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Recensione: L'ultima strega, di Mariachiara Moscoloni

Recensione: L'ultima strega, di Mariachiara Moscoloni

Libri Recensione di Davide Dotto. L'ultima strega di Mariachiara Moscoloni (Libromania). Storia di Teresa, della sua indole ribelle, un'esistenza al di fuori di qualsiasi tentativo di classificazione.

«È molto semplice: le fate realizzano i sogni della mente, le streghe realizzano quelli del cuore. Succede spesso che la testa ancora non sappia ciò che è meglio fare e il cuore, invece, già lo sa prima ancora che desideri, prima ancora di chiedere».
Mariachiara Moscoloni, L'ultima strega
Ispirato a una vicenda vera, racconta la storia di Teresa. Trent’anni dopo il suo funerale, il figlio Davide prova una forte emozione nel corso dell’estumulazione delle care spoglie. Pochi e significativi gli oggetti dissotterrati: un paio d’occhiali, un libro (Le nom de la rose), la bottiglia di un celebre liquore, un irriconoscibile pupazzetto di Zorro.
Segue un lungo flash back. Il punto di vista si sposta da Davide a Teresa, «la figlia più grande di una famiglia oriunda siciliana, trasferitasi a Tunisi». Eccola, bambina, «a mescolare francese, arabo e italiano in uno strano miscuglio di suoni armoniosi». La vediamo vivere e crescere, affrontare i dolori inferti dalla sorte e metabolizzarne le lezioni. Grazie alla lettura e ai personaggi incrociati tra le pagine, scopre la chiave per capire il mondo e in quale maniera «salvarsi la vita».
Non sei tu a scegliere la strada. È la strada a scegliere te.
Mariachiara Moscoloni, L'ultima strega
Quale essa sia, il difficile è gestirla o, quanto meno, saperla leggere.
Per esempio, il bisogno di stabilità la spinge a legarsi ad Adriano, un uomo sbagliato, «in apparenza innocuo, in realtà, il peggiore dei mostri, un vampiro avido di sofferenza che si ciba di dispiaceri e di rimpianti».

Per aggirare le incognite dell’avvenire occorrono talenti speciali: la saggezza e la prontezza di afferrare opportuni segni e suggerimenti. 

Si rivelano utili i tarocchi, probabilmente «qualcosa di scritto c'è, nel cielo, ancora carico di bombe inesplose.»
Essere strega è una via di fuga, come un'altra.
Certo, la parola strega è alquanto impegnativa, ma può essere declinata in forme differenti e il romanzo ne coglie l’essenza vera e profonda. In fondo, le parole hanno qualcosa di magico, «ma anche di sinistro», sono «armi a doppio taglio che possono difenderti o annientarti in un solo istante.»
Teresa ha l’indole ribelle, percepisce i presentimenti più foschi e, per questo, non ha necessità di una scopa, di un bastone o di un cappello a punta come insegna.
È sufficiente la malia di un famoso liquore, espressa nello stemma in rilievo sulla bottiglia, o l’arrivo di un figlio – Davide –  che rende Teresa vulnerabile ma non meno risoluta. Neppure la malattia la piega, nonostante trapeli la fragilità di un’esistenza – comunque - destinata a sfuggire a qualsiasi tentativo di classificazione.


L'ultima strega

di Mariachiara Moscoloni
Libromania
Narrativa
ASIN B07VM7WK9M
Ebook 3,99€

Sinossi 

Un paio di occhiali, un’agenda, un modellino di plastica e una bottiglia di liquore Strega. A partire da questi oggetti, Davide inizia a ricostruire la storia di sua madre Teresa. Una storia piena di incontri, colpi di scena, ma anche dolore e forza, troppe volte lontananza dal figlio. Davide ha bisogno di questi indizi per ricostruire anche la propria vita, per fare ordine tra i ricordi confusi e le emozioni contrastanti che si porta dentro da sempre. La ricomposizione di questo mosaico frammentato di ricordi sembra l'ultima occasione di riconoscersi come figlio e riconciliare quel passato con il suo presente di marito e padre.
Davide-Dotto

Davide Dotto
Sono nato a Terralba (OR) vivo nella provincia di Treviso e lavoro come impiegato presso un ente locale. Ho collaborato con Scrittevolmente, sono tra i redattori di Art-Litteram.com e curo il blog Ilnodoallapenna.com. Ho pubblicato una decina di racconti usciti in diverse antologie.
Il ponte delle Vivene, Ciesse Edizioni.
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