Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan: pagina 69

Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan: pagina 69

Pagina 69 #133 Cenerentola a Kabul, di Rukhsana Khan, traduzione di C. Manzolelli, BUR Rizzoli, 2017. Per giovani lettori, la storia di Jameela, una bambina di undici anni, orfana di madre, abbandonata dal padre a Kabul, determinata ad avere un futuro di indipendenza e stima di sé.

Sento i muscoli pulsare e tendersi sotto il peso dei mattoni. Non potrò reggerli ancora per molto.
«Dove devo metterli?»
«Aspetta un minuto finché tuo padre fa spazio» dice la mia matrigna.
Non ci riesco, i mattoni cadono e io faccio un balzo indietro perché non mi finiscano sui piedi.Sollevano la polvere del cortile. Otto delle centinaia o migliaia di mattoni che sono ancora impilati uno sull'altro. La mia matrigna ha deciso che dobbiamo salvare quelli che riusciamo. Baba preparerà del cemento e ricostruiremo i muri crollati.
Beato Mashood. Lui deve portarne solo due alla volta.
Vorrei avere le scarpe. Sono terrorizzata al pensiero di perdere le dita dei piedi.
La mia matrigna ha le mani sui fianchi.
«Raccoglili subito. E stai più attenta! Non voglio che si rompano!»
«Sì, madre»
Alla fine della giornata ho le mani piene di graffi che sanguinano, e mi fa male dappertutto.
Preparare la cena non sembra nemmeno un lavoro al confronto. Lei ha mandato Baba al mercato stamattina e lui ha comprato qualche melanzana, patate e yogurt. Sto preparando il banjaan, lo mangeremo col naan.





Quarta di copertina
"Cenerentola a Kabul" di Rukhsana Khan, traduzione di C. Manzolelli

Afghanistan, dopo la caduta del regime talebano. Jameela ha undici anni, vive in un villaggio poverissimo, non è mai andata a scuola ma ha sempre desiderato farlo. Quando la mamma muore, suo padre decide di trasferirsi a Kabul in cerca di fortuna. Incapace di guadagnarsi da vivere, si risposa con una vedova benestante e senza cuore. Jameela è costretta a lavorare duramente in casa, senza mai essere accettata, fino al giorno in cui per volere della matrigna viene abbandonata al mercato. Da lì Jameela finisce in orfanotrofio, ma è una ragazzina forte e non si lascia abbattere; sua madre le ha donato principi saldi grazie ai quali riesce ad affrontare le difficoltà. Come desiderava, impara a leggere e a scrivere, e studia con impegno perché sa ciò che vuole: un futuro di indipendenza, la stima di sé, il rispetto degli altri.
Età di lettura: da 10 anni.


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