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Virginia Less presenta: Declinazioni

Virginia Less presenta: Declinazioni

Presentazione libri | Intervista a cura di Silvia Pattarini. Declinazioni, Argento Vivo Edizioni, 2018, l'ultimo romanzo di Virginia Less, nonna, blogger e stimata autrice. 


DECLINAZIONI

di Virginia Less
Argento Vivo Edizioni
Narrativa
ISBN 8894249638
cartaceo 12,50€

Tre donne attempate si ritrovano nei luoghi in cui hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza. Berta ha lasciato temporaneamente Ferrara, dove vive insieme alla figlia e fa la nonna a tempo pieno; Gabriella, ancora affascinante, è la moglie di un esponente dell'alta finanza romana; Sandra, ex insegnante, invece da Fondi non si è mai mossa. Tutte hanno un segreto più o meno importante, con il quale faticano a confrontarsi. In forza dell'imprevista "sorellanza" riusciranno a superare gli ostacoli interiori e le loro esistenze ne usciranno cambiate, in diversa misura.


L'autore racconta



Ciao Virginia e benvenuta nella nostra rubrica letteraria. È abbastanza facile di questi tempi imbattersi in blog gestiti da mamme, noi de “Gli scrittori della porta accanto – non solo libri” ne siamo un esempio, mentre è decisamente più raro incontrare una nonna-blogger. Cosa ti ha spinta a buttarti nel web e diventare blogger?
La considerazione che tu stessa proponi: quando ho aperto il mio “Noi nonne”, blog dedicati in pratica non ce n'erano. Si trovava qualcosa in quelli per mamme e genitori, dove i problemi della “categoria” venivano trattati, com'è logico, da altri angoli di visuale. Ero già nonna di un maschietto alle elementari e rimuginavo da qualche anno sul nostro ruolo, spesso complicato e contraddittorio. Molto semplificando, cominciavo a rendermi conto che i nonni, specie al femminile, di rado avessero modo (o fossero in grado!) di prendersi cura dei nipoti in modo equilibrato. E, spinta da una sorta di impulso “didattico”, mi sono proposta in rete per chiarimenti e consigli. Presunzione da parte mia? Fino a un certo punto: tanti anni da prof mi hanno confermato la nota teoria per cui insegnando si impara. L'impegno di “ricercatrice” senza pregiudizi “qualitativi”, nel web e sulla carta stampata, ha prodotto molte conferme e altrettante sorprese.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato nella gestione del tuo blog “Noi nonne”?
Mettere in evidenza, nella speranza di modificarli, alcuni atteggiamenti errati molto diffusi.
Il più comune penso sia il vivere la vita dei figli invece della propria. Tra le nonne che si occupano quotidianamente dei nipoti ne ho trovate non poche per così dire incapaci di dedicarsi a se stesse e alla (rinnovata, sarebbe auspicabile) vita di coppia, rendendosi spesso vittime di figli già troppo a lungo accuditi. Surrogandoli nel ruolo genitoriale continuano a ostacolarne la maturazione e confondono le idee ai nipotini, che devono avere padre e madre quali punti di riferimento autorevoli.
Diffuse anche le nonne-mamme che ritengono un “diritto” occuparsi dei nipoti: non si rendono conto di essere invadenti e spesso compromettono anche la serenità familiare dei figli.
Nel blog naturalmente non consiglio di essere “nonni assenti” (esistono): al contrario occorre rendersi sempre disponibili sul piano affettivo e presenti di persona -anche a costo di modificare i nostri programmi- in caso di reale necessità.
Una difficoltà, per così dire pratica, rimane poi la corrispondenza. Il blog è fornito, come quasi tutti, di un indirizzo e non poche lettrici preferiscono chiedere consigli in privato. Molte storie in effetti lo richiedono e rispondo volentieri: a scapito tuttavia dei commenti pubblici.

