Gli scrittori della porta accanto

Elena Genero Santoro presenta: Confessioni di una #badmum

Elena Genero Santoro presenta: Confessioni di una #badmum

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Elena Genero Santoro presenta Confessioni di una #badmum (Pubme - Collana Gli Scrittori della porta accanto): «Un libro dissacrante, irriverente e auto-ironico, l'anti-bibbia della madre perfetta».


I suoi libri:

Confessioni di una #badmum

Confessioni di una #badmum

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa umoristica | Humour
ISBN 978-8833668123
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€
Tazza letteraria 8,00€

Sinossi

Cosa deve fare una madre per essere considerata una #goodmum con tutti i sacri crismi? Allattare fino allo svenimento e fino a perdere i capelli. Abituare il proprio Neonato all'indipendenza facendolo dormire sempre nella sua culla. Usare con i Signori Figli un tono fermo ma gentile e non alzare mai la voce. Al mattino svegliarli con estrema dolcezza per accompagnarli puntuali a scuola. Scegliere gli istituti scolastici con i programmi formativi migliori. E tante altre cose che i manuali di pedagogia elencano e che io mi guardo bene dal mettere in pratica. Perché io sono una #badmum e queste sono le mie #confessioni.
Che restino tra noi e tra quelli che seguono la mia rubrica su Facebook.


L'autrice racconta



Elena Genero Santoro, bentornata sul blog Gli scrittori della porta accanto. Ti va di raccontarci  quando e come hai maturato l’idea di Confessioni di una #badmum?

Ciao Silvia, felice di essere qui con te e con i tuoi lettori. L’idea di Confessioni di una #badmum è maturata pian piano. All’inizio non era affatto in programma. Ogni tanto scrivevo un post su Facebook in cui narravo le mie surreali gesta di cattiva madre, che agiva in modo contrario ai dogmi del manuale della madre perfetta e qualcuno ha iniziato a dirmi: perché non ne fai un libro? E io a rispondere: ma noooo, che libro vuoi fare con quattro post?
Poi è arrivato il Covid, con il lockdown, la DAD, lo smartworking, il materiale dei miei post si è moltiplicato.
La pandemia (da marzo a ottobre 2020) è stata una enorme fonte di ispirazione per la mia scrittura. Ci siamo trovati a vivere una situazione insolita, con cui dovevamo trovare un modo per rapportarci. Anche la #badmum ha dovuto reinventarsi il suo mondo.
La depressione gravava come il piombo e io per prima cercavo disperatamente un modo per restare a galla. L’unico espediente che ho trovato è stato quello di indossare le lenti dell’ironia laddove possibile. Alla fine mi sono detta: perché no? Facciamo una raccolta che possa tirare su il morale anche alle altre persone.

Una mamma è sempre un po’ cattivella, un po’ bad, ma con moderazione. Ti va di raccontarci qualcosa di più, questo libro è forse un manuale per mamme disperate?

Mentre scrivevo i miei post, fonte primaria del libro, non ho mai avuto nessun intento didattico, ma solo quello di fare ridere. Ma ora che l’opera è pubblicata mi rendo conto che emerge anche il mio intento dissacratore verso quelle che sono le Sacre Dottrine e i Dogmi di cui ci riempiono la testa quando vogliamo diventare madri.
E noi siamo lì a farci un sacco di ansie col timore di non essere all’altezza. Ora, io sono una che si informa. Che cerca risposte alle proprie domande. E quando ho avuto i figli ho letto un sacco di manuali per capire come dovevo comportarmi in date situazioni. Non mi sono mai accontentata delle ricette da mamma pancina, che ragiona, appunto, con la pancia. Mi piace essere pragmatica e ho una formazione scientifica. Ma alla fine ho concluso che non c’è una soluzione che vada bene per tutti. Che fare dormire un figlio nel lettone o allattarlo con il biberon non sono cose sbagliate solo perché la Sacra Bibbia della Buona Madre le demonizza. Che una madre non si può sentire sempre in colpa o in difetto. Ogni bambino ha bisogno della sua formula vincente per essere gestito al meglio. E come #badmum mi riservo di non essere in grado di trovarla, questa formula. Almeno, non una formula esatta. Confessioni di una #badmum è l’anti-bibbia della madre perfetta. E forse è per questo che molte mamme ci sono identificate e l’hanno apprezzato.

