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Intervista ad Antonella Pampolini dell'Albero delle Idee

Intervista ad Antonella Pampolini dell'Albero delle Idee

People A cura di Loriana Lucciarini. Intervista ad Antonella Pampolini, operatrice dell'Albero delle Idee: coltivare il territorio per far fiorire cultura e solidarietà. 

Il nostro Albero delle Idee io ve lo racconto a immagini: nella mia mente appaiono come delle fotografie di piccoli gruppi intenti in varie occupazioni, ma sempre in relazione tra loro.
C’è l’angolino delle donne, che sorseggiano tisane e insieme cuciono, ricamano, parlano spaziando tra chiacchiere e problemi. Ci sono i due anziani che con tre bambini si avvicinano alle cucitrici. Un bimbo si ferma e chiede di provare, un altro si limita ad osservare e i due anziani ricordano al gruppetto i tempi passati in cui le mogli si riunivano con ago e filo per raccontare e raccontarsi. C’è il gruppetto che gioca a briscola, due giovani appena usciti dall’università e due padri che han portato i figli a ripetizione dagli operatori volontari, si sono fermati per un caffè e, tra una notizia di giornale e un commento sull’ultima partita dell’Inter, sono rimasti ad aspettare. C'è Gianluca, il barista-educatore, che racconta a un piccolo gruppo come nasce il saltarello e spazia tra le varie tradizioni locali, invitando i curiosi al Sabato del Villaggio (serate dedicate al folclore e ai cibi locali) o all’ultima rassegna di film italiani in programmazione dal prossimo giovedì.Tra gli ascoltatori si fa avanti un ragazzino di terza elementare che, con entusiasmo, racconta il lavoro nell’orto didattico o aneddoti delle lezioni di ballo e, con una buona dose di competenza, descrive alcune piante spontanee trovate nel parco vicino, durante i laboratori di Gianluca. Si aggiunge un pensionato che ricorda la possibilità di tutti di andare a raccogliere, ma soprattutto curare, le piante coltivate nell’orto del parco vicino. Arriva Manuela, operatrice con la testa tra le nuvole e i piedi che sfiorano il suolo più per necessità che per volontà, si ferma vicino a un gran mandala ricamato appeso alla parete; ne spiega i colori, le geometrie a una ragazzina bionda che le fa mille domande, curiosa. La consapevolezza di come la parte spirituale di ognuno possa convivere e alimentarsi dalla parte più pratica, oggettuale e ludica delle persone, senza entrarne in conflitto ma, anzi, traendo forza da una continua sinergia, permette a Manuela di aprire gli spazi del Centro a professionisti del settore olistico, in un ottica di benessere a tutto tondo, rispondendo ai bisogni e aspettative di un gruppo numeroso pronto a mettersi in gioco attraverso la biodanza, il teatro olistico, seminari di reiki e filosofia esperenziale huna. Duilio gioca con le note del piano, trascinando bambini e genitori nel vorticoso mondo della musica assieme a Narguisse che, a piedi scalzi, con corpo e voce, riporta le movenze e i ritmi del suo Mozambico. Poi ci sono io, che animo un racconto scelto tra i tanti libri della biblioteca; accanto a me due madri che, nascoste dietro un teatrino di cartone colorato e splendente, catturano la fantasia di dei bimbi dando movimento voce e vita a due burattini, che gli stessi spettatori hanno costruito.
Questo fotogramma risponde perfettamente al sogno di un luogo non luogo in cui si ricerca e sperimenta un nuovo modo di interagire con gli altri all’insegna della curiosità, del fare, progettare, pensare e dialogare e insieme, dando risposte dinamiche e soluzioni collettive, in continua evoluzione, per avvicinarci ai bisogni, interessi e valori di una comunità che è sempre più disgregata e frammentata.»
Antonella Pampolini
Dunque, oggi parlo di un luogo dove gli stessi operatori portano interessi, competenze, conoscenze ma anche bisogni e valori, interagendo tra loro per creare piccole maglie di una rete volta a espandersi nel territorio per intrecciarsi con altre reti.
In questa bella descrizione c'è tutto: passione, impegno, forza, tenacia, professionalità... Chi ce ne parla è Antonella Pampolini, una delle protagoniste di questa realtà culturale e sociale che si trova ad Ancona: l'Albero delle idee.