Che generi hai scelto di approfondire e quali sono le tue rubriche più apprezzate dal tuo pubblico?
“Noi nonne” non è un blog letterario, l'ho aperto prima di occuparmi di scrittura. Avevo tuttavia dedicato una pagina alle letture (e svaghi: vela, in primis!); talvolta ho commentato dei gialli, il genere preferito e, in seguito, proposto qualche evento o testo. Dopo la prima pubblicazione ho aggiunto un'altra pagina in cui do brevemente conto dei miei libri.
Quanto alle rubriche, si può considerare tale una sorta di “tormentone”. Lo è diventato un tema che ritenevo marginale: suocere e nuore. Certo, le nonne di solito sono anche suocere e i problemi non mancano, ma c'è abbondanza di spazi specifici, così mi ero limitata a fuggevoli considerazioni sulla necessità di buoni rapporti nell'interesse dei nipoti.
Finchè ho ritrovato per caso la pagina di una vecchia rivista con un “decalogo”, opera della psicoterapeuta Annamaria Cassanese. L'avevo scherzosamente fotocopiato parecchi anni prima per la mia seconda figlia, allora fresca sposa . L'ho inserito nel blog e… zac! Mi sono ritrovata esperta in “suoceraggine”: commenti a iosa e persino tre inviti in TV per esprimere i miei illuminati (!) pareri.
Medito da tempo di ricavarne un manualetto.

So che sei una nonna multitasking e oltre a gestire il tuo sito letterario, e, magari a viziare i tuoi nipoti, sei anche una stimata autrice. Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?
Sì, i nipoti vanno (un po') viziati, anche per sottolineare che la responsabilità educativa compete ai loro genitori… Tra noi nonni e i piccoli – ho scritto nel blog- tende a stabilirsi un’affettuosa complicità che giova a entrambi, arricchisce e allarga l’orizzonte della crescita e anche quello della terza età.
Figurati, mi considero una “scribacchina” attempata. Trovo che narrare sia divertente e talvolta consenta di scaricare parte delle nostre frustrazioni di cittadini. L'ho fatto sopratutto in “Mal di mare” (Autodafé), una raccolta di sette racconti gialli accomunati dal protagonista, un capitano dei carabinieri. Il “giovanile” “Devi orzare, Baal!” (Lettere animate), sempre giallo, è meno politico e rappresenta il mio omaggio al mondo della vela, l'hobby prediletto.

Declinazioni, è la tua ultima fatica letteraria. Da cosa è stato ispirato questo romanzo? E come è nato il titolo?
Frequentavo a Roma un gruppo di lettura di Neri Pozza, il cui direttore editoriale era solito rimarcare la “nobiltà” letteraria del mainstream rispetto ai testi di genere. Non condivido, tuttavia fino ad allora non ne avevo scritti: mi sono sentita “sfidata”.
Nel gruppo prevalevano, al solito, le lettrici, alcune attempate. E mentre discutevamo il libro del mese mi è venuto in mente di non avere mai posto al centro delle mie storie personaggi femminili di un'età vicina alla mia, quando viene naturale ripercorrere il vissuto, riflettere sulle scelte, porsi domande sulle possibilità ormai limitate di cambiamento. Così ho preso a considerare con occhio da autore (sempre un po' vampiresco!) non tanto loro, quanto le donne che conosco più da vicino: alcune sposate come me da tempi remoti e molte rimaste sole per diverse ragioni. Il mio mainstream iniziava a prendere forma.
Il titolo ha, come i due precedenti, un senso metaforico, da cogliere durante la lettura, e uno esplicito. Sandra è prof di greco: i suoi allievi declinano sostantivi e aggettivi.

E.M. Cioran affermava: “I libri andrebbero scritti unicamente per dire cose che non si oserebbe confidare a nessuno”. Ci anticipi qualche indiscrezione sulla trama, quanto basta per incuriosire i nostri lettori?
Credo che la presentazione di copertina sia abbastanza rivelatrice. La riprendo con qualche integrazione.
Tre donne si ritrovano nel paese d'origine. Sandra non si è mai mossa; l'atletica Berta vive a Ferrara con figlia, genero e nipoti; l'ancora bellissima Gabriella a Roma, con il ricco marito. Si conoscevano da ragazzine, avendo frequentato in classi diverse lo stesso liceo, ma non erano amiche. Mentre il rapporto diventa via via più stretto, trasformandosi in un legame autentico, ognuna riflette sugli eventi chiave del proprio vissuto. Tutte hanno un segreto più o meno importante, con il quale faticano a confrontarsi. L'imprevista “sorellanza” le indurrà a confidarsi, superando gli ostacoli interiori, e le loro esistenze cambieranno, in diversa misura.

