Lo spazio nel mezzo, di Maria Rosaria Ferrara: pagina 69

Lo spazio nel mezzo, di Maria Rosaria Ferrara: pagina 69

Pagina 69 #143 Lo spazio nel mezzo, di Maria Rosaria Ferrara, Le Mezzelane, 2018. Nove racconti di genere fantastico, atmosfere metafisiche che esplorano in modo introspettivo l’animo umano.

Nell’attesa, ascolta e scopre di poter raggirare la paura con un gioco: afferra con gli occhi le note sospese, le incolla una in fila all’altra, traccia linee sottili a cui appenderle e negli spazi infila pensieri, ricordi e immagini di viaggi. La notte è profonda, ha spazio sufficiente per contenere l’intero racconto di una vita come quella della folle Tessitrice.
All’arrivo di Primavera, la donna sboccia e la sua pelle profuma di luce. I suoi occhi hanno ormai ammirato tanti luoghi, visto persone da vivere. Altrettanto spesso hanno lasciato in dono sogni, poi, sciupati. Lei non sa ribellarsi alla natura a cui la vita l’ha destinata… Dannata lei, illusa di poter intrecciare il drappo sul quale costruire la propria casa. Gioca con le note nel cuore della notte e dai suoi occhi scendono lacrime silenziose come baci pizzicati dalla Luna con i suoi raggi. Dietro le sue palpebre si sono susseguite immagini confuse e inquietanti.
Ora alza lo sguardo al cielo, oltre la melodia che il vento scuote. Questa notte la Tessitrice sente Inquietudine posarsi sul petto, il respiro tremulo. Non è ancora pronta a partire. No, non vuole chiudere gli occhi questa notte. Distesa e avvolta nel mantello, cerca con lo sguardo l’origine di ogni rumore che sboccia tra le sfumature dei colori grigio, blu e nero. Vorrebbe sapere in quale parte del mondo si trova, alle porte di quale universo attendere l’invito a entrare.
Ancora un’attesa.
Ancora una ricerca.
Ancora un fluire.



Quarta di copertina
"Lo spazio nel mezzo" di Vanessa Sacco

Lo spazio nel mezzo è una raccolta di nove racconti di genere fantastico scritti tra il 2012 e il 2016 che rievocano atmosfere metafisiche ed esplorano in modo introspettivo l’animo umano. Ambientazioni astratte ed epoche indefinite caratterizzano il viaggio di ricerca interiore intrapreso dai personaggi, viaggio nel quale la condivisione diventa il comune denominatore di ognuno dei racconti: essa è intesa come fattore che favorisce la nascita delle emozioni e soprattutto come mezzo che ne definisce la forza e l’essenza. Sono infatti le emozioni le vere protagoniste, causa ed effetto di quanto accade. Esse assumono le sembianze di personaggi insoliti e queste loro fattezze (sirene, lanterne folli, pietre parlanti e coriandoli) sono funzionali per esplorare la sensibilità umana, le relazioni tra le persone e le conseguenze che queste comportano. Vi sono poi degli elementi che ricorrono nel corso della narrazione, come il mare, la musica, l’arte e la ricerca di un altrove indefinito. “Lo spazio nel mezzo” è un luogo sospeso tra la magia di alcune esperienze personali e i tormenti della realtà del quotidiano. Un luogo immaginario che si fa metafora delle esperienze che si affrontano ogni giorno.


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