Recensione: Biglietto di terza classe, di Silvia Pattarini

Biglietto di terza classe, di Silvia Pattarini - Recensione, Libri, Scrittori

Libri | Recensione di Nicolò Maniscalco. Biglietto di terza classe di Silvia Pattarini, 0111Edizioni, 2013. Un romanzo per riflettere, una storia di immigrazione agli inizi del '900, quando erano gli europei a partire per la Merica.

Durante le chiacchierate sul piacere di leggere e scrivere romanzi, si disquisisce spesso sulla nascita delle trame e su quali siano gli agenti scatenanti la voglia di raccontare qualcosa. Nel romanzo di Silvia Pattarini l’occasione per riflettere fino a scrivere un racconto è fin troppo evidente ed è nel titolo: un biglietto di terza classe.
È un biglietto dei primi del ‘900 trovato nel cassetto del vecchio mobile della nonna, valido per un viaggio transoceanico da Genova a New York, in direzione della ’Merica, com’era pronunciata dai nostri migranti. Sul biglietto era riportato il monito di conservarlo e così la nonna dell’autrice ha fatto, sino a custodirlo per anni in quel cassetto.
Il romanzo è uno spaccato della vita dei migranti impersonati da Lina, giovane piacentina costretta dalla miseria a migrare come tanti connazionali (e non solo) negli anni di fine ‘800 e primo ‘900. La storia inizia con Lina bambina, adolescente e infine giovane ragazza di grande moralità e forza d’animo che scopre le meraviglie di un nuovo mondo, quale doveva essere l’America, e New York in particolare, per gli occhi di una giovane contadina. Lo stupore, però, dura giusto il tempo di far conoscenza con i soprusi dei nuovi datori di lavoro che sfruttano la mano d’opera immigrata costringendola a lavorare per pochi dollari e per molte ore, soprattutto nel caso dei bambini e delle donne.
Il viaggio di Lina in terza classe è sicuramente più sicuro di quello affrontato con i barconi che cavalcano il mar Mediterraneo, ma è ugualmente allucinante per condizioni igieniche e di sovraffollamento. Quello che ci racconta Silvia Pattarini è di un’attualità tanto evidente che lascia l’amaro in bocca, la solita storia degli ultimi con le loro paure ma anche con le loro certezze e la loro fierezza, la storia degli sfruttati che ieri erano annoverati tra gli europei e oggi tra gli africani.
Quindi si tratta di un romanzo che fa riflettere perché è una storia vera seppur romanzata, ma una storia nella quale si possono rispecchiare molti tra i nostri nonni e molti tra gli attuali immigrati in Europa. Un romanzo dalla scrittura piacevole com’è nello stile di Silvia Pattarini e consigliabile a chiunque voglia riflettere su una condizione secolare che è ancora lontana dalla sua conclusione.

Biglietto di terza classe

di Silvia Pattarini
0111Edizioni
Narrativa storica
ISBN 978-8863075373

Sinossi
Lina aveva vent'anni quando, agli albori del '900, emigrò in America in cerca di fortuna. Il lungo viaggio per mare sul bastimento, con destinazione New York. Le paure durante la traversata, in terza classe, giù nella stiva, con emigranti che fuggivano dalla disperazione alla ricerca di una vita migliore. Il Nuovo Mondo, gli umilianti controlli sull'isola di Ellis, chiamata dai migranti "l'Isola delle lacrime". La nuova vita da cittadina americana. Le difficoltà, le lotte per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento minorile. I pericoli e le avversità da affrontare. Infine l'amore, ma per questo ci sarà un alto prezzo da pagare.

Nicolò Maniscalco Gli scrittori della porta accanto

Nicolò Maniscalco
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