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Recensione: Calypso, di David Sedaris

Recensione: Calypso, di David Sedaris

Libri Recensione di Davide Dotto. Calypso di David Sedaris (Mondadori). Un romanzo autobiografico, momenti di cruda meraviglia e devastante consapevolezza tra i meandri di un acuto, ironico ed eccentrico osservatore: «Una lettura da spiaggia per chi detesta la spiaggia.»

Mi sono sentito tradito, come quando scopri che il tuo gatto ha una seconda vita e si fa nutrire dai vicini che lo chiamano con un nome stupido tipo Calypso. E il peggio è che a loro lui vuol bene quanto a te, ovvero poco o nulla. Il vostro rapporto è una tua invenzione.
David Sedaris, Calypso
Dopo dieci minuti dell’Esorcista potevi pensare: Che noia, e un’ora dopo magari era il film più bello che avessi mai visto; con le persone non era diverso. Quello che alle tre di pomeriggio era il cattivo poteva diventare l’eroe prima di sera. Erano solo storie da raccontare.
David Sedaris, Calypso
È una figura eccentrica, divertente, e ama parlare di sé. Questo il ritratto dell’autore in un romanzo autobiografico sui generis.
La realtà descritta emerge grazie allo sguardo perspicace e compiaciuto del narratore. Con chirurgica precisione non risparmia se stesso, né i famigliari. Esprime la dote ereditata dalla madre, le cui specialità erano «gli episodi di vita reale, migliorati e condensati».

A cinquant'anni è il momento di bilanci e di sobrie ambizioni: si fanno i conti con la salute.

Se essa regge, si sente comunque il bisogno di allontanare il pensiero del tempo che scorre, mutando priorità e preoccupazioni: «Prima di diventare anziano, c'è la mezza età da superare».
Matura il distacco, si attenuano i contatti, l’empatia, il dialogo tra David e il padre («due trapezisti incapaci che cercano le mani dell'altro mancandole ogni volta.»), suo fratello e le sorelle. A ciascuno il proprio destino.
Tutti quanti, a un certo punto della vita, ci eravamo allontanati dalla famiglia. Per crearci un’identità, eravamo dovuti passare dall'essere un Sedaris all'essere il nostro specifico Sedaris.
David Sedaris, Calypso
Discorso a parte Hugh, il compagno, «una presenza consistente che non rientra nelle dinamiche famigliari», matrimonio compreso.
La battaglia per il matrimonio gay era, in buona sostanza, una lotta per diventare conformisti come gli etero, pronunciare frasi come “Mio marito dice che il nuovo hamburger alla messicana di Bennigan è pazzesco”. Ciò detto, era una lotta che sostenevo appieno, soprattutto perché infastidiva così tanto gli integralisti. Io volevo che i gay avessero il diritto di sposarsi, ma che poi nessuno lo facesse. Che ce lo dessero per poi sputarci sopra. E invece, con mia grande delusione, sembra che tutti abbiamo cambiato idea.
David Sedaris, Calypso

Scherza sui sentimenti, il tono scanzonato li dissacra e li cela nel loro manifestarsi.

David non si arrabbia, né si offende. Rimane spiazzato, incuriosito davanti a un oltraggio. Ci ragiona su, lo metabolizza prima di trasferirlo sulla carta. Origlia con la mente rivolta a se stesso, annota impressioni, aneddoti o frammenti di conversazione. Non lo riguardano ma lo interessano, oppure lo riguardano ma non lo coinvolgono. Si moltiplicano da parte sua minuziose domande, intrigato da aspetti in apparenza irrilevanti, a cogliere dettagli insulsi, aizzando l’ironia di fondo che colora la pagina. Assiste, presta ascolto e si distrae di nuovo, quasi a contemplare una distanza di cui si compiace e della quale ride.
Di lì a qualche settimana mi sono comprato un Fitbit e ho capito cosa intendeva. Diecimila passi, ho scoperto, per uno della mia statura corrispondono a sei, sette chilometri. Sembrano tanti, ma è una distanza che a volte copri in una giornata normale senza rendertene conto, specie se in casa hai delle scale e un flusso costante di gente che viene a bussare, per consegnarti un pacco o chiedere indicazioni o semplicemente parlarti di uccelli mentre tu ascolti paziente, come succede a volte quando sono nel West Sussex.
David Sedaris, Calypso

Cala un velo sulle emozioni, sigillate nella dimensione privata, tra le pieghe del detto e del non detto, obbedendo a un pudore e a una riservatezza paradossali.

Se si sbottona oltre il necessario muta argomento: allora disserta sul turpiloquio olandese, austriaco o rumeno; spiega, da consumata guida turistica, come fare shopping in Giappone; o abbozza un corso di lingue.
Il mio inglese americano per viaggi di lavoro insegnerà a riconoscere le parole e le espressioni più frequenti, ma lasciando, io spero, un certo margine per lo stupore.
David Sedaris, Calypso


Momenti di cruda meraviglia e devastante consapevolezza scivolano tra i meandri di un acuto ed eccentrico osservatore.

A che punto mi ero reso conto che l’appartenenza sociale non poteva salvarti, che alla tossicodipendenza o alla malattia mentale non importava che tu avessi studiato pianoforte o trascorso un’estate in Europa? Quale alcolizzato, tossico o schizofrenico non curato volevo evitare, attraversando la strada, quando misi insieme tutti i pezzi?
David Sedaris, Calypso
Da ultimo vale ciò che ne dice l'edizione americana, «una lettura da spiaggia per chi detesta la spiaggia».
This is beach reading for people who detest beaches, required reading for those who loathe small talk and love a good tumour joke. Calypso is simultaneously Sedaris's darkest and warmest book yet - and it just might be his very best.



Calypso

di David Sedaris
Mondadori
ISBN 978-8804711605
Cartaceo 18,00€
Ebook 9,99€

Sinossi

Per anni David Sedaris è stato considerato il più importante scrittore di humour del panorama letterario internazionale, una sorta di Alan Bennett statunitense. Ma questa raccolta di storie segna una svolta importante nella sua produzione. Al centro di Calypso troviamo un sacco di roba: una tartaruga mostruosa, una casa di vacanza al mare, fratelli sorelle & genitori, il rapporto di totale sottomissione di David nei confronti di fitbit, la sua divorante passione per attività di netturbino volontario, i diritti dei gay negli USA di ieri e di oggi, selezione di Trump, ecc. Ecc. Siamo alle prese con narrazioni esilaranti, spietate e tenere raccontate con una inconfondibile vena ironica e al contempo partecipe; ma in queste pagine l'impasto si arricchisce di tonalità e temi più dark e dolorosi. La storia del suicidio della sorella Tiffany e quella dell'alcolismo della madre portano i lettori alla scoperta di un continente malinconico e ancora inesplorato. La magistrale verve narrativa di sedare, la sua capacità di cogliere e immortalare quei momenti di totale assurdità che costituiscono la tessitura più vera delle nostre vite, la sua passione per le dinamiche familiari (e non) più crude e spassose: tutto contribuisce a portarci ancora più vicino a quel cuore di tenebra che si nasconde dentro (e intorno) a ciascuno di noi. Uno dei giganti della narrativa americana contemporanea, George Saunders, ha scritto: "la letteratura è una forma di amore per la vita. È amore per la vita che prende forma verbale". Le pagine di Calypso sono esattamente questo: pagine di grande letteratura che celebrano la vita in tutta la sua delirante, dolorosa, assurda bellezza.
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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