"Zenith" di Stefano Saccinto, recensione di Davide Dotto


"Zenith" di Stefano Saccinto, YoucanPrint, 2016, dark fantasy . Una notte per tornare in vita.

«Hai camminato attraverso il nulla e la sostanza eterea dei tuoi sogni. Sai perché sei qui?».

Sico non sa per quale artificio o raggiro del destino si trovi coinvolto in un’avventura oltremondana che durerà una notte intera.
Gli sembra di trovarsi davanti a un bivio, come se fosse possibile una scelta, un’ultima decisione, un colpo di coda che rimescoli le carte. Potrebbe trattarsi del parto di una mente che si sta spegnendo, l’ultima eco di un pensiero aggrappato a una flebile speranza. O il sogno di chi vive un’esperienza soprannaturale uscita dalla penna di Lovecraft. Insomma, ci si affaccia in una dimensione oscura nella quale i conti tornano tutti, occorre solo tirare le somme.
Il paradosso che si crea in questo non luogo fa sì che Sico non sia del tutto dentro e non sia del tutto fuori. Egli stesso percepisce un flusso e un riflusso tra la vita e la morte. Una e una sola è la domanda che risuona costantemente: a che punto è la notte (quid noctis)? Ovvero: a che punto sono la vita e la morte, qual è l’ultima lezione da trarre da entrambe?
Il ritratto di Sico si definisce e si rispecchia nelle anime consimili che incontrerà quella stessa notte, in un reticolato di corrispondenze che mette in scena scelte, alternative, possibilità giocate o non giocate.
Non sembra vi siano altri momenti per interrogarsi sul proprio vissuto, per trarne un senso e pronunciare l’ultima parola. Non si tratta di concedere a sé e alle altre anime una vera e propria chance, non è il corpo a dire l’ultima parola, qui si tratta di raccogliere un’ultima testimonianza su ciò che si è stati e sul significato del proprio esistere. Non vi è nessun limite alla possibilità di coglierla: ci si può vedere dentro, guardare oltre, concentrarsi su altri; rivivere e rivisitare l’ultimo momento per dissipare, almeno, le ultime ombre. Il tutto assomiglia molto al giudizio finale in cui il verdetto è pronunciato di comune accordo.


Zenith è una dark novel che narra l'avventura di una notte al di là della realtà e della vita del sedicenne Sico, diventato cinico e apatico dopo essere stato abbandonato da Lei, diminutivo di Leila, la ragazza con cui avrebbe voluto passare la vita. 
Morto in seguito a un incidente stradale, Sico attraversa il buio e si ritrova in un limbo in cui due spiriti della morte gli spiegano che ha la possibilità di tornare in vita insieme a nove anime che moriranno quella notte, se riuscirà a salvarne più di quante ne perderà. 
Il problema è che Sico ha perso ormai qualsiasi interesse per la vita.





di Stefano Saccinto | YoucanPrint | Dark fantasy
ISBN 978-8893325691 | cartaceo 11,69€ | ebook 2,99€  Acquista




Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

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