Gli scrittori della porta accanto

L'uomo di neve, dal romanzo di Jo Nesbø

L'uomo di neve, dal romanzo di Jo Nesbø - Recensione, cinema, film, Gli scrittori della porta accanto

[Cinema] Recensione di Davide Dotto. L'uomo di neve, per la regia di Tomas Alfredson: una trasposizione lenta che non ha saputo riflettere la tensione del thriller di Jo Nesbø.

Ero indeciso se vedere il film tratto dal romanzo di Jo Nesbø. Un po’ perché è veramente un thriller terrificante. L’ho letto, mi ha avvinto, mi hanno irretito il commissario Harry Hole e Kathreen Brath, tanto da avvicinarmi ad altre indagini della serie: Polizia, Il leopardo, Lo spettro. Prossimamente mi avventurerò tra le vicende di Sete, pubblicato nei mesi scorsi. È chiaro che trasporre sullo schermo le scene più truculente significa decuplicarne gli effetti, assecondare un ritmo da cardiopalma che non sono ben sicuro di potermi permettere al cinematografo. La mia era una riserva non legata alla qualità della pellicola.
A sconsigliarmi la visione, però, valevano le prime recensioni, non proprio entusiastiche. Qualcuno si è espresso a proposito di un testo usato come canovaccio: se non è stato tradito, poco ci manca. Altri hanno sottolineato personaggi non all’altezza di quelli usciti dalla penna di Nesbø. Pur non avendo i recensori tutti i torti, è bene fare un paio di distinguo. È diverso da quanto ci si aspetta, ma non un brutto film. È più lento di quello che i diversi trailer lasciano presagire. Anche il romanzo, ora in una nuova edizione, con le oltre cinquecento pagine, tende a esserlo. Per non parlare di Il leopardo che, sfiorando le ottocento, è quasi barocco, eccessivo e labirintico nell’intreccio. La lentezza non è necessariamente un difetto, offre pause opportune alla successione degli eventi. È vero che una delle caratteristiche del thriller è la velocità, ma essa non deve confondersi con la fretta, né essere esacerbata fino a dare la sensazione di un che di sconclusionato. Il rischio in casi del genere è ruotare troppo sulla storia in sé, ponendo paradossalmente i protagonisti in secondo piano, i quali non hanno modo di assumere maggiore consistenza: credo sia il rimprovero saliente rivolto alla trasposizione di Tomas Alfredson.


L'uomo di neve - Recensione, cinema, film, Gli scrittori della porta accanto



L'uomo di neve

REGIA Tomas Alfredson
PRODUZIONE Tim Bevan, Eric Fellner, Peter Gustafsson, Robyn Slovo, Liza Chasin, Amelia Granger, Jo Nesbø, Niclas Salomonsson, Tomas Alfredson, Martin Scorsese
DISTRIBUZIONE Universal Picture
SCENEGGIATURA Hossein Amini, Peter Straughan
MUSICHE Marco Beltrami
ANNO 2017

CAST
Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Jonas Karlsson, Charlotte Gainsbourg, Val Kilmer, J.K. Simmons, David Dencik





Ricalcare il ritmo del racconto originario poteva essere un azzardo e incompatibile con le riprese. 

Ne L’uomo di neve d’altronde non vi è la trama lineare del giallo più classico, offre almeno tre storie parallele che, per attirare l’attenzione del lettore-spettatore e non annoiarlo, si devono ben amalgamare tra loro: rappresentano cerchi iscritti in uno più grande, un non facile gioco a incastro. Si pensi alla complicata vita sentimentale del protagonista-investigatore, la quale fa da sfondo a quasi la totalità dei gialli – mi si passi l’espressione – dell’ultima generazione.
Il regista e lo sceneggiatore hanno sorvolato su molti aspetti del romanzo, l’alternativa era raddoppiarne la durata e, forse, snaturarlo. Dovevano anche riuscire ad andare oltre la superficie, senza sacrificare la particolarità e lo stile di scrittura di Jo Nesbø. Sarebbe tuttavia ingiusto pretendere l’esatta riproduzione in immagini dell’opera letteraria.
Del resto i tratti essenziali del commissario Harry Hole e della problematica Kathreen Brath ci sono, pur non corrispondono al cento per cento a quanto immaginato dai lettori. È probabile che chi avrà l’avventura di prendere in mano questo o altri libri con protagonista il poliziotto norvegese, avrà comunque la tentazione di attribuirgli le fattezze di Michael Fassbender.




Davide Dotto - Gli scrittori della porta accanto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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