Gli scrittori della porta accanto

Scrittori: intervista a Gabriele Levantini

Scrittori: intervista a Gabriele Levantini

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Gabriele Levantini, in tutti gli store online con la raccolta di racconti Il Giardino sulla Spiaggia. Racconti da un lontano viaggio interiore (Independently Published): «Quando scrivo mi sento in equilibrio». 

Gabriele Levantini, benvenuto sul nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Per scrivere un libro è necessario avere una storia da raccontare: raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Il Giardino sulla Spiaggia.

Era il 2017 e stavo attraversando un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita. In quel frangente, la passione per la scrittura, che avevo messo da parte da un po’, è tornata a farsi viva ed è diventata una preziosa valvola di sfogo. Così ho iniziato a scrivere brevi racconti incentrati sugli stati d’animo e le emozioni che provavo. Ne misi qualcuno sui social e ottenni un buon riscontro da parte degli amici, i quali mi suggerirono di aprire un blog. Seguii il loro suggerimento e fu un’esperienza molto bella. Il mio percorso di crescita personale si rifletteva sulle cose che scrivevo e, dopo circa due anni, decisi di fare il punto. Raccolsi una serie di questi racconti in un libro, che rappresentasse il cammino interiore fatto.

Il Giardino sulla spiaggia: perché hai scelto proprio questo titolo?

Il Giardino sulla Spiaggia è un’immagine evocativa e simbolica. Come dicevo, questi tasti rappresentano il mio mondo interiore, il mio “giardino”. Ma a questo termine, che richiama un luogo riparato e intimo, ne ho abbinato un altro, che suona un po’ insolito: “sulla spiaggia”. Immagina un giardino sulla spiaggia: aperto, senza barriere che lo separino dall’orizzonte né che lo proteggano dal vento e dal sale. È un po’ quello che ho costruito io scegliendo di riversare le mie emozioni in racconti che le esprimessero tramite iperboli narrative, e pubblicandoli nel grande mare del web prima, e in un libro successivamente.

Gabriele Levantini, ci riveli qualche indiscrezione sulla trama, così da farci addentrare meglio nel tuo contesto?

Si tratta di una raccolta di racconti autoconclusivi. Il filo conduttore che li unisce è un percorso interiore che parte da un momento di crisi, contraddistinto da sentimenti cupi e da incertezza, e che giunge alla nuova luce della conoscenza di sé. Arrivati a questo punto c’è un momento di riflessione e poi il libro si chiude con alcuni brevi racconti autobiografici. Il significato di questa scelta è che ci si conosce, e quindi si è pronti a parlare di sé stessi, solo al termine di un percorso di crescita e consapevolezza. I singoli racconti non ve li anticipo però!

Perché consiglieresti Il Giardino sulla Spiaggia?

Perché è un libro che parla di ognuno di noi. Infatti le emozioni, i sentimenti, i dubbi che ogni persona prova sono solo apparentemente diversi. In realtà costituiscono un qualcosa di universale, che chiamiamo comunemente “umanità”. Il Giardino sulla Spiaggia parla di questo, ecco perché dovresti leggerlo. Ti ho convinto?
Il giardino sulla Spiaggia

Il giardino sulla Spiaggia
Racconti da un lontano viaggio interiore

di Gabriele Levantini
Independently Published
Racconti
ISBN 978-1730930669
Cartaceo 7,99€

Quanto ti ha coinvolto emotivamente la stesura di questo libro?

Moltissimo. Anche se i fatti narrati sono tutti di fantasia, salvo l’ultima parte autobiografica, le emozioni che stanno alla loro base sono qualcosa di reale. Qualcosa che ho vissuto interiormente.

Se potessi esprimere con un'immagine ciò che rappresenta veramente per te la scrittura, quale sarebbe?

Stare in equilibrio, come un funambolo. Una parte di me, quella che ha studiato chimica e che lavora in una grande azienda, è estremamente razionale, ma si trova a convivere con un’altra parte, totalmente diversa: quella che si perde a guardare le nuvole e i fiori e a sognare mondi impossibili. Quando scrivo, questi due mondi si incontrano e si compensano a vicenda. E io mi sento in equilibrio.

Scrivere, a volte, diventa terapeutico. Ma non credo sia solo questo lo scopo del tuo libro. C'è qualche altra motivazione?

Domanda molto interessante. È vero: scrivere diventa spesso terapeutico perché consente di “portare fuori” le emozioni che abbiamo dentro, di sfogarsi, in un certo senso. Ma sicuramente c’è anche altro. Ad esempio, soprattutto quando si sceglie di pubblicare, la scrittura risponde anche a un certo bisogno di essere ascoltati, di nutrire il proprio ego. Inoltre per me la scrittura ha anche un altro aspetto fondamentale, che è quello di soddisfare la mia creatività, di aiutarmi a ritagliare un piccolo angolo di fantasia, lontano dalla materialità della routine.

Come darti torto! Ringraziamo tantissimo Gabriele Levantini per essere stato ospite di questo Caffè Letterario, lo spazio degli Scrittori della porta accanto dedicato agli autori, e, anche a nome dei nostri lettori, gli auguriamo in bocca al lupo per suoi progetti futuri.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini


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