere se uno sta conversando durante il viaggio che lo porterà a diventare padre o madre di sé stesso.
La maggior parte dei lettori riescono ad arrivare fino all’aoristo plagale – il passato indeterminato armonico – del congiuntivo futuro intenzionale invertito in condizionale multiplo imperativo, poi gettano la spugna: e in effetti nelle ultime edizioni del libro le pagine successive a questo punto sono state lasciate bianche per risparmiare sui costi di stampa.
La Guida Galattica per gli Autostoppisti evita accuratamente le disquisizioni accademiche e si limita ad osservare che il termine “futuro anteriore” è stato abbandonato da quando si è scoperto che indica qualcosa che non esiste … come dire: fummo testimoni di un luminoso futuro.
Riassumendo, e ripetendo dunque, il Ristorante al Termine dell’Universo rappresenta una delle speculazioni più azzardate di tutta la casistica degli esercizi ristorativi. È stato costruito sui resti frammentari di un pianeta in rovina che è-sarebbe fu-sia sarà-era racchiuso in una vasta bolla temporale e proiettato avanti nel tempo fino all’istante preciso della Fine dell’Universo.

~ 69 ~

Quarta di copertina
"Ristorante al Termine dell’Universo" di Douglas Adams.

Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista nei pressi di un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligenti, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Prefect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo.


Leggi le altre pagine 69:


About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...