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Emily in Paris: la nuova serie glamour di Netflix

Emily in Paris: la nuova serie glamour di Netflix

Serie Tv | Netflix Recensione di Elena Genero Santoro. Emily in Paris, la nuova serie glamour di Netflix: una vita al top, tra marchi di lusso, moda, eleganza ed eterna giovinezza.

Emily in Paris è una nuova e godibilissima serie la cui prima stagione è stata resa disponibile su Netflix il 2 ottobre 2020.
Emily – età apparente tra i venticinque e i trent'anni – è una ragazza di Chicago che lavora nel marketing e ama il suo lavoro di promotrice di marchi di lusso. La sua responsabile, che la apprezza, è in procinto di partire per una trasferta di un anno nella succursale di Parigi, ma si scopre incinta e rinuncia. Così tocca a lei lasciare la sua vita routinaria e trasferirsi nella capitale del glamour pur non conoscendo una sola parola di francese.
Inizia così l'avventura, nonché lo scontro culturale, tra Emily, i nuovi colleghi e gli amici che man mano si farà.

Se Parigi è rappresentata come una meravigliosa cartolina – la serie vale un'occhiata anche solo per il giro turistico virtuale che permette di compiere – dei francesi viene fatto un ritratto abbastanza impietoso.

Fumano sempre, si mostrano chiusi verso gli stranieri, non amano parlare inglese, persino la panettiera corregge la pronuncia di Emily quando questa cerca di ordinare la prima brioche della sua vita parigina. Inoltre, al contrario degli americani, "lavorano per vivere, non vivono per lavorare", aprono gli uffici tardi al mattino e, soprattutto, sono promiscui, vivono per il sesso di cui conoscono pratiche che Emily ignora e accettano moralmente le relazioni extraconiugali. Quando Emily finisce a letto con un diciassettenne, credendo che fosse più grande, e la madre di lui la convoca per parlarle, Emily teme una ovvia lavata di capo. Invece la madre del ragazzo si sta solo preoccupando che il figlio sia un buon amante.

La serie è ovviamente una produzione americana, mi domando come avrebbero rappresentato gli italiani (pizza, mandolino e mafia, probabilmente). 

Ma se in tutti questi cliché attribuiti ai francesi qualcosa di vero c'è (sì, non sono espansivi, ti correggono la pronuncia e se non hai prenotato al ristorante scordati di mangiare, non ti vengono incontro), la serie poteva essere un'occasione anche per gli americani per fare autocritica e riflettere su quelli che sono i loro peccatucci. Perché gli americani sono dediti alla causa del lavoro, anzi, lavorano un numero di ore esagerato, sono propositivi e molto puntuali, ma, cliché per cliché, hanno l'intima convinzione di avere sempre ragione e di essere al centro del mondo.
Invece Emily – che è un personaggio delizioso, simpatica, allegra, che ama divertirsi, ma è leale verso le amiche – è più una cittadina del mondo che un'americana tipica.
Arriva nella sede francese con spirito collaborativo (ah, i francesi della serie in ufficio si fanno continuamente le scarpe uno con l'altro). È piena di idee e buone intenzioni e non si può non amarla dalle prime battute.

L'atmosfera è glamour, un po' alla Il diavolo veste Prada, e Sylvie, la capa francese di Emily, con la sua scortesia ricorda un po' Miranda ma, benché sia ancora più burbera, forse ha il cuore più tenero.

Un'altra ragione per guardare la serie sono gli outfit che Emily sfoggia: estrosi, sopra le righe, ma carinissimi. Nella città della moda gli abiti più interessanti li indossa solo lei.
E Parigi, nonostante il provincialismo dei suoi abitanti, diventa la City (come New York in Sex and the City) piena di eventi fighissimi, mostre d'arte, serate all'Opera, in cui ci si incontra, ci si piace, si flirta, si finisce allegramente a letto, sempre in attesa dell'Amore con la A maiuscola.
Il sesso è raccontato e praticato, ma senza volgarità.
E poi ci sono i social: social alla Instagram, presentati senza spirito critico, ma solo in forma positiva, perché consentono di promuovere i clienti di Emily e condividere una vita di successo.
Insomma tra disavventure in ufficio, equivoci amorosi, la cotta per il vicino di casa – il fascinoso chef Gabriel che flirta con Emily pur essendo fidanzato con la sua amica Camille – le mezze ore di ciascun episodio trascorrono liete nel mito di una vita al top, tra marchi di lusso, moda, eleganza ed eterna giovinezza.

Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto (seconda edizione).
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (terza edizione).
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe.
Claire nella tempesta, Leucotea.
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