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Sono sempre io, di Jo Jo Moyes

Sono sempre io, di Jo Jo Moyes

Libri | Recensione di Elena Genero Santoro. Sono sempre io, di Jo Jo Moyes, Mondadori, 2018. Il terzo volume riguardante la vita di Louisa Clark, a New York come assistente di una famiglia della upper class.

Quanto può  cambiare una ragazza della provincia inglese che si ritrova improvvisamente nella Grande Mela?
Dopo i successi, da me già recensiti, di Io prima di te e Dopo di te, Jo Jo Moyes ci propone il terzo, corposo volume riguardante la vita di Louisa Clark.


Louisa, nel primo libro è una ragazza timida e imbranata che si trova a fare da badante al tetraplegico e ricco Will Traynor, di cui si innamora; nel secondo deve superarne la morte e chiedersi se ci poteva essere una strada diversa.
I primi due romanzi ruotano intorno alla figura di Will Traynor e alla sua scelta di una morte assistita. Si discute dell’eutanasia, della difficoltà di un disabile grave a fare qualunque cosa e si calca la mano sulla sofferenza di chi rimane, se pur nel rispetto delle scelte individuali.
Nel terzo libro il panorama cambia, anche se Will Traynor è sempre in qualche modo presente. Louisa nel frattempo ha trovato un nuovo amore, un paramedico di nome Sam, inglese come lei, ma nonostante ciò decide di accettare un lavoro a New York come assistente in una famiglia ricchissima.
Lo scenario quindi è diverso. Ci ritroviamo nella New York degli ultra ricchi, quelli che come “lavoro” devono presenziare agli eventi che contano e trascorrono la settimana tra fitness e parrucchieri in preparazione delle serate di gala. Louisa viene assunta come assistente, anzi, come “amica” di Agnes, la seconda, giovane moglie di Mr. Gopnik, che è polacca. Mr. Gopnik, per lei, ha lasciato la prima moglie, con la quale ora ha pessimi rapporti. Inoltre ha una figlia ventiquattrenne viziata e sgarbata, che talvolta compare e mette zizzania in casa. Louisa capisce presto di essere capitata in una normale famiglia newyorkese disfunzionale. Agnes e il marito si amano, ma Agnes è volubile, spesso nervosa, e nasconde anche alcuni segreti. L’edificio in cui i Gopnik vivono è uno dei più lussuosi. Il loro appartamento conta seicentocinquanta metri quadrati e in esso sono stati ricavati gli alloggi della servitù.


Per far funzionare casa Gopnik sono necessarie fior di imprese di pulizie, giardinieri, fattorini che portano la spesa e amministratori, tra cui la bisbetica Ilaria, che, con un calendario rigido e scadenze regolari tengono in ordine, lavano le tende, portano la spesa. Insomma, più che una famiglia, quella dei Gopnik sembra una vera e propria impresa che dà sostentamento a molti. Eppure, nonostante la ricchezza e la disponibilità di denaro, Agnes non è felice: nell’alta società newyorkese non viene considerata, anzi, le amiche della prima moglie, che sono tante, sparlano alle sue spalle. Compito di Louisa è far sì che Agnes si senta meno sola e che riesca ad affrontare le enormi pressioni psicologiche a cui è sottoposta durante gli eventi mondani. Louisa farà quello che potrà, sentendosi a metà tra l’essere una amica per Agnes e l’essere invece una dei tanti invisibili che custodiscono i segreti dei loro datori di lavoro. Agnes, in questo senso, è un personaggio ambiguo. Ha effettivamente un mare di problemi e reali motivi di tristezza, ma fa anche leva sul sentimento di amicizia di Louisa per poter ottenere quello che vuole. Nonostante la sua assoluta devozione, Louisa capirà che Agnes non esita a sacrificarla al bisogno.
Chi ha letto “Il diario di una tata” ha già familiarità con questi concetti. Anche quel libro è ambientato tra le mura domestiche di una famiglia newyorkese disfunzionale. La tata Nanny, inizialmente trattata in maniera amichevole dalla Signora X, mamma del piccolo Grayer che lei deve accudire, si trova a un certo punto a fare un sacco di lavoro extra per sopperire alle mancanze della sua datrice di lavoro e alla fine, nonostante la sua buona volontà, nonostante per lei non esista più una vita privata, verrà sacrificata e licenziata. Lo scenario di New York come paradiso artificiale per straricchi infelici e incapaci che non fanno nemmeno la spesa da soli è lo stesso.