Ciao Antonella, grazie per essere qui oggi. Presentati ai lettori...

Salve, mi chiamo Antonella Pampolini e sono un'educatrice e da anni lavoro sul disagio, soprattutto giovanile, facendo esperienza in comunità per minori e per tossicodipendenti, per la quale un’opera di prevenzione è ben più efficace e semplice (se non piacevole) rispetto al ricorso alla riduzione del danno. Per anni ho sviluppato competenze, autostima, fiducia reciproca tra le persone, collaborazione, consapevole che, nei casi di disagio, tutto ciò è efficace rispetto a qualsiasi intervento postumo. Tempo fa mi sono imbattuta per caso in questa realtà mentre era in una prima fase di attivazione e mi è piaciuta l'idea di partenza: la co-partecipazione del Comune di Ancona per creare un luogo aperto e fruibile a tutti, senza limiti di età, di cultura e di provenienza sociale, in un’ottica di uguaglianza e pari opportunità. Si andava realizzando un luogo intermedio tra il pubblico e il privato, frutto della partecipazione comune e sinergica tra amministrazione pubblica e operatori attivi. Così mi sono resa disponibile per il progetto e... eccomi qui a parlarne con voi.

[L'Albero delle Idee è] un luogo aperto e fruibile a tutti, senza limiti di età, di cultura e di provenienza sociale, in un’ottica di uguaglianza e pari opportunità.
Antonella Pampolini

Come nasce e che attività svolge il centro socioricreativo l'Albero delle Idee? Tu che ruolo hai al suo interno?

L'Albero delle Idee è una piccola realtà dei quartieri periferici di Ancona. Nasce dall’incontro di due Associazioni: Pianeta Alberta e MusicaMente, con un progetto in comune: creare un luogo di incontro e socializzazione tra persone attraverso attività interculturali, promuovendo la partecipazione alla vita sociale e culturale del quartiere e di seguito della città. Io sono una delle operatrici.

Puoi entrare più nel dettaglio circa le attività che svolge L'albero delle Idee?

Il Centro socio-RiCreativo l'Albero delle Idee nasce con l’intento di costruire un luogo fisico, sociale e culturale, in cui possano trovare spazio la creatività e le competenze di molteplici e differenti realtà territoriali, unite alla partecipazione attiva, al coinvolgimento dei cittadini: un laboratorio generatore di processi collaborativi e promotore di espressione culturale e artistica. Il tutto ruota attorno al concetto di “facilitazione”, più che “fare”: il Centro monitorizza, ricerca, accoglie e valorizza ciò che, nel perimetro del quartiere come nei confini cittadini, provinciali, regionali, e a volte anche oltre, si riveli significativo ed abbia un valore intrinseco e interconnesso alla progettualità del Centro stesso. Il centro si configura come spazio recettivo per offrire molteplici espressioni culturali che contraddistinguono il contesto locale l’opportunità di esprimere le proprie potenzialità; un sistema aperto fatto di storie e stimoli per chi cerca di innovare la propria comunità. Arte, cultura, divertimento divengono strumenti fondanti di aggregazione e integrazione, così corsi, laboratori teatrali e artistici, ricerca delle radici e del folklore... tutto trova spazio in questa Casa di Quartiere!
Coscienti che un benessere psicofisico non può slegarsi al valore della sicurezza economica, sono in progetto corsi professionalizzanti; uno in particolare rivolto all’imprenditoria femminile per donne in difficoltà, attraverso una start-up di cucito creativo interculturale.
L'Albero delle Idee è aperto dalle 09:00 alle 19:00 e, oltre ai momenti di socializzazione e condivisione, ha in corso di svolgimento laboratori, seminari, corsi, conferenze, apericena a tema, cineforum e altre attività artistico-culturali.

Il Centro socio-RiCreativo l'Albero delle Idee nasce con l’intento di costruire un luogo fisico, sociale e culturale, in cui possano trovare spazio la creatività e le competenze di molteplici e differenti realtà territoriali, unite alla partecipazione attiva, al coinvolgimento dei cittadini.
Antonella Pampolini

I vostri punti di forza?

