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Recensione: Il colibrì, di Sandro Veronesi, Premio Strega 2020

Recensione: Il colibrì, di Sandro Veronesi, Premio Strega 2020

Libri Recensione di Davide Dotto. Il colibrì di Sandro Veronesi (La nave di Teseo). Vincitore del Premio Strega 2020, è il racconto estenuante di un'umanità fragile e disorientata che si inventa stratagemmi e riti per non soccombere.

Qualcuno lamenta che sia “un romanzo a tesi” e, come tale, “troppo costruito”. Può essere. 
Sostenere però che sia “banale” o “noioso” non gli rende giustizia.
È un romanzo da centellinare, esige lentezza per essere metabolizzato; non va letto tutto d'un fiato.  Oppure sì, a condizione si parta sin da subito col piede giusto.
Colibrì di Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020, è un testo narrativo e letterario. Per struttura, sviluppi e considerazioni è un “romanzo mondo”. Entra in gioco non solo l’universo “borghese”, ma la ricerca ossessiva di un senso, se non di un ordine, proprio dove non è dato trovarne. A meno di individuarne uno nel mondo delle illusioni certificato da una etichetta, da un’idea, una forma mentis, una cultura e milioni di altre simili denominazioni.

Marco Carrera è il colibrì del titolo per più di una ragione. 

Sembra non accorgersi di nulla, vive un’infanzia serena solo perché non vede quello che avviene in casa, né le avvisaglie che porteranno allo sfaldamento del proprio matrimonio e, a cascata, di tutto il resto.
Se chi gli sta intorno si agita, stila minuziosi inventari (il fratello Giacomo), scrive la storia dei propri genitori attraverso i numeri mancanti della collezione Urania (sempre il fratello Giacomo), fa il conto di responsabilità e colpe per l’addebitamento della separazione (la moglie Marina), lui no.
Non coglie l’insieme, forse perché non lo insegue, o pretende di afferrarlo “al volo”, tutto in una volta, quando e se gli si presenterà come una rivelazione. Di sicuro non si aspetta quella dello psicanalista di sua moglie, che lo mette sull'avviso di molte cose, scoperchiando l’inferno che da sempre ha abitato, lui e tutti gli altri, nessuno escluso.

Se tutto crolla intorno, il movimento vorticoso del colibrì gli permette di restare ancorato nel medesimo punto dello spazio e del tempo.

Non immobile, ma inamovibile. È una forma di “resistenza” che si tramuterà in una fede tutta particolare, balsamo contro i dolori devastanti che la vita offre un po’ a tutti. Poco importa si tratti di una qualche “utopia”.
E questo chiaramente porta a cambiare, nel corso del romanzo, ogni giudizio o pregiudizio nei suoi confronti.
Marco entra in conflitto con le proprie colpe innumerevoli, talvolta fasulle. Intuisce forse che quanto vissuto e avvenuto, sarebbe avvenuto ugualmente se si fossero mossi altri ingranaggi.

Cosa interessante è che Marco, il colibrì, nel suo infaticabile e inavvertito moto dell’anima, è ingranaggio egli stesso.

Lo comprenderà a tempo debito, quando emozioni e reazioni cesseranno di essere (o sembrare) riflessi incondizionati, simili al movimento vorticoso delle ali del colibrì che rappresenta.
Allora smetterà di porsi tante e inutili domande che paiono decisive, ma non contemplano alcuna risposta, e presuppongono, invece, il vagare qua e là come un’anima in pena. Ciò che ottiene o otterrebbe sono solo giustificazioni postume che nulla possono.
Irene, la sua sfortunata sorella, di domande ne pone molte meno e però vede le cose come sono. Che si è come foglie trasportate dal vento quando ragionano sulla direzione del vento stesso.

Colibrì è il racconto estenuante di un’umanità fragile e disorientata che si inventa teorie e stratagemmi, riti per non soccombere.

È, questa, una regola ferrea, confermata dall’eccezione di un colibrì che, comunque vada, rimane imperterrito nella propria posizione aggrappandosi a qualsiasi cosa: ad altre illusioni, a una utopia qualsiasi, alla teoria dell’occhio del ciclone, a quello della pietra sull’acqua, in una parola: alla inesauribile, determinata e disperata propria ragion sufficiente.

Il colibrì

di Sandro Veronesi
La nave di Teseo
Narrativa
ISBN 978-8834600474
Cartaceo 19,00 €
Ebook 9,99€

Sinossi 

Marco Carrera è il colibrì. La sua è una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. Non precipita mai fino in fondo: il suo è un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non è possibile, per trovare il punto d'arresto della caduta - perché sopravvivere non significhi vivere di meno. Intorno a lui, Veronesi costruisce un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all'improvviso splenderà il frutto della resilienza di Marco Carrera: è una bambina, si chiama Miraijin, e sarà l'uomo nuovo.
Davide-Dotto

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