Recensione: Mara. Una donna del Novecento, di Ritanna Armeni

Recensione: Mara. Una donna del Novecento, di Ritanna Armeni

Libri Recensione di Maria Civita D'Auria. Mara. Una donna del Novecento di Ritanna Armeni (Ponte alle Grazie). Fascismo e condizione femminile: l'illusione di una evoluzione.

Mara. Una donna del Novecento di Ritanna Armeni è ambientato a Roma durante l'epoca fascista.
Il testo è diviso in tre parti: inizia nel 1933 e finisce nel 1946 a ridosso delle prime elezioni, che permettono anche alle donne di votare al referendum istituzionale, tra monarchia e repubblica.
Ritanna Armeni alterna i capitoli in corsivo, raccontando la condizione della donna in epoca fascista. Le donne, sotto la dittatura Mussoliniana, sembrano acquisire un ruolo sociale e politico.
Le giovani donne, prima viste solo come future mogli e madri, tanto da essere spronate dal Duce a fare figli per il bene della patria, frequentano i raduni vestite con le divise per fare ginnastica, calzoncini corti e camicette aderenti; primeggiano nei campionati sportivi e lavorano, ricoprendo anche incarichi maschili. Tuttavia l’evoluzione della condizione femminile è solo sulla carta, venendo pagate meno dei colleghi uomini.
Mara, la protagonista di questo romanzo, non si vede mai riconoscere la propria cultura e la sua intelligenza.

Mi è piaciuto molto leggere la storia appassionante di Mara, che inizia nel 1933. All'epoca ha solo 13 anni, vive con i genitori, la sorella Anna e il piccolo Antonio nei pressi di largo di Torre Argentina a Roma.

Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. È una famiglia modesta, che guadagna lo stretto necessario per vivere e crede fermamente nel Duce, tanto che nel salone della loro casa, tra due poltrone, campeggia il ritratto di Mussolini.
Mara è amica di Nadia, una sua vicina di casa, fascista convinta. Ogni sabato la prende a braccetto per accompagnarla ad ascoltare i discorsi del Duce a piazza Venezia. Per loro, inizialmente, il dittatore è come un "buon padre". Sia Mara che Nadia sono ragazze piene di vita e vedono il futuro a portata di mano. Al contrario di Giulio, fratello di Nadia, un giovane schivo e spesso silenzioso. Dedito prevalentemente agli studi, la domenica va al cinematografo.
Giulio ha simpatia per Mara ed è ricambiato. La ragazza, che si lega piano piano a lui, non smette di sognare e di sperare per la propria vita futura.

Nadia vuole fare l'insegnante di Educazione fisica perché adora la ginnastica, Mara invece ha progetti più ambiziosi.

Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la giornalista o la scrittrice. Queste sue aspirazioni vengono approvate dalla zia Luisa, la sorella della mamma. Fiduciosa delle capacità della nipote, le promette di pagarle l'Università di Lettere.
Per Mara la zia è un modello da imitare. Veste bene, è sempre elegante e ben truccata. Calza scarpe con il tacco e poi ha sempre un cappellino nuovo, spesso di un colore vivace. È bella, indipendente e fa parte dei Fasci femminili. Precisamente lavora all'Omni, che si occupa degli orfani e di tutti i bambini.
È l'opposto della sorella, la madre di Mara, che si confeziona da sola i vestiti, con gli scampoli del negozio del marito. Ha le mani rovinate dai lavori domestici, solo nelle occasioni speciali passa un po' di cipria sul viso.

In un sabato come tanti, il padre di Mara, viene a mancare a causa di un infarto.

Mara, da quel momento, si rende conto di non essere più la stessa. È lei ora il sostegno della famiglia. Dopo poco, difatti, si impiega come dattilografa al Ministero dell'Educazione Nazionale.
Ben presto Mara è delusa e amareggiata dal regime fascista: deve affrontare la guerra, le bombe, la fame, le leggi razziali. È sola perché Giulio è lontano a combattere.
Nadia, invece – e questo non mi è piaciuto – nonostante le scelleratezze del Duce continua a difendere il pensiero fascista, tanto che entra a far parte delle ausiliare andando incontro a un tragico destino.

Mara. Una donna del Novecento di Ritanna Armeni mi ha colpito molto. Scritto da una giornalista del Manifesto, offre al lettore un'analisi obiettiva del periodo storico in questione, senza esprimere alcun giudizio di merito.

Il punto di forza di questo romanzo è proprio la fedele ricostruzione storica del periodo fascista, fin nei minimi dettagli. Questo anche grazie ad un uso attento delle fonti, che però non appesantiscono l'argomento. Lo stile, difatti, è chiaro e semplice, tanto che anche se si impiega molto tempo a leggere il romanzo, non si perde mai il filo del discorso e ci si emoziona a ogni sua pagina.


Mara. Una donna del Novecento

di Ritanna Armeni
Ponte alle Grazie
Narrativa | Romanzo storico
ISBN 978-8833313146
Cartaceo 15,96€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Mara è nata nel 1920 e ha 13 anni quando comincia questa storia. Vive vicino a largo di Torre Argentina. Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. Ha un'amica del cuore, Nadia, fascista convinta, che la porta a sentire il Duce a piazza Venezia. Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la scrittrice o la giornalista. Tanti sogni e tante speranze la attraversano: studiare letteratura latina, diventare bella e indipendente come l'elegante zia Luisa, coi suoi cappellini e il passo deciso e veloce. Il futuro le sembra a portata di mano, sicuro sotto il ritratto del Duce che campeggia nel suo salotto tra le due poltrone. Questo è quello che pensa Mara, e come lei molti altri italiani che accorrono sotto il Suo balcone in piazza Venezia. Fino a che il dubbio comincia a lavorare, a disegnare piccole crepe, ad aprire ferite. Tra il pubblico e il privato la Storia compone tragedie che riscrivono i destini individuali e collettivi, senza eccezioni. Quello che resta è obbedire ai propri desideri: nelle tempeste tengono a galla, e nei cieli azzurri sanno disegnare le strade del domani.
Maria Civita D'Auria

Maria Civita D'Auria
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