I luoghi del romanzo: dov’è ambientato?
Come scrivo nella nota finale, per una storia di ritorni non potevo che rivisitare il mio paese d'origine: Fondi nel Lazio meridionale. In sospetto di camorra e insieme orgoglioso della sua storia, coltiva con zelo la memoria antica e recente, organizzando numerosi eventi intorno ai suoi intellettuali più noti. Mi sono concessa un po' anacronismi e imprecisioni funzionali alla trama; per il resto l'ambientazione è minuziosa e fedele.

La stimata collega Sonia Carboncini, ha affermato che lo scrittore è un “ladro di vite”. Per creare i tuoi personaggi hai “rubato” la vita a persone di tua conoscenza? C'è qualcosa di autobiografico oppure è prevalentemente romanzato?
Concordo. E ho “assemblato” i pezzetti delle mie ruberie per costruire personaggi in grado (spero) di reggere le narrazioni che invento. Di autobiografico c'è la memoria dei luoghi e poco d'altro; tuttavia sono convinta che l'autore si racconti comunque: di quali esperienze e pensieri dispone se non dei propri?

Declinazioni si fa portavoce di qualche messaggio particolare, o si propone esclusivamente di intrattenere il lettore?
Faccio il possibile perché il lettore impieghi piacevolmente il suo tempo, si capisce. Tuttavia, anche per età e formazione, mi è quasi impossibile non far passare in ciò che scrivo istanze sociali, culturali e magari politiche. In “Declinazioni” ho assunto una posizione defilata e un tono leggero su temi delicati e talvolta urticanti: l'amicizia tra donne, il ruolo materno, l'etica matrimoniale, la vecchiaia. Il messaggio è di essere razionali, oneste con se stesse e di compiere scelte dignitose.

Virginia Less preferisce leggere alla vecchia maniera, sfogliando le pagine e annusando il profumo dei libri, oppure si è lasciata affascinare dalle innovative tecnologie e legge gli ebook?
Ho accostato l'informatica fin quasi dall'origine - quando i primi pc funzionavano con i dischetti d'avviamento e le stringhe di comando - sia per lavoro che per diletto. La trovo utile e anche interessante, ma non ne sono affascinata. Leggo senza problemi in digitale e preferisco l'ebook quando risulta più comodo ; sul comodino ho però sempre e solo libri di carta!

Vuoi lasciare qualche saggio consiglio agli aspiranti autori e/o blogger?
Ai blogger direi di aprire uno spazio se amano parlare di qualcosa che conoscono, possibilmente un po' inusuale, non di se stessi. Preferisco leggere, che so, della cura degli acquari, mentre trovo noiose le sequenze di fattarelli personali e stati d'animo collegati. Certo, ogni persona è un unicum irripetibile, ma nell'insieme ci somigliamo un po' tutti.
Vale anche per i blog letterari. Quelli in cui lo scrittore parla solo dei suoi lavori in genere annoiano; più stimolante che dia conto dei testi altrui e tratti di letteratura in senso più ampio.
Agli aspiranti autori raccomando, non è certo una novità, di leggere molto, esercitarsi e non avere fretta. Il “se l'hai scritto va pubblicato” è una sciocchezza. Un testo deve essere “licenziato” quando si è convinti di non poter fare di meglio.

Ci sveli qualche progetto per il futuro: nuovi lavori in corso, ambizioni o novità ?
Dovrei mettere in ordine molti racconti sparsi e decidere la sorte di un romanzo nel cassetto. Ma nell'immediato tornerò alle origini partecipando a una ricerca storica a più mani.
Quanto alle ambizioni, ne avrei una che richiederebbe davvero un colpo di fortuna. Mi sono resa conto già da un po' che gli impegni collaterali della scrittura (ricerca dell’editore, contatti e contratti, bozze ecc.) sono faticosi e rischiano di ridurne il “diletto”. Me ne libererei volentieri se trovassi un bravo agente!

Grazie Virginia Less per essere stata con noi e in bocca al lupo per il tuo lavoro di nonna blogger, per il tuo ultimo libro e per le nuove creazioni che vorrai lasciare al tuo affezionato pubblico.
Grazie a voi per avermi dedicato spazio e attenzione.
Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.

About Silvia Pattarini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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