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Recensione: Il blu che non è un colore, di Tamara Marcelli

Recensione: Il blu che non è un colore, di Tamara Marcelli

Libri Recensione di Stefania Bergo. Il blu che non è un colore di Tamara Marcelli (Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni). Un condensato di emozioni, natura e colori. 

Un colore che non è un colore.
Un libro che non è un libro. È un condensato di emozioni. Rinchiuse nella metrica di una poesia o libere di fluire dall’animo dell'autrice, senza filtro, nel monologo teatrale, per poi stemperare la passione nei pensieri legati a parole di altri.
Nelle dieci poesie le emozioni sono in simbiosi con la natura, da essa prendono l’irruenza, come nervose onde del mare, i suoni, come il dolce e rassicurante fruscio del vento, e i colori. Come il blu. Emozioni che si possono ricondurre a momenti, anche dimenticati, della nostra vita, fatti riaffiorare dalle delicate parole di Tamara Marcelli.
Inquietudini, passioni, paure vivide o sfocate, immerse in una tavolozza in continuo mutamento, eppure sempre uguale. L'Amore, la perdita, il sogno, l'attesa che qualcosa cambi e acquisti una diversa sfumatura di blu.

Lì solo in mezzo a quel blu cangiante
solo sotto quel grigio soffice
Tra attimi che durano un'eternità
Lì dove l'occhio rimane rapito
E si perde
Sognando

Il monologo teatrale Il buio che scoppia è in realtà un dialogo tra i due volti contrapposti della protagonista, Tara. 

Una Tara timida e remissiva che, pacatamente, cerca di dare una spiegazione agli eventi e grida, ma sottovoce, il suo bisogno di farsi amare. L’altra, invece, cinica e arrabbiata, grida davvero. Grida la collera per la sua propria debolezza e l’omologazione forzata, la superficialità degli uomini, il suo disincanto per i buoni sentimenti, sogni ridotti a brandelli a suon di sberle emozionali, il suo bisogno di amarsi.

Mangiare, bere, vomitare... ma cosa ne sapete voi!
Voglio pensare solo a me stessa, come dicevi tu... Vorrei trovare quella forza, ridere davanti a quella scrivania, raccontarti le mie paure, i miei sogni...
Dove sono adesso? Dove diavolo sono adesso? Odio tutti e per prima odio me stessa!
Ora sono debole, ma perché devo diventare così?
Voglio essere me stessa, voglio che Lui mi veda per come sono... vorrei che tutto fosse una melodia... una sfumatura di luce, un arcobaleno dopo il temporale... quanto vorrei che piovesse oggi.

Una donna sempre in bilico: tra due personalità, tra realtà e immaginazione, tra paura e coraggio. I due volti si ricongiungono nell’epilogo, in una nuova Tara finalmente autentica, senza irruenza o rassegnazione. Una Tara che balla sulla sua musica. Ancora una volta nel mare, nel vento. Nel blu.

I pensieri finali di Il blu che non è un colore, di Tamara Marcelli, prendono vita disquisendo sulle parole scritte da altri autori.

Come Il deserto dei tartari di Buzzati, le poesie di Ungaretti, Donne che si fanno male di Miller, Le attrici della Stancanelli, le poesie di Cardarelli. Apparentemente recensioni appassionate, sono in realtà il pretesto per continuare a parlare dei fantasmi dell'autrice, inquieta quanto la sua Tara, come lo sono, del resto, le attrici teatrali.


Tamara Marcelli si mette a nudo per il lettore, in  Il blu che non è un colore, un libro atipico. Riversa su carta la sua essenza, in ordine sparso, apparentemente confuso, come i pensieri dei pazzi. Eppure c'è un filo conduttore che governa le pagine, concetti (più che concetti, immagini) che ritornano e, come succede nella vita, a seconda del momento in cui si affrontano, vengono resi in modo diverso.
C'è una crescita, che non è solo il logico fluire della narrazione, è di più, è la maturazione dell'autrice stessa. Mi è piaciuta la sua capacità di rendere il pensiero con l'immediatezza di frasi brevissime, a volte una sola parola, quella giusta per definire un dettaglio, quello che fa la differenza. Come le sfumature.

Il blu che non è un colore

di Tamara Marcelli
Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione)
Poesia | Teatro
ISBN 9788829539154
Ebook 1,49€

Sinossi
Il colore delle emozioni.
Le Poesie. Vita di una giovane donna che si fa Verso, alle prese con l’inquietudine, col bisogno di respirare, con la voglia di colorare il mondo intorno a sé.
Il Monologo. Pièce teatrale, una sorta di litigio tra l'attrice e l'altra se stessa. Un continuo scambio di insulti, di desideri, di spinte a cambiare qualcosa dentro di sé per sentirsi vera. Poter abbandonare gli schemi mentali e vivere le proprie emozioni perché nella vita ci vuole coraggio.
I Pensieri. Riflessioni che prendono spunto da una emozione, da un pensiero scaturito dalla lettura di un testo e scritti al limite tra poesia e prosa. Un modo diverso per affrontare temi come l'attesa, le scelte, la poesia, i comportamenti autolesionistici, i disturbi alimentari, l'Arte e il destino.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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