Paola Poli presenta: Le ventuno lune di Guna

Paola Poli presenta: Le ventuno lune di Guna

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Paola Poli presenta Le ventuno lune di Guna (Noi Edizioni): «La via è diventare se stessi, accorgersi di esserlo da sempre e viverlo, viversi, viversi davvero».

Paola Poli è medico chirurgo, agopuntrice, Presidente di AGOM - Agopuntura nel Mondo, associazione di volontariato che la porta da oltre vent’anni a curare con gli aghi nelle aree più disagiate del mondo quanto a povertà e sequele di catastrofi naturali.
Per NOI Edizioni con Carlo Moiraghi ha pubblicato due libri nella collana scientifica, Agopuntura in Emergenza (2016) e Agopuntura in Oncologia (edizione italiana 2018, prima edizione inglese 2019, seconda edizione inglese 2020).


Le ventuno lune di Guna

Le ventuno lune di Guna

di Paola Poli
NOI Edizioni
Narrativa
ISBN 9788832128901
Cartaceo 25,00€

Sinossi

Con parole che suonano chiare, scolpite nella pietra, questo libro parla dell’evoluzione e della crescita di Guna, di Samira, di ognuno di noi. Avviene durante un cammino che giunge sulla vetta del monte al limitare del cielo e prosegue attraverso varchi e porte sin giù nel profondo della terra.
Nel percorso i nove misteri, svelati uno a uno, conducono Samira al centro esatto di sé. Due donne e un cammino attraverso il creato, sotto i loro piedi mondi interi si aprono. Il primo passo è decidere di attuare il proprio destino e poi sceglierlo ancora. I custodi, angeliche presenze sapienti sono sempre vicini, anche laggiù nell’oscuro centro terrestre, patria dei grevi rettiliani, i dragoni, affidabili arcaiche figure fuggite nel profondo ma parimenti splendenti nel cielo nell’omonima costellazione. Un amore antico e presente, Samira e Zeleo, ora ed allora e ancora scegliersi, oggi. Il cammino si muove da te e attraverso te e a te stessa perviene, Samira lo scopre. La via è diventare se stessi, accorgersi di esserlo da sempre e viverlo, viversi, viversi davvero.


L'autrice racconta



Diamo il benvenuto a Paola Poli sul blog Gli scrittori della porta accanto. Buongiorno Paola, com’è nato il progetto di questo libro, Le ventuno lune di Guna? È nata prima la trama o prima il titolo?

Buongiorno, Le ventuno lune di Guna parla di una storia che da sempre avevo in me, da tempo mi chiedeva di emergere, di essere scritta. Un giorno ho iniziato e pian piano il libro si è formato, quasi da solo.
Il titolo è venuto in un secondo momento, a racconto quasi terminato. Non porta il nome della protagonista, proprio ad indicare che ogni lettrice, ogni lettore ne è il protagonista. Il viaggio è di ciascuno di noi, tale e quale la crescita personale.

Che tematiche affronti con Le ventuno lune di Guna?

La tematica principale è il vivere secondo il proprio equilibrio ed il proprio essere, saper guardare in sé, volersi bene, scegliersi e dunque percorrere il proprio cammino. Ognuno di noi è unico e peculiare, dobbiamo sempre tenerne conto.

Hai svolto ricerche per scrivere il libro, oppure è opera della tua fantasia, ce ne vuoi parlare?

Il racconto è assolutamente di fantasia, certamente vi rientrano i miei interessi e le mie ricerche di una vita, sulle culture antiche, sulla medicina cinese e sulla medicina in generale, sulle differenti tradizioni e religioni.

Come hai creato i tuoi protagonisti, c’è qualche riferimento autobiografico?

Non ci sono riferimenti autobiografici nei personaggi del libro, la parte autobiografica direi che è il tema del viaggio. Per lavoro e per passione, che fortunatamente coincidono, ho viaggiato molto, in posti anche decisamente rurali e poveri, sono stata in stretto contatto con molte culture assolutamente diverse, dialetti, lingue. Ogni viaggio mi ha donato molto più del poco che io andavo a praticare in quei luoghi, mi mettevo a disposizione come medico, con medicina occidentale ma prevalentemente con medicina cinese, agopuntura. Ogni viaggio mi ha riportato sempre di più a conoscermi, a perdermi e a ritrovarmi. In ogni viaggio buona parte della valigia era composta di libri che gioivano allegri e certamente pesanti sulle mie spalle, io sorridevo insieme a loro.

I luoghi del libro sono reali o fittizi?

I luoghi sono tutti inventati, sono nati da spunti di zone rurali, paesini nelle foreste tanto sperduti quanto colmi di vita.

Secondo te la storia fa il personaggio, o il personaggio fa la storia?

La storia, il vivere, forma pian piano il personaggio che la percorre. Il personaggio coincide esattamente con ognuno di noi, col suo peculiare percorso e bagaglio e crescita.

Quanto ti ha coinvolto emotivamente la stesura di Le ventuno lune di Guna?

Sono stata rapita dalla scrittura di questo libro. In taluni momenti scrivevo ovunque, su qualsiasi pezzettino di carta, avevo un contatto diretto con la storia che pretendeva di emergere anche nei momenti più impensati. Questi momenti per me erano assolutamente colmi di fascino, mi ci abbandonavo con libertà.

Italo Calvino citava così: «Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto». Tra le righe si cela qualche messaggio particolare che il lettore dovrà scoprire?

Certamente, ma questo lo lascio al lettore, svelarlo sarebbe tradirlo. Ogni lettore potrà inoltre cogliere il suo messaggio preciso, scritto esattamente per lui.

Paola Poli, c’è una domanda che avresti voluto ti facessi?

Sì in effetti c’è una domanda: come si sente Samira, la protagnista, alla fine del suo viaggio?
Samira scopre di aver effettuato con onestà e consapevolezza il passaggio che l’ha condotta a divenire una donna. Comprende che spetta unicamente a lei scegliere che tipo di donna essere, come calcare il proprio cammino, che impronte lasciare, quale bivio intraprendere, come volersi bene e come percepire la certezza che mai, proprio mai, è sola. Nessuno di noi è mai solo.

Ringrazio Paola Poli per essere stata con noi. In bocca al lupo con Le ventuno lune di Guna e per i progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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