Gli scrittori della porta accanto

Recensione: Tra le spighe d'amarena, di Clara Bartoletti

Leon è scomparso molti anni fa, il fratello gemello Nico Bonci, incarica il nostro protagonista di ritrovarlo.
Ex carabiniere attualmente giornalista con l'hobby di risolvere enigmi da cronaca nera, è bravo in questo suo lavoro, anche perché aiutato da una alquanto strana capacità, davvero fuori dal comune; è infatti in grado di comunicare con "le anime"; non le sceglie lui, normalmente sono loro che decidono di intervenire nella sua vita, ma fatalità, lo aiuteranno a risolvere la sua ricerca.
Si intuisce che, senza il loro aiuto sarebbe stata dura. Ci sono molte sorprese che, capirete bene, tali devono rimanere.
C'è un'anima che mi ha colpito molto, di una ragazza morta d'incidente e impossibilitata ad andare dove dovrebbe perché incatenata dai pensieri e dai sensi di colpa dei parenti e degli amici che “non la mollano”. Non lasciano il ricordo di lei libero di andare, di fatto incatenando la stessa povera anima, che prega: dimenticatemi, lasciatemi libera.
Lui che vive da solo, ha avuto da bambino grandi rapporti con alcune Donne meravigliose: la signora Liberati, la fantastica zia Cloe, nonna e mamma amatissime e ad un certo punto "le perde" e gli mancano tutte da morire.
C'è un pensiero che mi è piaciuto: inutile raccogliere tutta la vita, cose, per lasciarle poi a qualcuno che non le capirà e le considererà cianfrusaglie di cui liberarsi subito. Come farà l'antipatico nipote della signora Liberati.
Al di là della trama, sarebbe un delitto raccontarla di più, incontrerete suggerimenti di lettura della realtà, dei rapporti tra parenti, a volte tristi. Su queste pagine, la ricerca dello scomparso Leon, diventa viaggio nella vita del giornalista protagonista, ma anche, a ben vedere, nella vita dell’attento lettore.

Sinossi

Pinin, un ex poliziotto e giornalista di cronaca nera, viene incaricato da Nico Bonci, economista di fama internazionale, di trovare il fratello gemello Leon, scomparso da Pietrasanta nel 1985. Scomparsa che non ha lasciato tracce, finché Pinin non comincia un viaggio alla ricerca di informazioni. Il viaggio è anche un’occasione, per il giornalista, di ripercorrere la sua vita passata, cominciata in un piccolo paese dell’Appennino Emiliano e per raccontare le strane esperienze paranormali che ha visto e vissuto, essendo predestinato a parlare con le anime dei defunti. Quando finalmente Pinin sembra arrivato a una conclusione, il colpo di scena…
“Se entri in un cunicolo con una mano di carte, siamo certi che al ritorno troveremo le stesse sul tavolo?”
Una storia di vita quotidiana che mette in luce risvolti psicologici sul tema dell’infanzia e adolescenza, considerazioni sul problema dell’autismo, e l’irrazionale possibilità di parlare con i defunti quanto di poter essere, nello stesso momento, qui e altrove…


Angelo Gavagnin


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