Ricerca, ascolto, coinvolgimento, risposte: queste sono le parole-chiave che non rimangono astratte ma prendono vita nella continua interazione tra operatori e utenti o tra gli operatori stessi tramite due figure importanti che vado subito a indicarvi: il barista educatore, come facilitatore della socializzazione e in quanto tale attento alle dinamiche e ai contenuti che emergono dalle discussioni e il Custode del Quartiere, figura che collabora direttamente con i servizi sociali e si interfaccia con le varie realtà del quartiere nella rilevazione dei bisogni, delle aspettative, delle difficoltà degli abitanti, affacciandosi anche alle porte delle parrocchie, dei condomini, delle associazioni di categoria presenti in loco.

Come reagisce il tessuto sociale? Che rimandi vi ha offerto finora?

Si è appena partiti con una collaborazione con due scuole primarie per orti didattici e salvaguardia del parco di Quartiere, dove sono in programma orti sociali aperti agli abitanti dello stesso. In contemporanea, si porta avanti un progetto di ricerca, implementazione, diffusione delle tradizioni storico ed enogastronomiche locali, anche attraverso antichi aneddoti, libri, incontri con saggisti e ricercatori, con articolare attenzione al tessuto artistico culturale folcloristico. Si sono approcciati a noi anche professionisti di vari settori per proporre laboratori (alcuni gratuiti per renderli fruibili a tutti, altri a prezzi popolari perché consapevoli che un laboratorio, se legato a un compenso economico, acquisisce maggior valore per i partecipanti, sviluppando un senso di responsabilità e di coinvolgimento più forte rispetto alla gratuità).
Ancona, però – come dicono gli stessi anconetani – è uno zoccolo duro, è restia alle novità e ai cambiamenti. Molte associazioni, pur lodando l’iniziativa, non comprendono l’ottica di collaborazione e co-partecipazione, tanto meno di co-progettazione. Per questo ci muoviamo cautamente nel territorio, promuovendo le varie iniziative a settori differenziati, sia attraverso volantinaggio che attraverso il web. Comunque, anche se poco a poco, le persone iniziano a conoscerci e apprezzare il nostro lavoro. È ovvio che si tratta sempre e comunque di un progetto sperimentale e le difficoltà non ci colgono impreparati, ma siamo pronti a modificare modus operandi e progetti in corso d'opera per ottenere i risultati migliori.

Prossime attività? Novità? Appuntamenti?

Ho già accennato al progetto per donne in difficoltà, progetto che mi sta a cuore in maniera particolare perché legato all’utilizzo di materiali di recupero e di tessuti naturali da utilizzare per capi dedicati al reparto di oncologia. Non a caso a questo si innesca una ricerca sulla antica coltivazione dei bachi da seta e sulle filande nel territorio delle Marche, compresi i canti, la vita e la quotidianità delle lavoratrici del settore.
A fine anno scolastico partirà anche uno spazio per bambini, inserendo persone affette da disabilità psico-cognitive medio-lieve. Questo spazio resterà aperto nel periodo estivo, offrendo attività varie, dalla musica, ai laboratori di lettura e d’arte oltre a spazi ludici, comprese gite in territori agromontani da esplorare. Una volta ogni quindici giorni sarà in programma un’attività da fare con genitori o nonni, possibilmente finalizzata ad un unico evento-spettacolo di fine campo-scuola da svolgersi bambini e adulti insieme.
Per fine ottobre si terrà una sperimentazione teatrale, portando in scena un’opera all’interno del centro, tra il pubblico. La partecipazione sarà di attori alle prime armi affiancati da attori amatoriali e l’incasso sarà interamente devoluto a un centro antiviolenza.
Tante attività in cantiere, dunque, sempre con l'obiettivo di riuscire a coinvolgere il maggior numero di persone, enti e associazioni del territorio, per divenire una casa per tutti, appoggiando, supportando, stimolando e valorizzando progetti eventi idee che altre realtà intendono portare all'interno della nostra Casa del Quartiere.
Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.

About Davide Dotto

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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