Tornando a Sono sempre io, il libro di Jo Jo Moyes è corposo e scritto con quello stile senza fronzoli che i puristi della letteratura definirebbero “semplice” in modo dispregiativo, ma che per me non lo è affatto. 

Tuttavia i temi trattati sono tanti, gli spunti molteplici. 
Louisa, per la seconda volta, si trova a fare da collaboratrice con una famiglia della upper class (come avveniva nel primo libro, con i Traynor). Anche in questo caso viene sottolineata la distanza tra le diverse classi sociali. Louisa ha a che fare con gente che pensa che un assegno possa sistemare qualunque cosa.
Ma molto della narrazione ruota intorno alla vita privata di Louisa, la quale, con estrema difficoltà, riesce a portare avanti la sua storia con Sam a seimila chilometri di distanza. Infatti i due a un certo punto si lasciano. Lui non riconosce più la sua ragazza fragile e semplice. Lei ora è una ragazza sveglia e dinamica che se la cava nella più grande metropoli del mondo. Anche se lei continua ad affermare: sono sempre io.
In compenso lei è molto attratta da Josh, un giovane rampante e aziendalista che somiglia come una goccia d’acqua al suo amato Will. Josh, peraltro, le fa una corte galante e sognerebbe per lei una vita di successi pari ai suoi. Ma Josh non è Will.
Un altro personaggio cardine della vicenda è l’anziana Margot DeWitt, che abita al Lavery. È una vecchia bisbetica che vive per il suo cane Dean Martin e all’inizio non fa che lamentarsi di qualunque cosa. Ma Louisa avrà modo di conoscerla meglio e capirà di avere molte cose in comune con lei, a partire dalla passione per gli abiti vintage. Margot ha avuto un passato di glorie, ma anche di dolori. Ne porta il peso, consapevole che si devono compiere delle scelte, perché tutto non si può avere, e lei ha fatto le sue.

All’improvviso Louisa passerà dall’avere un alloggio (per quanto angusto e spoglio) nella casa dei Gopnik a non avere più un tetto sopra la testa. 

Si renderà conto, in modo brusco, di quanto, in una città come New York, sia difficile non avere una casa. Essere, in pratica, dei senza tetto. Il paradiso artificiale potrà diventare un vero e proprio inferno.
Eppure proprio questo sarà lo sprone per trovare finalmente se stessa e capire chi vuole essere nella vita.
Louisa capirà che perdere le proprie certezze può essere l’opportunità per crescere e dare una svolta. Certo, ci va anche un po’ di fortuna. In fondo New York è la città dei grandi contrasti: delle mille opportunità e delle cimici nel letto.
Ma soprattutto Louisa capirà che il fidanzato migliore è quello che la lascia libera di essere quello che è. Tutti gli altri, anche se non sono necessariamente cattivi, non valgono la pena.
Il finale è ricco di speranza per la protagonista, anche se non è ben delineato per i personaggi minori, sul cui possibile futuro ci sono solo degli accenni. Alcune delle storie minori non hanno una vera e propria conclusione. Forse ci sarà un seguito?


Sono sempre io

di Jo Jo Moyes
Mondadori
Romance
ISBN 978-8804686118
ebook 9,99€
cartaceo 16,15€

Sinossi
Lou Clark sa tante cose... Ora che si è trasferita a New York e lavora per una coppia ricchissima e molto esigente che vive in un palazzo da favola nell'Upper East Side, sa quanti chilometri di distanza la separano da Sam, il suo amore rimasto a Londra. Sa che Leonard Gopnik, il suo datore di lavoro, è una brava persona e che la sua giovane e bella moglie Agnes gli nasconde un segreto. Come assistente di Agnes, sa che deve assecondare i suoi capricci e i suoi umori alterni e trarre il massimo da ogni istante di questa esperienza che per lei è una vera e propria avventura. L'ambiente privilegiato che si ritrova a frequentare è infatti lontanissimo dal suo mondo e da ciò che ha conosciuto finora. Quello che però Lou non sa è che sta per incontrare un uomo che metterà a soqquadro le sue poche certezze. Perché Josh le ricorda in modo impressionante una persona per lei fondamentale, come un richiamo irresistibile dal passato... Non sa cosa fare, ma sa perfettamente che qualsiasi cosa decida cambierà per sempre la sua vita. E che per lei è arrivato il momento di scoprire chi è davvero Louisa Clark.
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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