Il titolo racchiude in sé tutta l’essenza del libro, è stata una tua scelta?

Il titolo è stato concordato con Stefania Bergo e Valentina Gerini, che ne hanno curato la pubblicazione con Claudia Gerini. Io volevo la parola #badmum nel titolo, perché è la #badmum il fulcro di tutto il discorso.

Ironico, leggero, divertente: così lo hanno definito alcuni lettori. Quali aggettivi aggiunge Elena Genero Santoro?

Dissacratore, come scrivevo poco fa, irriverente e soprattutto auto-ironico perché alla fine prendo in giro solo me stessa.
La #badmum sono io, ma è anche un personaggio che mi sono cucita addosso. E sul quale adesso gravano aspettative: non quelle di madre perfetta, ma altre…

Qual è stata la scena più difficile da descrivere?

In realtà non c’è stata una scena più difficile delle altre; la particolarità di questo libro è stata la genesi. Partivo da un magma di post partoriti spontaneamente, senza un filo conduttore, che nascevano a seconda delle situazioni, e ho dovuto cucire tutto in una specie di storia, divisa per aree tematiche. Quella è stata la parte faticosa.

Chi è il personaggio di Confessioni di una #badmum a cui sei più legata e perché?

Ovviamente i tre porcellini d’India. Lo confesso, ho un debole per Stellina (maschio, il padre di famiglia). Io non sono mai stata una patita di animali. Da piccola razzolavo con le galline. Ho avuto dei gatti che mi hanno dato poca soddisfazione. Se non fosse stato per il desiderio di mia figlia non avrei mai preso una cavia. Eppure questi tre roditori mi hanno aperto un mondo. Mi sono affezionata a loro come mai avrei pensato. Sono come tre teneri neonati, a volta coccoloni, a volte scorbutici. E a distanza di quasi otto anni dall’ultimo pannolino dei miei figli mi ritrovo di nuovo a togliere montagne di cacca. Insomma, le cavie mi hanno riportato al mio destino originale. Chissà se per loro sarò una madre migliore!

Quanto tempo ti ha impegnato la stesura del libro?

I post, senza scadenze, a generazione spontanea, raccolgono un arco di vita di due anni. La raccolta e i capitoli sono stati scritti in tre settimane, alla fine del 2020.

Qualche curiosità su Confessioni di una #badmum da raccontare agli affezionati lettori del nostro blog?

Che ciò che è scritto è tutto vero!! Man mano che i Figli crescevano sono stati sempre più coinvolti nella stesura di ogni post. Quando ci accade qualcosa di tragi-comico, capita che ci guardiamo negli occhi, scoppiamo a ridere e diciamo: facciamo un post per Facebook? E allora troviamo insieme il modo per dare all’evento la migliore resa lessicale. Dopo il libro abbiamo pubblicato altri post e ancora andiamo avanti. Il gioco tra di noi è quello di trovare il lato comico e surreale delle situazioni, per riuscire sempre a sdrammatizzare. Nutro i miei Figli a pane e ironia. L’ironia la digeriscono benissimo. Il pane solo se è senza glutine.
Aggiungo: per la stesura di questo libro nessun #badchild è stato maltrattato!

Divertente e simpatica! Sei un’autrice sempre molto attiva, non ti fermi mai. Quindi non posso esimermi dal domandarti: progetti per il futuro, nuovi libri in arrivo?

Ho un paio di libri (seri) nel cassetto, ma la pandemia ha rallentato le promo in atto; adesso voglio concentrarmi sugli ultimi pubblicati prima di pubblicare altro.

Ringraziamo Elena Genero Santoro per essere stata con noi. In bocca al lupo per Confessioni di una #badmum e per i tuoi progetti futuri!

Grazie Silvia, alla prossima.

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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