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[Libri] "L'Agamennone" di Anna Maria Sdraffa, recensione di Elena Genero Santoro

L'Agamennone,  Anna Maria Sdraffa - Foto copertina - Credits Craig Whitehead

L'Agamennone, di Anna Maria Sdraffa, Zerounoundici, 2016. Ambientazione retrò, meticolosità e rigore matematico in un'indagine capillare in pieno stile Agata Christie.

Un vecchio delitto archiviato da dieci anni le cui conseguenze si trascinano fino al momento della narrazione, il 1959.
Il commissario in pensione Corrado Sivori e la fidata moglie Matilde si trovano a indagare e a scoperchiare il vaso di Pandora. La giovane Liliana, loro amica di famiglia, muore avvelenata. Si pensa al suicidio, ma Sivori non ne è affatto convinto. Liliana Amendola non era una nevrotica, non aveva motivo di desiderare la morte. Anzi, stava indagando sulla morte del padre, il commissario Beppe Amendola, avvenuta qualche anno prima e archiviata come infarto per i troppi dispiaceri. Pare che non fosse riuscito a risolvere un caso di omicidio avvenuto nel 1949 a teatro. Il famoso attore Tiberio Valentini, mentre interpretava l’Agamennone, era stato ucciso erroneamente davanti a tutta la platea dall’attrice Alida Sciarri con un coltello che avrebbe dovuto essere retrattile, ma che invece era un coltello vero.
Beppe Amendola, che indagava sul caso, non aveva mai individuato il colpevole, ma successivamente aveva sposato proprio Alida Sciarri, una dei principali indagati, sorella dell’onorevole Bruno Sciarri.
Il sospetto è che Beppe Amendola sul delitto Valentini sapesse più di quello che aveva detto, ma avesse insabbiato le indagini per non nuocere alla moglie e alla sua influente famiglia.
Il commissario capisce presto che tutte le morti sono collegate e che la lista dei sospettati è circoscritta. 
Inizia quindi un’indagine capillare, fatta di dialoghi in sequenza. Un passo alla volta, Sivori, raccogliendo tutte le testimonianze, dovrà mettere insieme i pezzi come un puzzle, confrontare le versioni, trovare le discrepanze, le contraddizioni, i possibili moventi, con un lavoro certosino.
Ho già avuto modo di apprezzare la scrittura di Anna Maria Sdraffa, molto precisa, molto accurata, che nel risalire al colpevole tra una rosa di papabili, in pieno stile Agata Christie, incastra le parti con meticolosità e rigore matematico.
L’ambientazione retrò, alla fine degli anni Cinquanta, è credibile e ci riporta con realismo agli usi e costumi dell’epoca.
Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, sembra di vederli muovere davanti a noi, ma ricordate: tra essi si nasconde, molto ben celata, una mente psicopatica disposta a tutto pur di non perdere i propri privilegi.

L'Agamennone - Copertina

L'Agamennone

Una nuova sfida per il commissario in pensione Corrado Sivori, questa volta duramente colpito dalla morte della giovane figlia di un caro amico e collega scomparso alcuni anni prima. 
La polizia classifica l'accaduto come suicidio, ma Sivori, non convinto, svolge alcune indagini personali che lo conducono a un vecchio delitto di cui si era occupato proprio il padre della ragazza, quando il famoso attore Tiberio Valentini, allora sulla cresta dell’onda, era stato ucciso in scena durante la rappresentazione teatrale dell’Agamennone.

di Anna Maria Sdraffa | Zerounoundici | Giallo
ISBN 978-8893700658 | ebook 6,99€ | cartaceo 13,35€


Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
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