Recensione: Fantasmi del passato, di Marco Vichi

Recensione: Fantasmi del passato, di Marco Vichi

Libri Recensione di Davide Dotto. Fantasmi del passato: un'indagine del commissario Bordelli di Marco Vichi (Guanda). Un affresco di Firenze, un anno dopo l'alluvione.

Fantasmi del passato, di Marco Vichi non è un giallo puro. Le prime 25, 30 pagine fanno da anticamera, un po’ sbilanciano anche il lettore meno sprovveduto. Assomiglia molto ai roman roman di Simenon. Per essere precisi il racconto poliziesco sta nel mezzo, non avvolge l’intera trama, a volte ce ne dimentichiamo persino. Il poliziesco arretra di fronte ad altro: intorno vortica un intreccio di storie parallele e di ricordi che si alternano tra loro senza creare disarmonie di sorta. Questa sensazione è tanto vera che una volta risolto il delitto, il romanzo non è ancora concluso, all’autore servono ancora una trentina di pagine per sciogliere nodi (gli ultimi) di diverso genere, di quelli che non si possono ignorare.


Fantasmi del passato è soprattutto un affresco di Firenze, un anno dopo l’alluvione (siamo nel 1967).

Le sue strade si fanno scenario imprescindibile di incontri inaspettati, punto nevralgico e snodo di vicende che si intersecano. È così che ogni personaggio assume una identità e una geografia definite, divenendo correlativo oggettivo dei luoghi che frequenta e nei quali vive.
Il Commissario Bordelli entra con tutto se stesso nel giallo, certo, ma si muove soprattutto fuori: nel ricordo di Eleonora (il suo antico amore), di sua madre, dei trascorsi bellici, della liberazione, delle lotte partigiane. Non è il classico poliziotto distaccato dagli eventi. Freme, sospira, sonda, ingenuo e a tratti bambinesco, protagonista di un denso capitolo incentrato sulla sua esistenza, le cui fila si susseguono tra un racconto e l’altro.
Insomma, scopo del romanzo non è solo risolvere il giallo, scoprire l’identità di colui che ha assassinato con un colpo di fioretto tale Antonio Migliorini, ma anche chiudere un capitolo dell’esistenza del commissario e far primeggiare quel volto, quella inflessione leggermente infantile che ce lo rendono simpatico, ingenuo quanto basta per non pregiudicare la perizia e l’intuito richiesti dal suo mestiere.  

Leggi anche Gianna Gambini | Recensione: Morte a Firenze, di Marco Vichi


Fantasmi del passato
Un'indagine del commissario Bordelli

di Marco Vichi
Guanda
Giallo
ISBN 978-8850240159
Cartace 9,50€
Ebook 2,99€

Sinossi 

Firenze, dicembre 1967. L’Alluvione è passata da poco più di un anno, lasciando a sua memoria una spessa riga nera sui muri dei palazzi, ma la vita in città ha ripreso a scorrere con i ritmi di sempre. Il commissario Bordelli è appesantito dai rimorsi di una faccenda non lontana nel tempo e dal desiderio struggente di una donna che ha perduto. Il ricordo di sua madre, scomparsa ormai da diversi anni, lo avvolge di dolce malinconia. Nel freddo di dicembre, in una villa sulle colline, un uomo molto ricco e benvoluto da tutti viene ucciso con un fioretto, e l’assassino non lascia nessuna traccia. Alle prese con questo difficile caso, Bordelli cercherà di scovare un minimo indizio che possa metterlo sulla buona strada per inchiodare il colpevole, ma nel frattempo si troverà a vivere situazioni del tutto inaspettate... e a dominare ogni cosa saranno i fantasmi del passato. Con questo romanzo Marco Vichi, con la partecipazione di Leonardo Gori, ci consegna un’altra sorprendente storia ricca di personaggi memorabili.
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